Usa

  • Il medioEVO dei golpisti e l’EVO moderno del socialismo

    Non ce la possiamo cavare né decontestualizzando quanto accade in Italia rispetto al resto del mondo e, tanto meno, proiettandoci solamente in una visione globale e minimizzando l’avanzata delle destre nello Stivale. L’interconnessione esiste proprio perché è evidente la vera e propria reazione (in tutti i sensi che il...
  • L’Iran arricchisce l’uranio per ricordare alla Ue le sanzioni

    Di questi tempi il palcoscenico mediorientale è affollato di personaggi: gli americani annunciano di aver ucciso il capo dell’Isis al-Baghdadi, la Turchia dice di averne arrestato la sorella che sarà fonte inesauribile di informazioni, i libanesi scendono in strada contro il carovita, gli iracheni prendono d’assalto il consolato iraniano...
  • Le rivolte sono desideri

    Ribellarsi è giusto. E, a guardar bene, non c’è adesso un solo posto al mondo dove non siano in corso rivolte, domina ovunque una «stabile instabilità». La situazione è «eccellente», ma dentro un vuoto di senso e di indirizzo. Parafrasando Peter Handke, potremmo dire in modo provocatorio che rischiamo...
  • Putin regala a Erdogan 100 km di Siria, cacciati i curdi

    A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum turco alle unità di difesa curde e alle Forze democratiche siriane, mentre il presidente Erdogan incontrava Putin nel palazzo presidenziale di Sochi, nel Rojava proseguiva la conta delle vittime. «Oltre 500mila persone sono da più di una settimana senza acqua – scrive in...
  • Le curde e i curdi combattono anche per noi

    Il cessate il fuoco concordato da Erdogan con il vicepresidente americano Pence per 120 ore (5 giorni, ne restano 4) non ha impedito all’esercito turco di continuare a colpire obbiettivi curdi. Del resto l’accordo non serviva a dare una tregua ai curdi ma a permettere a Erdogan di evitare...
  • La guerra contro i curdi finisce in decima pagina

    Non produce ancora abbastanza morti e genocidi la guerra scatenata dalla Turchia di Erdogan contro i curdi del Rojava per guadagnarsi ogni giorno la prima pagina dei giornali italiani. Si va su altro: dai cento anni di carcere inflitti ai leaders catalani fino alla mancata copertura per la finanziaria...
  • Romney sfida Trump per salvare il suo partito?

    La telefonata di Donald Trump al presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stata qualificata come “profondamente inquietante” da Mitt Romney, senatore repubblicano dell’Utah e candidato repubblicano alle elezioni del 2012, sconfitto però da Barack Obama. Romney è stato uno dei pochissimi senatori del Gop (Grand Old Party) a mostrarsi preoccupato...
  • Il Rojava reagisce: i giovani prendono le armi e presidiano il confine

    Una colonna di fumo nero si alza tra i negozi e le case di Qamishlo. Un kamikaze, probabilmente dell’Isis, è saltato in aria ieri a bordo di un’auto davanti a un ristorante pieno di civili: tre morti e nove feriti. Il video che ci arriva da Rojava è la...
  • Da dove viene l’arroganza di Erdogan

    Ma da dove vengono i ricatti di Erdogan? Vale la pena chiederselo, vista la faccia tosta con cui rivendica il buon diritto di invadere il nord della Siria e fare terra bruciata dell’esperienza dei curdi del Rojava. Ieri è stato più esplicito del solito, rivolto ad una Turchia che,...
  • Tutti in piazza contro la guerra di Erdogan

    La reazione all’inziativa militare di Erdogan nel Rojava, denominata Peace Spring, ha già travalicato i confini territoriali, grazie al lavoro delle associazioni della diaspora curda e dei tanti comitati di solidarietà in tutto il mondo. Il Rojava Solidarity Committee Europe in una nota indice una giornata mondiale di protesta,...
  • Dazi amari, gli Usa spaventano l’Europa

    La guerra commerciale ha fatto un nuovo passo. Ieri, il Wto ha autorizzato gli Usa a imporre dei diritti doganali sulle importazioni dall’Europa per il valore di 7,5 miliardi di dollari. È un record. Mai l’Organizzazione mondiale del commercio, che vive ormai da qualche tempo un momento di grande...
  • Il capitalismo malato di Cernobbio

    Il tradizionale appuntamento d’inizio settembre a Cernobbio – siamo alla 45esima edizione – del Forum Ambrosetti, che mette a confronto imprenditori, economisti, politici, donne ed uomini di stato, non sembra deludere le attese. Diversi sono gli elementi di interesse. Fra cui le linee delle nuove leadership europee dopo le...
  • Il monolinguismo di Julián Castro: fallimento o solo assimilazione?

    Julián Castro, ex sindaco di San Antonio, ha annunciato la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti sia in inglese che in spagnolo. “Yo soy candidato para presidente de Estados Unidos” non sarebbe sorprendente, considerando il suo nome e i suoi suggerimenti linguistici. In effetti, lo spagnolo di Castro...
  • Salvini, servitor di tre padroni

    L’Arlecchino di Goldoni era servitor di due padroni, la Lega di tre. Salvini un mese fa è volato in Usa e si è allineato con Trump sulle sanzioni all’Iran, in pieno contrasto con la linea europea e gli interessi delle nostre imprese. Tutto questo senza che i Cinquestelle dicessero...
  • Riconoscere l’Iran, la vera linea rossa di Trump

    La «linea rossa» c’è ma non è quella «umanitaria» che tenta di contrabbandare il presidente americano. «Ho ordinato di non attaccare per evitare 150 morti», ha detto Trump nella sua sceneggiata davanti alle telecamere. Non c’è niente di magnanimo in questo atteggiamento: in realtà è il freddo calcolo che...
  • La rabbia di Trump contro Draghi

    Matteo Salvini torna gongolante e minaccioso dal suo viaggio lampo negli States, dove non ha incontrato il presidente – non è da tutti – ma in compenso il suo vice Pence e il segretario di Stato Pompeo. Comunque gente tosta, specialmente il secondo. Obiettivo dichiarato e raggiunto: Italia first nella...
  • Il Premier in pectore

    Volare negli Stati Uniti per dimostrare e dimostrarsi d’essere, nonostante tutti i compromessi da accettare per risalire lentamente (ma nemmeno poi tanto…) la china del potere, colui che davvero conta. I giochi di parole lasciano il tempo che trovano, ma chi conta non è Conte. Almeno così parrebbe: l’accredito...
  • Gay, obamiano e a favore dei trattati con Iran e sul clima

    Pete Buttigieg, il sindaco trentasettenne di South Band in Indiana, e candidato alla Casa bianca, continua a sorprendere e a crescere nei sondaggi, portando avanti posizioni definibili come «obamiane», di buon senso moderato, che nel panorama della politica Usa attuale sembrano un miracolo, e batte tutti i rivali svelando...
  • Non ci sono più i golpisti di una volta

    Non ci sono più, per Washington, quegli affidabili Pinochet di una volta. Il golpe tanto auspicato dalla Casa bianca e, di sottecchi, da molti governi europei, con in Italia Salvini plaudente e l’appoggio del confinante fascista Bolsonaro, annunciato poi dai media di mezzo mondo, si è alla fine rivelato...
  • Roma si inchina a Trump in cambio della beffa libica

    Nel duro scontro Cina-Usa sullo stop agli acquisti di petrolio iraniano, i nostri sovranisti brillano per insipienza. Ogni giorno ci danno lezioni imperdibili su come in realtà si cede sovranità contro gli interessi nazionali per piegarsi alle politiche sempre più aggressive del presidente statunitense Donald Trump che fanno esultare...
  • Governi vigliacchi contro chi rivela i loro crimini

    Julian Assange è responsabile di una sola cosa: aver permesso, tramite WikiLeaks, di esporre i segreti custoditi dai governi finalizzati a spiare, spremere e opprimere i loro stessi cittadini. Se avessero tenuto fede alla propria natura democratica, i governi lo avrebbe dovuto ricoprire di encomi e di premi, perché...
  • Assange, sopravvissuto all’era dei social network

    Le immagini del suo arresto, da parte dei poliziotti di Scotland Yard, sigillano con il marchio dei voltagabbana la fine di un’era dell’attivismo on line. Solo, stanco, invecchiato era ormai diventato per l’Ecuador un ospite ingombrante che causava non pochi problemi alle sue relazioni con gli Stati uniti. Washington,...
  • Assalto ad Assange

    La libertà di informazione ormai sopravvive solo dentro un’ambasciata, protetta dal diritto diplomatico e consolare. Almeno fino a ieri. Assange nelle mani degli USA è una notizia. Una libera notizia di un mondo che ha, giustamente, paura delle notizie libere. (m.s.) foto tratta da Flickr su Licenza Creative Commons...
  • 70 anni di NATO e l’Unione Europea

    Il 4 aprile 2019 ricorre il settantesimo anniversario della firma del Patto Atlantico avvenuta appunto il 4 aprile 1949. Un anniversario da ricordare proprio nel momento in cui la creazione della “Via della Seta”da parte cinese fa emergere un segnale tangibile della fine del “ciclo atlantico”. Il “ciclo atlantico”...
  • Nuovo ciclo capitalista? Le contraddizioni evidenti

    Si sta concludendo il ciclo del “dominio atlantico” e della “globalizzazione”? I segnali, da tempo, ci stanno tutti: prima la crisi del 2008, poi il crescendo protezionista e le tensioni di potenza tra Stati Uniti, Cina e Russia. Le vicende legate alla “via della seta” appaiono paradigmatiche di un...
  • Verdi e uguali: il manifesto socialista che scuote l’America

    Il Green New Deal è il programma socioeconomico messo a punto dalla deputata newyorchese Alexandria Ocasio-Cortez, stella dei nuovi democratici, e dal suo collega-senatore Ed Markey, con lo scopo di unire il focus sull’ambiente ai temi delle disuguaglianze economiche e sociali. Già dal nome si capisce che la misura...
  • A Caracas il buio del mondo

    Ieri su questo giornale Alberto Negri raccontava come, dopo otto anni, non sia ancora finita la giostra sanguinosa della guerra in Siria. Con la sua scia di vittime, di migrazioni in massa, di terrorismo di ritorno a casa dei foreign fighters. Le spoglie delle macerie che restano vengono ancora...
  • Socialismo o imperialismo a Caracas, è qui la lotta

    In Venezuela si sta scrivendo una pagina di storia decisiva per «l’indipendenza, la sovranità e la libertà della Patria Grande» come pure per il futuro dei popoli di tutto il mondo. È questo il messaggio rivolto dalla vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez agli oltre 400 delegati dell’Assemblea internazionale dei popoli...
  • Il golpe di Trump non è a Caracas. È a Washington

    Altro che a Caracas. Il golpe, Trump lo fa intanto a Washington. Parola grossa? Forse un po’. Ma ci si va vicini. Basta leggere l’editoriale del New York Times a commento della decisione del presidente di dichiarare lo stato d’emergenza nazionale, un passo di gravità senza precedenti perché «costituisce...
  • I golpisti nel “cortile di casa”

    La storia dell’America Latina è irta di passaggi tragicamente complicati segnati dalla volontà “golpista” portata avanti non soltanto dai gruppi militari e capitalisti locali che di volta in volta si sono alternati nei diversi paesi a propiziare feroci dittature delle quali non tracciamo qui un elenco perché ben vivo...
  • La proliferazione nucleare e la vera bomba atomica

    La rottura del trattato internazionale sulla proliferazione nucleare tra Stati Uniti d’America e Russia non è una bella notizia. Ci riporta indietro di anni, quando il numero crescente di armi atomiche era per l’appunto non gestito da patti reciproci e il mondo pareva sempre sull’orlo di qualche terzo conflitto...
  • Barbari e naufraghi

    Il punto è di principio: non accogliere più nessun migrante perché così si dimostrerebbe la coerenza, la forza, la decisione del governo italiano di una Italia sovrana. Fermare le migrazioni è non solo impossibile sul piano storico. E’ qualcosa di più enorme come impresa: è voler fermare la storia....
  • Un capolavoro di menzogne sulla pelle dei curdi

    Duellanti e bugiardi. Turchia e Stati Uniti sono da molto tempo alleati riluttanti, sull’orlo di una crisi di nervi perenne anche quando si tratta di raccontare menzogne che farebbero comodo a entrambi. Erdogan aveva promesso al segretario di Stato Mike Pompeo e al consigliere per la sicurezza nazionale John...
  • Una nave da guerra chiamata Bush

    Nell’America di Trump può succedere che un suo predecessore, persona dalle maniere garbate – agli antipodi rispetto a quelle di The Donald – ma primo e massimo responsabile del caos che da una trentina d’anni sconvolge il Medio Oriente, e di rimbalzo il mondo, riceva encomi riservati a un...
  • Un po’ di numeri dalle elezioni di Midterm USA

    E’ evidente che il dato politico più rilevante sia stato rappresentato dal passaggio della maggioranza della Camera dei Rappresentanti dal Partito Repubblicano a quello Democratico e su questo punto si sono concentrate le attenzioni della maggior parte degli osservatori. Risulta importante, però, analizzare i dati anche in proiezione delle...
  • California Republic, la vera alternativa sociale al trumpismo

    È stato un Trump ringhioso, di scuola Tony Soprano, quello che ha dato vita ad una conferenza stampa movimentata anche per i suoi standard, nella East Room della Casa bianca l’indomani del midterm. «Siediti hai parlato abbastanza!» è stata al frase più ricorrente del briefing-rissa, il principale messaggio di...
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