Impero romano

  • Un calcio alle riaperture: l’Italia nel pallone

    Se la pandemia del Covid-19 fosse scoppiata nell’antica Grecia, quella delle Olimpiadi, quella di Licurgo e di Pericle, delle storie di Erodoto e dei primi testi storici di Senofonte, il cosiddetto “calendario delle riaperture” sarebbe partito con la riapertura prima di tutto dalla scuola. Di qualunque tipo: quella peripatetica,...
  • “Street food” un cazzo! (scusate il francesismo)

    Va bene che i quotidiani on-line diano la notizia del ritrovamento di un termopolio nella Pompei romana, con persino frammenti di cibo di oltre duemila anni fa… Ma che poi, negli articoli interni, chiamino tutto ciò lo “street food” dell’epoca, ebbene spegne ogni poetico e incantevole riferimento ai particolari...
  • Le belle parole di Francesco e la realtà della Chiesa

    «Santità, i comunisti siamo noi!». Verrebbe da scimmiottare la battuta di Peppone che rimbrottava don Camillo davanti alla folla e alla cappelletta della Madoninna del Borghetto. Le parole di Francesco sulla proprietà privata, la sua critica all’accumulazione di ingenti capitali che mettono in crisi qualunque principio di giustizia sociale...
  • Barbari e naufraghi

    Il punto è di principio: non accogliere più nessun migrante perché così si dimostrerebbe la coerenza, la forza, la decisione del governo italiano di una Italia sovrana. Fermare le migrazioni è non solo impossibile sul piano storico. E’ qualcosa di più enorme come impresa: è voler fermare la storia....
  • Contro la poca memoria della storia

    Quella generata dalla società dei “social network” non è una portata di cultura generale, anche minima, ad uso popolare. Non siamo davanti ad una proposta di alfabetizzazione delle masse così come invece le dure necessità del dopoguerra imposero anche e soprattutto alla televisione di Stato che propose programmi di...
  • Da Costantino a Di Maio

    È dai tempi dell’imperatore Costantino che un ente pubblico non viene interessato da una denuncia di falsità su un testo istituzionale: allora fu la Chiesa cattolica ad attribuirsi il potere sull’Italia centrale, che durò mille anni e ne impedì l’unificazione, sulla base di una dichiarazione mai esistita da parte...
  • Da Augusto a Di Maio, l’impossibile “abolizione” della povertà

    Giulio Cesare era abituato a cambiare le sorti della politica manu militari: sia quando con le proprie vittorie in numerose campagne di acquisizione di nuovi territori alla Repubblica romana influenzava le mosse del Senato (e quindi della classe borghese dell’epoca) sia quando decideva di varcare il confine del Rubicone...
  • Quell’assemblea che nemmeno Augusto volle sopprimere

    Scrive Tacito: “Quando (Augusto) ebbe attratto a sé i soldati coi donativi, il popolo con le distribuzioni di grano, tutti con la dolcezza della pace, iniziò ad elevarsi a poco a poco ed a concentrare in sé le competenze del Senato, dei magistrati, delle leggi, senza che alcuno gli...
  • Livio, il narratore smaliziato ha spodestato lo storico ‘taglia e cuci’

    Nel libro 21 delle sue Storie, Livio racconta come all’inizio della seconda guerra punica, durante la battaglia del Ticino, un giovanissimo Publio Cornelio Scipione, futuro Africano, si tuffò in acqua e salvò il padre, ferito in combattimento. L’aneddoto è concluso da un intervento di Livio, che ricorda al lettore che...