Acerbo: «La Toscana laboratorio della sinistra»

Altro mondo possibile. Da oggi a Firenze la festa di Rifondazione Comunista, presentata dal segretario. "Ceccardi vuole vietare nelle scuole la canzone dell'ex beatle, noi la raccomandiamo a chi vuole tagliare il Parlamento invece delle spese militari e gli F35". In sei giorni spazio al referendum, con Anpi e Arci per il No, alle regionali con Toscana a Sinistra, all'antifascismo e all'America Latina
Maurizio Acerbo

Da oggi e per sei giorni Rifondazione Comunista organizza nello storico Teatro Tenda, attualmente Tuscany Hall, la sua festa nazionale (il programma su www.prcfirenze.org/festa2020/).

L’abbiamo chiamata ‘Imagine’ – spiega il segretario nazionale Maurizio Acerbo – il titolo ce l’ha suggerito la leghista Ceccardi quando ha detto che la canzone di John Lennon va vietata nelle scuole perché è comunista. Con questa logica, dovremmo vietare le ‘Favole al telefono’ di Gianni Rodari, che il New York Times ha ricordato essere stato un comunista, presentando l’edizione del libro negli Usa. Noi invece la raccomandiamo a chi vuole tagliare il Parlamento invece di tagliare le spese militari e gli F35. Anche a chi dice che non è una canzone comunista, quando lo stesso Lennon parlava di una canzone pacifista, anticapitalista e comunista, richiamando la necessità di un altro mondo possibile. Di una società alternativa a quella odierna in cui si moltiplicano le forme di razzismo, xenofobia e integralismo. Così il messaggio di Lennon resta attualissimo. E chi non sopporta Imagine non tollera nemmeno Bella Ciao, ricordiamolo.

Fare una festa ai tempi della pandemia è complicato. Come vi siete organizzati?
Il merito è delle compagne e dei compagni di Firenze, che nel rispetto delle norme anti Covid, in un grande spazio al coperto, hanno pensato davvero a tutto. Oggi partiamo con una giornata per Firenze Antifascista, che per le sue lotte deve pagare migliaia di euro, a causa dei decreti Minniti e Salvini che con la scusa dell’immigrazione hanno colpito il conflitto sociale, multando anche i lavoratori davanti alle loro fabbriche in crisi. In un anno di governo con dentro il Pd ancora non sono state cancellate queste aberrazioni. Del resto politici come Di Maio non sanno cosa sia una lotta. Dovevano dar voce alla protesta, i fatti dicono altro.

Per l’11 settembre farete una serata sull’America Latina, e nel fine settimana affronterete il referendum costituzionale e le elezioni regionali.
Parleremo di Allende ma anche della lezione di internazionalismo e di solidarietà che ci ha dato Cuba, tuttora sotto embargo. Sul referendum abbiamo invitato Arci e Anpi a una serata per il No, perché ancora una volta la nostra Costituzione, dopo quelli di Berlusconi e Renzi, è sotto attacco. Noi avevamo fatto anche una raccolta di firme per tagliare i privilegi dei parlamentari.
Questo invece è un attacco alla democrazia, anche per colpa di un centrosinistra, in testa il Pd, corresponsabile dello svuotamento del ruolo del Parlamento, a colpi di leggi maggioritarie e della sottomissione all’esecutivo.

E le regionali? Sempre soli contro tutti?
No, in Liguria sosteniamo Sansa, perché si batte contro il partito trasversale del cemento e degli affari. Qui invece Toscana a Sinistra è una esperienza importante di unità delle forze di sinistra e ambientaliste. E Tommaso Fattori è l’unico candidato che si è espresso per il No al referendum. Quello della Toscana, e sono contento che Sinistra Italiana segua questo cammino, è un laboratorio che vorremmo nazionale. Perché la sinistra non può essere un cespuglio ornamentale del Pd.
Deve esistere, aggregandosi, radicandosi e conquistando forza, con un progetto autonomo e alternativo. Come succede in Europa. E non penso solo a Spagna e Portogallo, dove ora governa, ma anche alla Francia, dove dall’opposizione, insieme al sindacato, ha fermato il taglio delle pensioni di Macron.
Se invece si autocensura, non disturbando il manovratore, per fare argine contro la destra, alla fine dà il monopolio della protesta alla stessa destra. Alla festa discuteremo anche della pandemia e dell’emergenza economico sociale. Sarebbe necessaria una risposta politica forte, di rottura con le politiche neoliberiste. Ma ancora non è in campo, né da parte dell’Ue né da parte di questo governo.

RICCARDO CHIARI

da il manifesto.it

foto: screenshot

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