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Federmeccanica: 100 euro su 4 anni. No dei sindacati

Per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici si va alla stretta finale. Ma la Fiom mette chiaro il suo paletto: l’aumento sui minimi deve essere a tre cifre e cioè superiore a 100 euro. Federmeccanica invece cerca di aggirare il problema: allungare la durata del contratto per spalmare l’aumento su più anni.

Dalla «bolla» di viale dell’Astronomia, sede di Confindustria a Roma dove le delegazioni di Fim, Fiom e Uilm da una parte e Federmeccanica e Assistal dall’altra – tutte tamponate – sono chiuse nell’auditorium e nelle sale per le lunghe «ristrette» che caratterizzano sempre le chiusure dei contratti, a sera le bocche sono cucite, sintomo dell’importanza e delicatezza del momento, in una trattativa che dura da più di un anno.

Ieri Federmeccanica e Assistal hanno formulato un’ipotesi migliorativa sulla parte economica rispetto alla proposta del 26 novembre inserendo però un elemento negativo che rende la «trattativa ancora difficile», mette in chiaro il segretario della Uilm Rocco Palombella, spiegando come Federmeccanica e Assistal abbiano «confermato la volontà di raggiungere la famosa terza cifra allargando però la vigenza contrattuale al 2024, invece che al 2022 perché considera gli anni 2020 e 2021 terribili dal punto di vista industriale». Emergono quindi «ancora distanze marcate da colmare».

Il confronto invece avrebbe fatto «passi avanti» su altri capitoli, dalla salute alla sicurezza, dalla formazione alla parità di genere. «Per ribaltare questo clima di paura e incertezza bisogna avere coraggio, abbiamo tutti la responsabilità di assicurare un contratto dignitoso a 1 milione e 400mila lavoratori metalmeccanici», conclude Palombella.

Nessun commento invece da Fim e Fiom anche se poco prima dell’inizio dell’avvio della tre giorni di negoziato Francesca Re David aveva spiegato ai suoi delegati: «Entriamo in una non stop per il contratto dei metalmeccanici da cui usciremo o con un accordo o con la necessità di andarcelo a conquistare. Siamo pronti a discutere aspramente con Federmeccanica e in delegazione per cercare le soluzioni», aveva detto. Soluzioni che non prevedono per la Fiom nessun via libera ad un contratto «che non superi le tre cifre sui minimi», come aveva ripetuto Re David ancora lunedì.

Oggi il negoziato proseguirà: «vedremo come riprendere il confronto sul salario», dice ancora Palombella. La previsione degli «ottimisti» è che si possa chiudere giovedì.

MASSIMO FRANCHI

da il manifesto.it

foto: screenshot Cgil.it

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