Ferrajoli: «Salvini fa un uso demagogico del diritto»

Intervista de “il manifesto” al giurista e filosofo del diritto italiano Luigi Ferrajoli Luigi Ferrajoli, Salvini ha sostenuto che Carola Rackete è una «pirata», dunque una «nemica dell’umanità», e...
Luigi Ferrajoli

Intervista de “il manifesto” al giurista e filosofo del diritto italiano Luigi Ferrajoli

Luigi Ferrajoli, Salvini ha sostenuto che Carola Rackete è una «pirata», dunque una «nemica dell’umanità», e per questo una «criminale». Che senso ha attribuire questa definizione a chi salva i migranti in mare per senso di dovere verso l’umanità?
Sono tutte insensatezze gravissime. Sul piano giuridico non ci sono dubbi. Carola Rackete non ha commesso nessun reato, come ha stabilito il giudice delle indagini preliminari Alessandra Vella. Ha agito nell’adempimento di un dovere: portare in salvo le persone salvate, imposto dal diritto del mare e comunque in stato di necessità. Semmai sono le autorità italiane che per 17 giorni si sono rese responsabili del reato di omissione di soccorso. Francamente è intollerabile che Salvini chiami «criminale» una persona appena prosciolta senza incorrere nel reato di ingiuria. Fatto per cui spero che Carola vorrà querelarlo. Ma, a questo punto, la questione giuridica è secondaria.

Perché?
Questi “sovranisti” stanno distruggendo l’onorabilità dell’Italia che fino a qualche anno fa si era distinta, con Mare Nostrum, per avere salvato 150 mila persone nel Mediterraneo. Oggi il loro comportamento è assolutamente illegittimo perché viola tutte le norme del diritto del mare, oltre la nostra Costituzione, e deturpa l’identità civile del nostro paese. Non è solo una violazione dei diritti fondamentali ma la distruzione dei presupposti sociali della convivenza civile. La costruzione del consenso sulla disumanità e l’immoralità ha un effetto distruttivo sulla democrazia.

Qual è la loro strategia?
Costruire la percezione degli altri come nemici solo perché stranieri, poveri e disperati. Su questa base hanno ottenuto un consenso di massa per le politiche securitarie. Tutto questo in un paese che è tra i più sicuri al mondo. Nel 2017 gli omicidi sono stati 357, di cui ben 123, purtroppo, femminicidi dei quali la politica neppure parla. Gli omicidi erano circa 1.500 solo nei primi anni Novanta.

Ritiene che sia solo responsabilità di questo governo?
Nient’affatto. Salvini non ha inventato nulla, ha solo proseguito le politiche contro gli immigrati e la costruzione dell’emergenza del precedente ministro Minniti e degli altri governi europei. Ci sono però gravissime differenze.

Quali sono?
Il carattere criminogeno delle leggi in tema di sicurezza. Il primo decreto sicurezza di Salvini ha soppresso di fatto il permesso di soggiorno per motivi umanitari ed espulso migliaia di richiedenti asilo e rifugiati dai centri di accoglienza. Una misura stupidamente persecutoria con la quale persone integrate sono state trasformate in persone illegali e virtualmente devianti. Senza dimenticare l’estensione dei presupposti della legittima difesa. La soppressione del requisito della proporzionalità tra difesa e offesa potrebbe portare all’aumento anche da noi del numero delle morti violente com’è accaduto negli Stati uniti.

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ROBERTO CICCARELLI

da il manifesto.it

foto tratta da Wikimedia Commons

categorie
Politica e società





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