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Lo stiletto

La potenza di Tom

Ci sono immagini davvero potenti, che scuotono dalle fondamenta i più ancestrali drammi umani: quelli che teniamo reconditi, sepolti sotto la coltre di pregiudizi che ci impedisce di guardare serenamente, senza alcun distacco preordinato, qualunque straordinaria scena si affacci su questo nostro mondo quotidiano.

Chissà quante persone hanno storto il naso, dopo essersi benevolmente sorprese, vedendo il nuotatore britannico Tom Daley lavorare a maglia. Un viso pulito, un corpo splendido, una tecnica sportiva eccellente. E poi, che fa questo atleta? Per rilassarsi, sugli spalti, lavora a maglia. Fa l’uncinetto. Come le donnicciole pettegolissime di qualche angolo della nostra bella Italia.

Ma può un uomo fare la maglia? Oh, sì, certo che può. Anzi, deve, se questo è un modo che ha per stare bene con sé stesso, con gli altri, e fare anche della solidarietà. Daley vende all’asta alcune delle sue creazioni e dona il ricavato alla ricerca medico-scientifica contro il cancro al cervello (male che colpì suo padre).

Tom fa tre cose insieme, giuste e necessarie. In un colpo solo e quella foto ce le racconta tutte: anzitutto fa quello che gli piace; poi lo fa mostrandosi al mondo e lanciando un potente messaggio di anticonvenzionalità; e, ultimo ma non ultimo, ci regala una dimensione plastica del “problema“, che è più di un libro scritto sulle cause di tante sofferenze per milioni di giovani che non sanno come dire ai genitori, agli amici – perché ancora oggi è una necessità il dover fare “coming out, visto che non si può vivere la propria sessualità naturalmente, senza che questa dimensione provochi sorpresa (nel migliore dei casi) e sconcerto (nel peggiore)

Contro ogni stereotipo millenario su lavori maschili e femminili, su ciò che deve fare un uomo e ciò che invece deve fare una donna, su chi si può o non si può amare.

Tom stupisce e infrange il ben pensare di tanti supermachisti, suprematisti e sovranisti di ogni latitudine e longitudine. Quella foto è rivoluzionaria. Ricordiamocela, perché è un altro passo per andare oltre lo scandalo e anche lo stupore verso l’amore, il desiderio e qualunque altra voglia di vivere si abbia che non rientri nei sacri canoni millenari di una società che deve superarsi. In tutti i sensi.

(m.s.)

foto: screenshot

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