Sicilia, per le regionali il modello Palermo non regge

Elezioni. Sinistra italiana si sfila dal ’campo largo’ del centrosinistra. Mdp prende tempo. Il Pd a un passo dall’intesa con Alfano. Civati: «Sono molto lieto della scelta di Si

Addio “Modello Palermo”. Sinistra italiana si defila dalla partita, mollando Leoluca Orlando e aspettandosi che faccia la stessa cosa Mdp, che però prende tempo. Con questa mossa Si si avvicina a Prc e Possibile che hanno messo in campo come candidato l’editore Ottavio Navarra, ex parlamentare Pci. Il “campo largo” del centrosinistra perde un pezzo e rimane appeso a un filo sottile che rischia di spezzarsi da un momento all’altro per i malumori che imperversano anche dentro a Mdp dove i più radicali sono insofferenti nei confronti del Pd, al quale contestano di non voler prendere le distanze dal governatore Rosario Crocetta, che rimane in corsa per il suo secondo mandato in attesa che si chiarisca un quadro di alleanze che è ancora fosco.

PD e AP sono invece vicinissimi all’intesa che riguarda il voto in Sicilia ma pure le politiche. Per cercare di tenere anche Leoluca Orlando con la sua lista dei territori e Mdp, il Nazareno sta trattando sul nome di Fabrizio Micari, rettore a Palermo, come candidato alla Regione, idea proposta dal sindaco di Palermo e sostenuta da Sicilia futura dell’ex ministro Totò Cardinale, oltre che dai socialisti di Carlo Vizzini; i dem però non intendono sciogliere il nodo sul candidato se prima non viene definita la coalizione, che nei piani del Pd deve contenere Ap. Posizione che trova resistenze dentro Mdp che ieri ha riunito a Enna il coordinamento regionale e ha deciso di non rompere. Pur esprimendo «preoccupazione per i ritardi con cui si procede nella ufficializzazione della proposta politica programmatica da avanzare ai siciliani», il movimento di Bersani conferma «la posizione espressa nella riunione con Orlando e Si» fatta nei giorni scorsi. E ribadisce «il proprio interesse per la eventuale candidatura civica discussa con Orlando (quella di Micari) purché sia espressione di un progetto politico programmatico coerente con l’esigenza di discontinuità e di cambiamento che i siciliani richiedono, evitando» – e qui è l’unico affondo di Mdp – «di piegare la Sicilia e le sue emergenze a scambi politici tra il Pd di Renzi e Ap di Alfano».

Si sfila invece Sinistra italiana. «Non ci sono le condizioni politiche per un accordo col Pd in Sicilia», attacca Ersamo Palazzotto. «Avevamo confidato in Orlando per tentare di replicare il modello Palermo alla Regione chiedendo discontinuità col governo Crocetta, dopo due mesi e ci ritroviamo a discutere del candidato senza che il Pd abbia fatto un’analisi politica, anzi ha rivendicato i risultati di Crocetta», osserva Palazzotto. «A questo punto lavoriamo con tutti i soggetti della sinistra per un’alternativa, che non è un piano B – dice il parlamentare – La sinistra politica e quella civica ha tante risorse da spendere. A Leoluca Orlando chiediamo se è disponibile a proseguire con noi il lavoro cominciato a Palermo».
E sempre da Sinistra italiana Paolo Cento si scaglia contro Renzi e il Pd che «stanno usando le regionali per riproporre vecchi schemi di centrosinistra addirittura con un ruolo centrale di Alfano in vista anche delle prossime elezioni politiche». «Questo tentativo di Renzi – sostiene – va fermato ed è del tutto evidente che la sinistra siciliana dovrà nelle prossime ore valutare la necessita di una proposta autonoma e alternativa per la regione».

Pronti ad accogliere SI è Pippo Civati, leader di Possibile: «Sono molto lieto della scelta di Sinistra Italiana che non considera più praticabile un’alleanza col Pd. In Sicilia come a livello nazionale, c’è bisogno di una forte discontinuità dalle politiche portate avanti in questi anni, e ciò è possibile solo mettendo in campo un progetto di governo ambizioso e sostenuto unitariamente da tutte le forze di sinistra». E tende la mano a Bersani: «Confido che presto anche Mdp si unirà a questo percorso: non possiamo perdere altro tempo in uno sterile dibattito solo sui nomi, siano essi di tutto rispetto come quello di Orlando o di Micari, o altri più indigesti come quello di Alfano».

Che l’accordo tra il Pd e Alfano sia a un passo lo fa intendere Giuseppe Castiglione, coordinatore regionale di Ap: «I colloqui continuano, ma allo stato l’accordo non è chiuso. Noi abbiamo proposto tre nomi ma non abbiamo preclusioni su un’eventuale candidatura ’civica’ e stiamo lavorando al programma che è la base per chiudere l’intesa in Sicilia».

ALFREDO MARSALA

da il manifesto.it

foto tratta da Pixabay

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