Il Brutto Paese

Stamane una signora mi si avvicina singhiozzando. E’ scossa. Le sento dire mentre mi passa accanto: “Che schifo!”. Mi volto, pensando dica a me che sono a spasso con...

Stamane una signora mi si avvicina singhiozzando. E’ scossa. Le sento dire mentre mi passa accanto: “Che schifo!”.
Mi volto, pensando dica a me che sono a spasso con Bia, la mia cagnolona.
“Mi scusi”, mi dice. “Non ce l’ho con lei… Poco fa un uomo mi ha quasi investito con la moto. Io ero sulle strisce e stavo attraversando. Gli ho detto che mi ha spaventato ed è stato molto maleducato con me. Mi ha insultata. Voleva avere ragione lui.”.
Ho provato a tranquillizzarla, mi sono fermato a parlare un poco con lei.
“Questo sta diventando un brutto paese, signora. Se lei fosse stata bianca, probabilmente quell’italiano le avrebbe magari anche chiesto scusa.”.
Ho detto “magari”, perché la sindrome della prepotenza prende spesso chi viaggia per strada con un mezzo.
Eppure io sono convinto che se quella signora avesse avuto la mia stessa carnagione, forse se la sarebbe cavata con qualche parola di troppo, ma senza insulti.

Del resto… i bambini che dicono ai propri coetanei e simili “Ti sta bene, i negri devono stare a terra” hanno imparato da noi grandi questa incultura barbara, questa crudeltà.
Sembra di vedere le scene dei matrimoni nazisti con i bimbi di quattro anni in camicia bruna… rigorosamente ariani, rigorosamente figli del Führer o della Lupa. A seconda dei paesi in cui ti era data la disgrazia di nascere.

Sta diventando un brutto Paese questo nostro. Povero Petrarca…

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

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Lo stiletto

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