Germanico

No, nessun console romano risorto da qualche tempio sotto gli strati del tempo delle vie di Roma. E’ soltanto la nuova legge elettorale, questa volta proporzionale, che viene chiamata...
Germanico, nipote di Augusto

No, nessun console romano risorto da qualche tempio sotto gli strati del tempo delle vie di Roma. E’ soltanto la nuova legge elettorale, questa volta proporzionale, che viene chiamata “Germanicum” e a cui viene posta la soglia del 5% con l’ipocrisia del “diritto di tribuna” (gli altri che diritto hanno?).

Un ennesimo giochetto per far vincere chi oggi è al governo, nel pieno disprezzo delle regole costituzionali, della democrazia rappresentativa e formale che, alla fine, una qualche sostanzialità dovrebbe averla…

Avete così paura della proporzionale pura da tacciare di incostituzionalità le altre leggi elettorali che avete fatto pro domo vostra e dal santificare ora questa, dicendo ai cittadini che questa volta sì, insomma, la democrazia risorgerà grazie al Germanicum.

Dite tutto, ma non dite che lo fate per sbarrare la strada a Salvini. Perché sarebbe contro la democrazia truccare le regole del gioco. Lasciate che il popolo si esprima con, veramente, una testa un voto, senza sbarramenti, senza diritti di tribuna, senza alchimie varie.

Se vincerà Salvini vorrà dire che avrete fatto un cattivo lavoro al governo, voi forze che lo sostenete e vi partecipate e noi debolezze che siamo fuori da qualunque maggioranza e da qualunque minoranza parlamentare.

Il taglio dei parlamentari prima e il Germanicum ora sono un indegno spettacolo che questo governo offre ad una Italia cui, del resto, frega veramente nulla dei diritti che ancora oggi ha (pur non rendendosene conto) grazie alla Costituzione.

Questo anche grazie a questi giochetti di palazzo, a questa costante presa in giro del valore del voto ridotto da diritto e dovere a ratifica delle decisioni prese un tempo con le “liste bloccate“, con la cancellazione delle tanto odiate preferenze, col maggioritario e la formazione coatta delle coalizioni e la mutazione genetica della politica italiana in un surrogato di quella anglosassone o, per meglio dire, statunitense, quindi forse più “yankee“.

Troppi abusi e la gente si stanca, si disaffeziona: rimane a casa o vota Meloni e Salvini per contrappunto, per convinzione estorta dopo decenni di violenza sui valori della sinistra vera, per dispetto involontario, per frustrazione, per ritorsione, per protesta, per avversione.

Questo governo, deciso a fare l’equilibrismo tra le parole di Fratoianni e quelle di Renzi, tra articolo 18 e Jobs act, tra Costituzione da un lato e decreti sicurezza dall’altro, è una toppa peggiore del buco.

Le sardine pensano sia una speranza di arginare Salvini? Ancora lo ritengono possibile? Se è così, non stupitevi se nel medio o lungo termine a vincere sarà la destra peggiore.

Senza riforme sociali, senza riforme costituzionali vere, il Paese andrà sempre più a destra.

(m.s.)

foto di Jastrow (2006), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1233228 

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