«Siamo pronti a dialogare con tutti per sconfiggere la destra sulla base di una piattaforma politica. Anche con i 5S»: il leader di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, lo ha spiegato alla festa del partito.

Come affronta Si il voto a settembre?

Confermiamo la nostra alleanza con Europa verde, un punto fermo che nasce da una convinzione: giustizia sociale e giustizia ambientale camminano assieme e sono le sfide del tempo nostro. Da qui partiamo e a questo stiamo. Abbiamo lanciato la proposta molto prima che tutto precipitasse nella convinzione che si tratta di un piano politico immediatamente comprensibile e coerente.

Per il Pd il campo largo è morto.

Attenzione, dall’altra parte c’è uno schieramento pericoloso: c’è la destra post fascista di Meloni, la destra xenofoba di Salvini, iperliberista. Vuole la flat tax, cioè togliere a chi ha poco per dare a chi ha molto, vuole smantellare i servizi pubblici e svendere i beni comuni.
Una destra amica di Trump che sosteneva che se si alza il livello degli oceani avremo più case vista mare, come un ubriacone qualsiasi. La destra che vuole trivellare tutto il territorio, amica della sanità privata, che vuole svendere la scuola pubblica, che sul piano dei diritti civili annuncia una stagione cupa. Salvini è già tornato a rilanciare i porti chiusi.
Una destra che stravince può cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza. Serve responsabilità: facciamo tutti i conti con quello che abbiamo difronte, a partire da Conte e Letta. Mettiamo insieme le forze per opporci all’urto della destra.

Come costruire il dialogo visto lo scontro in atto tra Pd e 5S?

Serve un programma in grado di mettere al centro i temi a fondamento dell’alleanza di Si con Europa Verde: misure di contrasto a diseguaglianze e povertà, aumento dei salari, risollevare le condizioni materiali della maggioranza dei cittadini impoveriti in decenni di crisi.
E poi politiche che assumano il tema della transizione ecologica intrecciata alla questione sociale: se per fare l’auto elettrica, ad esempio, serve meno manodopera allora ridiscutiamo della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.
Non mi aspetto che le mie proposte debbano essere alla base del programma così come sono, mi interessa la lettura condivisa dei problemi del paese.

Pd, 5S, centristi, sinistra rosso verde: un puzzle di difficile composizione, soprattutto se dem e centristi insistono sull’agenda Draghi.

Col Pd abbiamo un’interlocuzione che va avanti da tempo. Su molte questioni abbiamo elementi di convergenza con i 5S. Non serve costruire una proposta per l’Italia attorno a una fantomatica agenda Draghi di cui fatico a riconoscere persino i contorni, non so cosa sia come terreno di costruzione di una proposta politica. Lo dico senza polemica.
L’ultimo governo, per ammissione di chi l’ha fatto nascere – Pd, 5S e destra mentre Si era all’opposizione (e su questo non prendiamo lezioni di coerenza da nessuno, neppure dai pentastellati) – si è determinato come un’eccezione a tempo e con un mandato limitato, con dentro un parte molto significativa della destra. Ora è finito e non commento modalità, gestione e passaggi.
Osservo però che la destra, che nella legislatura ha avuto assetti assai articolati (FdI sempre all’opposizione; Fi con Draghi; la Lega con 5S e poi Draghi), ha cominciato subito a discutere su come riprendersi il paese. In campo c’è la proposta di destra, qual è l’alternativa? Mi aspetto di discutere di questo. Quando in Europa si formano governo avanzati, in Italia si plaude.
Ma quando tocca a noi lavorare a un sistema di alleanza capace di contendere il governo, si fanno passi indietro. Perché non si può fare come in Spagna, dove governa una coalizione che è l’equivalente di Pd-M5S-Si/Europa Verde?

È possibile un’alleanza con i centristi?

Se il tema è l’agenda Draghi con Renzi e Calenda, che in questi mesi sul merito delle questioni spesso e volentieri hanno assunto posizioni che stanno dall’altra parte, è un progetto che non funziona. Ci sono due schemi possibili, uno è l’opzione Cln: difronte a una destra così aggressiva, tutti rinuncino a qualcosa per costruire una prospettiva democratica su poche e chiare questioni.
Ma guardando agli ultimi mesi, ad esempio a Calenda che è il campione dei veti oltre che il campione del nucleare, e come lui altri, non mi pare praticabile. Se non è questo, allora ci vuole uno schema con proposte politiche. Per questo dico ancora una volta a tutti, e innanzitutto a Letta e Conte, che uno sforzo va intrapreso per costruire un quadro di alleanze utile al paese.
Se non dovesse succedere, Sinistra italiana ed Europa Verde sono comunque pronti con una piattaforma chiara e coerente.

ADRIANA POLLICE

da il manifesto.it

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