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Sinistra Italiana

Fratoianni: «Con Mdp da subito insieme»

Segretario Fratoianni (di Sinistra italiana, ndr), il gelo fra Pisapia e Mdp apre lo spazio per un’altra ipotesi a sinistra?
Da giorni mi astengo dal commento orario sullo stato dell’unità a sinistra. Parlo di merito, è l’unico modo di dare forza a una sinistra che c’è ma fatica a organizzare la proposta. Le rispondo così: è il momento di accelerare la proposta. Alle compagne e ai compagni di Mdp dico: a partire dal lavoro parlamentare, anche da una diversa collocazione, diversa spero ancora per poco, iniziamo a mettere in campo un’iniziativa che costruisca la piattaforma per le politiche.

Pensa alla legge di bilancio? Su quella Mdp minaccia di passare all’opposizione.
Sì, ma non solo. Lanciamo proposte comuni: reintrodurre l’art.18, cancellare il pareggio di bilancio dalla Costituzione. Le proposte ci sono già, possiamo sottoscriverle tutti e organizzare nelle aule e nel paese un’iniziativa insieme.

Molti di Mdp a suo tempo hanno votato sia per la cancellazione dell’art.18 che per la modifica dell’art. 81.
Ma oggi chiedono una radicale inversione di rotta.

Ma ora, sui vitalizi non votate nella stessa maniera.
No, loro si astengono, noi a favore. Perché il requilibrio fra le pensioni dei parlamentari e quella degli altri lavoratori è un fatto di buonsenso. Chiudiamo questa partita, un’arma di distrazione di massa, e occupiamoci del livello insopportabilmente basso delle pensioni di molti italiani, e dell’abbassamento dell’età pensionabile.

Continui con le leggi insieme an Mdp: prima o poi si riporrà la riforma elettorale. Mdp è per il ritorno al Mattarellum.
E invece io sono per il proporzionale. È evidente ci sono delle differenze, e infatti noi siamo all’opposizione e loro al governo. Ma intanto in parlamento possiamo costruire proposte comuni.

A prescindere dalla leadership di Pisapia, Mdp punta alla costruzione di un soggetto di centrosinistra. Voi no. O l’eventuale assenza di Campo progressista vi farebbe cambiare idea?
Il tema di un nuovo soggetto della sinistra sta davanti a tutti noi. È un obiettivo, un orizzonte a cui lavorare. Ma il punto oggi è costruire una proposta unitaria, inclusiva, plurale per le politiche. Radicalmente alternativa al Pd. Con un percorso democratico di partecipazione. Condivido il ragionamento che in queste ore fa Roberto Speranza. E la partecipazione è nel cuore della proposta che abbiamo avanzato in tanti al Teatro Brancaccio: una lista unica e alternativa che prenda il meglio di quanto sperimentato nelle coalizioni civiche delle comunali, dove in alcuni casi il risultato era a due cifre, con il 2 davanti.

A chi rivolge la proposta?
A tutti. Possibile, Art.1, Cp, Prc. A chi non ha tessere. Con metodo democratico scegliamo insieme una piattaforma chiara, radicale e senza ambiguità

Anche Cp e Pisapia?
Ma certo. Se sono disponibili a mettersi in gioco davvero. Da me non verranno veti. Se c’è chiarezza sull’alternatività al Pd e condivisione del meccanismo democratico, sono i benvenuti. Non ha senso parlare di perimetri, recinti, esclusioni.

Pisapia, ma anche D’Alema e Bersani, non escludono le alleanze con il Pd dopo il voto.
Non ha senso parlare di questo a prescindere dal risultato e cioè dai rapporti di forza, e dalla proposta politica di tutti i possibili interlocutori.

Tutti i possibili interlocutori, Pd compreso?
Tutti gli interlocutori. Ma oggi non siamo in grado di parlarne. Il discorso è un altro: c’è qualcuno che pensa che l’alleanza con il Pd è scontata e inevitabile, tanto vale dirlo subito. Io non sono d’accordo. Non mi alleerò con chi non vuole una svolta rispetto al renzismo. Oggi con questo Pd lo escludo, se domani il Pd è disposto a cancellare jobs act, buona scuola e a cambiare le politiche lo vedremo. Ma consiglierei di fare meno scenari e più proposta politica.

Pensare al futuro aiuta a non costruire una lista che poi si spacca. Come l’Altra europa con Tsipras, o l’Arcobaleno.
L’Arcobaleno non è entrato in parlamento. E mi lasci dire: sento ridicolizzare quella scelta, e disprezzare il 3 per cento da parte di persone che ci hanno costruito sopra la carriera.

Il 3% è quanto avete preso voi con Italia bene comune, alleanza che poi si è rotta.
Perché il Pd ha scelto di allearsi con Berlusconi. Qualcuno voleva eleggere Marini al Colle, e poi Napolitano, e noi invece Stefano Rodotà perché facesse della Costituzione una battaglia centrale nel paese. La garanzia di non rompersi il giorno dopo c’è se chi si candida poi rispetta l’impegno con gli elettori. Nel nostro caso sarebbe battersi per dare forza alla piattaforma proposta. Non rinunciarvi in nome della presunta responsabilità nazionale. Magari chiamandola ’cultura di governo’.

Fu Bersani a proporre Marini al Colle, e poi Napolitano. Bersani, quello cui offrite oggi un’alleanza.
Non era una proposta coerente con le speranze che avevamo suscitato. Ma non farò l’analisi del sangue a nessuno. Moratoria sul passato altrimenti, non ne usciamo.

I veti sono anche da sinistra. Il Prc non vuole D’Alema per via della guerra del Kosovo.
Ognuno farà le sue scelte. Ma considero inaccettabili i veti preventivi. E le leadership preventive. Nessuno escluso, ma davvero. Infatti ho chiamato Pisapia per invitarlo alla festa nazionale di Si. Non ha risposto, aveva il telefono staccato. Ma so che è un uomo cordiale e cortese, e che mi richiamerà.

DANIELA PREZIOSI

da il manifesto.it

foto tratta da Pixabay

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