Dai Monica, ridiamo ancora un po’…

La simpatia, in un certo senso, fa parte dell’empatia, e, se vogliamo, è un preannuncio di una possibile intesa, di un consolidarsi delle emozioni. Dipende dai casi, dalle circostanze,...
Monica Vitti

La simpatia, in un certo senso, fa parte dell’empatia, e, se vogliamo, è un preannuncio di una possibile intesa, di un consolidarsi delle emozioni. Dipende dai casi, dalle circostanze, da chi hai di fronte.

A me capitava, quando sullo schermo compariva Monica Vitti e, soprattutto, quando recitava la parte della donna nel pieno della crisi dei sensi, della voglia di liberazione, del lasciarsi pervadere da una serie infinita di emozioni e desideri che, tanto negli anni ’70 ma non di meno anche negli ultimi decenni del secolo scorso, erano rigorosamente delle confessioni indicibili.

Dalla vendetta d’onore all’isterismo della moglie incompresa e trascurata dal marito interpretato borghesemente molto bene da Alberto Sordi, l’approccio satireggiante, tra il comico e il drammatico, che la Vitti adoperava per tratteggiare il carattere dei suoi personaggi era veramente straordinario.

Per me era un oltrepassare la simpatia che si può avere per una attrice: era l’empatia che provavo proprio per quella Raffaella che lei interpretava, disperata, angosciata, capace di vocalizzare i suoi struggimenti con un uso magistrale della voce roca che contraddistingueva Monica. Non si poteva cambiare canale, non si poteva non rimanere letteralmente affascinati dalla forza espressiva, dall’immedesimazione della Vitti nel proprio ruolo, nella storia che viveva come se fosse vera.

Lo disse anche in una intervista: è tutto vero, nonostante fosse tutto immaginato, epperò si ispirasse magari a qualche fatto realmente accaduto.

Come Franca Valeri, anche Monica Vitti ci mancherà tremendamente. Ma per fortuna di queste grandi personalità della cultura italiana ci rimangono le storie di vita che hanno raccontato e, con esse, anche una parte della loro esistenza, in cui il saper ridere e saper far ridere coincidevano proprio nel punto in cui reciprocamente, tra attrice e pubblico, si creava quel momento di empatia, quel desiderio di sfuggire alla noia, alla malinconia della vita stessa.

Grazie Monica, un saluto, un abbraccio e una non ultima risata insieme…

(m.s.)

3 febbraio 2022

foto: screenshot

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Lo stiletto

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