La nostra lotta per il “copyleft”, contro la proprietà privata delle idee

Care lettrici, cari lettori, oggi parliamo di noi, de “la Sinistra quotidiana“. Per la seconda volta in dieci anni ci viene richiesto il pagamento per i diritti di autore...

Care lettrici, cari lettori, oggi parliamo di noi, de “la Sinistra quotidiana“. Per la seconda volta in dieci anni ci viene richiesto il pagamento per i diritti di autore su una foto che abbiamo preso dal web, quindi pubblica, ma che come moltissimo materiale presente su Internet sottostà al vincono del “copyright“.

La somma che ci viene chiesta non è esorbitante, ma per un sito come il nostro, che NON HA ALCUN SCOPO DI LUCRO e che NON RICEVE ALCUN FINANZIAMENTO né pubblico e tanto meno privato, si tratta di un gravame non da poco. E’ una occasione per qualche osservazione sulla proprietà intellettuale delle opere e, in generale, sul significato che si dà a questo diritto che impedisce una libera circolazione della conoscenza, tanto attraverso i testi quanto attraverso le immagini.

Sei anni fa, una grande agenzia di stampa ci chiese migliaia di euro per alcune foto che avevamo preso sempre dalla galassia internettiana per corredare i nostri articoli. Pagammo, grazie al vostro contributo, 1.200 euro di risarcimento.

Pur avendo utilizzato in questi anni quasi sempre foto libere dal diritto di autore, in licenza Creative Commons, o aver fatto “foto delle foto” (i cosiddetti “screenshot“), a schermi tv, attinto da Wikipedia (dove molte fotografie sono riproducibili citando la fonte), ecco che ci ritroviamo ancora invischiati nella “dura lex sed lex” che tutela i diritti proprietari.

Non contestiamo affatto che un diritto sia un diritto: chi ha vissuto o vive del proprio genio artistico, culturale, creativo, fotografico, testuale o di altra natura, ha tutte le ragioni per far valere queste stesse se qualcuno utilizza quelle opere per fare a sua volta dei soldi. Non è il nostro casò, però. Noi, lo ribadiamo, non facciamo profitti, non scriviamo per guadagnare nulla in termini economici.

La Sinistra quotidiana è uno spazio libero, nato per dare sfogo ad una passione politica, attualistica, storica, futuribile, con una vena culturale che si esprime fondamentalmente nelle rubriche di cinema e di libri, di richiamo all’analisi sui fatti che hanno caratterizzato il movimento dei lavoratori dai suoi inizi fino ad oggi.

Siamo e vogliamo rimanere, orgogliosamente, un sito “copyleft“, dove tutti possono attingere dai nostri lavori (editoriali, Corso Cinema, Stiletto, la Biblioteca del mercoledì) per avere spunti, per coinvolgere altri in riflessioni comuni e allargare il campo della discussione collettiva anche su Internet oltre che nella realtà propriamente tale.

Per questo non abbiamo mai pensato di fare del sito un mezzo per fare soldi e paghiamo di tasca nostra il mantenimento del dominio “lasinistraquotidiana.it” che, ogni anno, aumenta in costo perché aumenta lo spazio da occupare in termini di “bytes“. Ma, fino a che queste impellenze saranno sopportabili per le nostre povere finanze, manterremo il sito attivo, aggiornato, in buon ordine. Perché, nel corso di quasi dieci anni, è venuto fuori, giorno dopo giorno, un lavoro apprezzato da molte lettrici e molti lettori.

Ogni giorni ci seguono fedelmente centinaia e centinaia di contatti unici. Va bene… Non siamo ai livelli del “Corriere della Sera” (concedeteci un po’ di autoironia), ma nel nostro piccolo, siamo comunque uno dei tanti siti web di sinistra che prova a dire la sua, a contribuire ad un dibattito generalmente inteso come una specie di “intellettuale collettivo” che spinge quel tanto per far avanzare le ragioni del progressismo nel nuovo secolo, nel nuovo millennio.

Non intendiamo piegarci alla logica del diritto di autore, della proprietà privata della e sulla cultura, sulle idee, sulle immagini, su qualunque forma di manifestazione del pensiero che si traduca in un’opera che, ancora più oggi rispetto al passato, viene diffusa sul web che è un mare magnum di spontaneismi e di libertà (a volte abusate, sopattutto con l’utilizzo dei social).

Per questo continueremo a scrivere, a pubblicare foto ma dovremo cambiare la correlazione tra immagini e testi: attingere da siti come Pixabay, Pexels, Free stock o Unsplash immagini che, a prima vista, parranno non avere attinenza con gli editoriali, ma che invece stabiliranno con le parole che seguiranno un legame metaforico, una traduzione visiva dei concetti in chiave simbolica, lasciando a voi tutto il diritto di interpretarla con tempi e modi propri.

Sostituiremo tutti i materiali fotografici inseriti, piano piano, giorno per giorno (si tratta di quasi 7.000 articoli), con immagini che esulino dai diritti di autore, mettendo così – si spera – fine a questa lotta delle istantanee, a questa querelle tra proprietà delle idee fissate eternamente con uno scatto o ritratte in altro modo. Non intendiamo espropriare nessuno del lavoro occorso per produrre un’opera. Il nostro intendimento è sempre e solo stato quello di esplicitare i contenuti dei testi con foto che ne mettessero in risalto subito il “nocciolo della questione trattata“.

Da questo punto di vista, abbiamo in un certo qual modo dato risalto alle immagini recuperate su Internet e, lo ribadiamo, utilizzate senza trarne un centesimo di euro di alcun guadagno.

Non potremo mettere, se non in casi rari, immagini di leader politici, di situazioni contingenti e, per questo, la filosofia che ispirerà la pubblicazione d’ora in poi sarà fondata su un rapporto che porti il lettore prima a leggere e poi a soffermarsi su ciò che abbiamo voluto significare con la foto che farà da contorno all’articolo. Sarà esattamente il processo inverso che seguono un po’ tutti i siti di informazione: catturare prima l’attenzione con una immagine e poi accompagnare per mano, tra le righe, i propri visitatori.

Lavoreremo in queste settimane a cambiamenti anche grafici che, a metà dicembre, saranno un modo per festeggiare il decennale del sito (12 dicembre 2012-2022). Lavoreremo per darvi un sito sempre TOTALMENTE GRATUITO, liberamente visitabile da capo a piedi, senza alcuna pubblicità, senza nessun introito economico.

Potrà sembrare scontato, banale e risuonare anche un po’ melensamente retorico, ma per davvero noi siamo contenti se quello che scriviamo può dare uno spunto di riflessione, aprire un varco nei dubbi, lasciarsi dietro una traccia, un contributo che arricchisca in qualche modo la criticità necessaria con cui affrontare ogni giorno questa esistenza fatta di sofferenza, di sfruttamento, di precarietà sempre più diffusa, di guerre e di repressioni, di pregiudizi e di imposizioni, di potere, coercizione, restringimento dei diritti sociali, civili e molto più semplicemente umani.

Le prossime settimane saranno quindi l’occasione per un rinnovamento nella continuità: la Sinistra quotidiana sarà sempre la stessa e, anzi, forse sarà persino un po’ più bella. Lasciamo all’immaginazione di ciascuno come potrà essere e cosa potrà proporre di nuovo. Grazie a tutte e tutti voi per la comprensione, per le visite e per le condivisioni degli articoli sui vostri social.

Per oggi è tutto. Le geremiadi finiscono qui. Domani ritorneremo a parlare di attualità, politica, cultura… Insomma torneremo alla nostra quotidiana traduzione di sinistra dei fatti che ci accadono tutt’intorno (o almeno ci proveremo ancora e ancora…).

Buona lettura e buona sinistra quotidiana a tutte e tutti!

MARCO SFERINI

19 novembre 2022

Foto di Mariana Blue da Pexels

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