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Esteri

Omicidio Jo Cox, Borse in salita

La notizia è piccola piccola, con titolo piccolo piccolo a una colonna, 19 righe in tutto. Mi era sfuggita, ma poi non so perché vi ho perso sopra due secondi per leggerla e altri due per rileggerla. Forse non ho letto bene, mi dicevo.
La notizia piccola piccola era inserita nella pagina 2 del Corriere della Sera di sabato 18 giugno, interamente dedicata all’assassinio della deputata inglese Jo Cox; e, pur nel suo piccolo piccolo, rendeva noto che, «dopo numerose sedute nelle quali i listini hanno perso diversi miliardi di euro di controvalore, qualcuno ha messo in relazione il rialzo odierno con l’assassinio di Jo Cox, la deputata britannica che credeva nell’Europa. Un accostamento che cerca di intuire quali saranno le reazioni degli elettori all’omicidio» nell’ormai imminente referendum sulla Brexit.
Avevo letto bene, non mi ero sbagliata. La notizia era proprio quella: il Mercato ha reagito benissimo all’omicidio, i suoi “listini” hanno registrato un balzo in avanti, e hanno “guadagnato”. Dopo tutte quelle orribili settimane di perdite, finalmente un provvidenziale assassinio!
Il Mercato è il Mercato. E se un solo deputato ammazzato fa salire i listini, ben venga. Se poi i deputati fatti fuori fossero due, o tre o quattro, magari dieci o addirittura cento… Che manna, per i listini!
Dunque, deputato ammazzato Mercato avvisato; i listini sapranno loro come e soprattutto “cosa” fare. Per vedere l’effetto che fa. In Borsa.
Jo Cox era laburista ed era per il “Remain”, per il restare nell’Ue e sosteneva che l’immigrazione fa più bene che male alla Gran Bretagna, addirittura.
Del resto, niente di nuovo; è già successo, precisamente in Svezia, anno 2003: si chiamava Ana Lindh, deputata (e ministro), socialdemocratica, ammazzata. Anche allora si trattava di un referendum, anche allora per un “sì” o un “no”all’euro. Ana venne uccisa a coltellate da un uomo di nome Mijallo Mijallovic, mentre faceva shopping in un grande magazzino. «Il 14 settembre 2003, giorno del referendum svedese sull’euro, non ci fu alcuna ondata emotiva e anzi furono confermati i sondaggi della vigilia», scrive Aldo Garzia, raccontando la tragica vicenda sul “Manifesto”. «La commozione per la morte di Ana Lindh non si tramutò in un voto favorevole alla moneta unica. I contrari all’euro vinsero con il 56%».
Deputato ammazzato Mercato avvisato. I listini non credono alle lacrime.
Jo Cox è stata uccisa il 16 scorso da un uomo che di nome fa Thomas Mair e che l’ha pugnalata gridando “Britain First!”, mentre in una strada tranquilla lei aspettava di incontrare i suoi elettori come ogni settimana.
«Le forze dell’ordine stavano, pare, per assegnarle una scorta – scrive sempre il “Corriere della Sera” facendo il punto in prima pagina sullo sviluppo delle indagini – Simboli dell’estrema destra sono stati trovati nella casa dell’uomo accusato dell’omicidio. Borse in salita».
Ok.

MARIA R. CALDERONI

da rifondazione.it

foto tratta da Pixabay

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