Un NO contro il falso riformismo del Partito Democratico

In questi giorni di mobilitazione professori e studiosi ben più autorevoli di me hanno dato argomenti di ordine giuridico costituzionale per i quali esprimersi nella cabina elettorale per il...
Jacopo Ricci, portavoce nazionale di "NOstra!"

In questi giorni di mobilitazione professori e studiosi ben più autorevoli di me hanno dato argomenti di ordine giuridico costituzionale per i quali esprimersi nella cabina elettorale per il No. Su tutto questo non voglio tornare, anche perché con tutta probabilità finirei col riproporvi una copia sbiadita delle riflessioni ponderate e articolate alle quali potete accedere altrove, e con più soddisfazione.

Mi permetto, a chiusura di questa lunga battaglia, di sottoporre all’attenzione un argomento puramente politico per il quale non approvare la legge costituzionale. E mi rivolgo, in particolare, a tutti coloro che sentono di fare parte di aree politiche d’ispirazione riformista e progressista.

Il nostro No può essere anche e soprattutto un diniego verso la narrazione falsificante del Partito Democratico, che sta identificando il sostegno al Sì con l’adesione ad un percorso di rinnovamento e rinvigorimento delle istituzioni.

Sappiamo tutti che non è così, e tutti, tacitamente, perdoniamo e sopportiamo una linea politica fondata sull’ipocrisia. Sappiamo tutti che dietro il Sì non ci sono piani riformistici, ma più semplicemente la garanzia degli attuali equilibri di governo.

Non sto contestando al Partito di “barattare la tenuta del governo con la Costituzione” (in altre occasioni mi è capitato di farlo): sto più semplicemente asserendo che per chiarezza e per trasparenza nei confronti del suo elettorato il Partito avrebbe potuto con maggior frutto ammettere fin dall’inizio che il Sì serviva esclusivamente a tenere insieme la maggioranza, senza inventare fantasiose campagne comunicative sulle riforme che il Paese chiede. Perché sappiamo tutti che si tratta semplicemente di un espediente, per ingannare l’elettorato del Centrosinistra e riportarlo nell’ovile.

E quel che più ferisce, quel che più ingenera rabbia, è che per ingannare i poveri elettori del Centrosinistra (ormai avvezzi a pazientare davanti ai frequenti inganni) si usi l’argomento del riformismo. Sul riformismo, sul processo di modificazione degli equilibri di potere economico e giuridico, sul percorso di edificazione di una società migliore e più giusta, nessuno dovrebbe scherzare.

Men che meno, nessuno dovrebbe usarlo, il riformismo, come bandiera da sventolare al vento, e di cui liberarsi, una volta che gli italiani avranno votato Sì. Non facciamoci ingannare da chi parla di riformismo senza averlo mai praticato, né tantomeno progettato. Non assecondiamo un ripiegamento tardivo e goffo sulla linea antiparlamentare (e antiriformista) dei Cinquestelle. E mandiamo finalmente un messaggio chiaro ai nostri dirigenti: siamo stanchi di essere presi in giro.

Tutto questo si può fare con un semplice e poco dispendioso No.

JACOPO RICCI
Portavoce nazionale di NOstra! – Comitato giovanile per il NO al referendum

foto e testo dalla pagina Facebook di Jacopo Ricci

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Politica e società



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