Tayyip Erdogan

  • Il cortocircuito jihadista degli Stati uniti

    Ci sono jihadisti utili e altri no. I jihadisti è meglio manovrarli che combatterli, hanno pensato gli americani dopo i fallimenti in Afghanistan, Iraq, Libia e Siria. Con i talebani ci si può anche mettere d’accordo: quindi nel 2018 hanno chiesto ai pakistani, sponsor dei talebani, di scarcerare il...
  • Una vecchia NATO e nuova Guerra fredda per il mondo

    La NATO ci deve proteggere. Deve farlo. Sono oltre sett’antanni che lo fa: come il Patto di Varsavia un tempo, punta ancora i suoi missili contro le zone del pianeta che sono insicure, instabili e così perpetua il suo ruolo di presidio, di disincentivo all’assedio prima di tutto economico...
  • Biden e Netanyahu, poliziotto buono e poliziotto cattivo

    È il tempo della diplomazia armata, del sabotaggio e dell’assassinio mirato come regola. La guerra segreta di Israele e degli Stati uniti all’Iran non solo non è più segreta da un pezzo. Ma è diventata un fronte della nuova guerra fredda con cui l’amministrazione Biden vuole esercitare la massima...
  • Mamma li turchi, ma «i dittatori ci servono»

    Draghi, in sintesi, dice che Erdogan è un dittatore che ci fa comodo: tradotto significa che gli facciamo fare quel che vuole fino a quando ci serve. Una pericolosa e irrealistica illusione, del premier ma anche Usa ed europea. Erdogan fa quello che vuole con il nostro consenso e...
  • L’atlantismo di Draghi tra istinti coloniali e pulsioni neo-ottomane

    Mario Draghi sul fronte africano, Charles Michel e Ursula von der Leyen su quello medio orientale: dalla grande porta di uscita dalla disperazione dei migranti che, traversato il Sahara, si trovano sulle rive del Mediterraneo, alla Sublime porta quasi millenaria, quella di un impero che Erdogan vorrebbe ricostituire mantenendo...
  • Draghi, libico e soddisfatto

    «Sul piano dell’immigrazione noi esprimiamo soddisfazione per quello che la Libia fa nei salvataggi e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia…». Diciamolo francamente, le parole del presidente del consiglio Mario Draghi in missione d’affari a Tripoli da Dabaiba, l’ultimo leader tripolino da noi accreditato dopo lo sponsorizzato...
  • «Non obbediamo», le donne turche vogliono la loro Convenzione

    Le donne turche e le associazioni femministe lo avevano già capito. Manifestano dall’anno scorso, nonostante la pandemia, perché l’uscita della Turchia dalla Convenzione di Istanbul era nell’aria, portata dalle parole insistenti come martelli pneumatici di ministri, politici, dello stesso presidente Erdogan. Venerdì sera è successo: la Turchia, primo firmatario...
  • «Ocalan libero, un altro Medio Oriente è possibile»

    Il 15 febbraio 1999 Abdullah Ocalan, leader e fondatore del Pkk, veniva catturato in Kenya dai servizi segreti turchi, dopo mesi trascorsi in Italia senza ottenerne la protezione. Da allora è detenuto nell’isola-prigione di Imrali, in condizione di totale isolamento. Come ogni anno in occasione dell’anniversario della cattura, in...
  • La «pistola fumante» per la terra bruciata di Trump

    Trump prepara i botti di fine anno contro gli ayatollah. E arriva così anche la «pistola fumante» di cui dà notizia il New York Times – informazione smentita con forza da Teheran e a cui persino Haaretz, la stampa israeliana, non assegna un gran credito – ovvero che agenti...
  • La forza laica della satira e il potere della religione

    Poiché rispetto la libertà di culto, davvero di ogni culto, sostengo la altrettanto legittima “libertà di blasfemia“. Quella che la redazione di “Charlie Hebdo” ha invocato nello spiegare la vignetta di copertina dove compare un Erdogan discintamente adagiato in poltrona, molto rilassato e intento a sollevare la veste lunga...
  • Macron in Libano, stridula sinfonia coloniale

    Una stridula sinfonia coloniale è andata in scena ieri nel Mediterraneo. È stata una significativa giornata di scontro simbolico tra le memorie ottomane, incendiate dal Sultano della Nato Erdogan, e le ambizioni di vecchie e nuove potenze coloniali. Così Macron è andato in Libano a piantare un cedro e...
  • Ebru Timtik muore di digiuno: «Il colpevole è lo Stato turco»

    Il corpo di Ebru Timtik si è assottigliato ogni giorno di più nei 238 giorni di sciopero della fame iniziati il 2 gennaio scorso. L’avvocata turca è morta giovedì sera, il cuore si è fermato alle 21.04: pesava 30 chili. Negli ultimi giorni non riusciva nemmeno a ingerire acqua...
  • Accordo raggiunto in Libia: tregua e (forse) elezioni

    Immediata cessazione delle ostilità e riattivazione della produzione petrolifera ferma da metà gennaio. Sono i punti su cui sembra esserci totale accordo tra il Governo di accordo nazionale (Gna) riconosciuto internazionalmente di al-Sarraj e Aguila Saleh, il presidente del parlamento rivale di Tobruk (est della Libia). È quanto emerso...
  • Da museo a moschea, il blitz identitario di Erdogan

    Per 86 anni è stato uno dei più affascinanti e preziosi musei del mondo, impressionante stratificazione di storia, cultura e religioni, nato e vissuto come chiesa per nove secoli e come moschea per altri sei. In un museo lo aveva trasformato Mustafa Kemal Ataturk il 24 novembre 1934, facendo...
  • Perché l’«interesse nazionale» non va in missione

    L’interesse nazionale, quello vero, non va in missione. Il dibattito sulle missioni militari all’estero di oggi alle commissioni esteri e difesa dovrebbe servire a una riflessione seria sulla visione strategica del nostro Paese. In concreto si parla di aumentare i costi militari che nel 2019 hanno già sfiorato il...
  • Per Helin, Mustafa e Ibrahim

    Non c’è nulla che colleghi la rimodulazione del MES (il “Meccanismo Europeo di Stalibità”) da parte delle istituzioni dell’Unione Europea con la morte di Helin, di Mustafa e, per ultima, quella del bassista del gruppo musicale Grup Yorum, Ibrahim. Mettere a confronto le foto fa impressione: prima dei 323...
  • Helin

    288 giorni di sciopero della fame per urlare alla Turchia e al mondo intero che il regime di Erdogan non aveva il diritto di impedire a lei e ai suoi compagni di suonare, di esprimersi liberamente: con le note, con le parole. Helin Bolek è morta. Nel silenzio assoluto...
  • Dalla Siria arriva il contagio della vergogna

    Dalla Siria quasi dimenticata arriva la stagione cinica e amara dei ricatti incrociati e delle contraddizioni laceranti di un conflitto iniziato nel 2011 come una guerra civile diventata sempre di più una guerra per procura tra potenze internazionali e attori regionali. In un’area, il Medio Oriente, dove le azioni...
  • Idlib non deve cadere. Al via la cacciata dei curdi

    Idlib non deve cadere: gli americani stavolta sono d’accordo, e in modo mai così esplicito, con Erdogan. «La Turchia ha diritto a difendere i suoi interessi in Siria e gli Usa sostengono sempre un alleato Nato»: così ha detto anche alla tv turca Ntv James Jeffrey, inviato speciale per...
  • Berlino, una perfetta operazione di propaganda

    A Berlino è mancato ai leader soltanto il selfie con Sarraj e Haftar, altrimenti sarebbe stata una perfetta operazione di propaganda. Peccato che il generale della Cirenaica Khalifa Hatfar abbia partecipato solo indirettamente ai negoziati senza nulla sottoscrivere, come del resto era già accaduto nella tregua di Mosca mediata...
  • Libia, l’accordo è già stato scritto. Ma nessuno sembra crederci

    La Conferenza di pace per la Libia di oggi a Berlino si tiene sotto gli auspici dell’Unione europea e dell’Onu e con una nutrita partecipazione di Stati (Usa, Russia, Gran Bretagna, Francia, Cina, Emirati Arabi, Turchia, Congo, Italia, Egitto, Algeria, Unione Africana e Lega degli Stati Arabi), ha comunque...
  • L’Italia in Libia dalla cabina di regia allo strapuntino

    L’intesa Russa-Turchia raggiunta con la tregua di Mosca per una Libia in via di spartizione è quasi una pietra tombale sul ruolo dell’Italia e rende irrilevante quello dell’Europa. Ancora nel luglio del 2018 Trump prendeva in giro Conte assegnando all’Italia, testuali parole, «la leadership in Libia». Era la famosa...
  • Né con gli USA né con l’Iran: solo autodeterminazione dei popoli

    In mezzo c’è l’Iraq, ma nessuno sembra accorgersene. Nella partita di guerra non guerreggiata tra Stati Uniti d’America e Iran c’è il vecchio Stato disfatto, ricomposto e ora conteso tra chi voleva espandere l’egemonia sciita fino al Mediterraneo (questi almeno pare fossero i piani della Repubblica islamica e, segnatamente,...
  • L’uomo forte decide sulla Libia, l’Italia brancola nel buio

    Siamo finiti nelle mani di Erdogan (e Putin), eccolo qui il vero «uomo forte» cui aspirano gli sprovveduti italiani descritti nell’ultimo editoriale di Norma Rangeri. Visto che noi non decidiamo nulla ci pensano i turchi a farlo per noi. Con l’approvazione del parlamento di Ankara di inviare soldati a...
  • La Nato in ostaggio delle armi e di Erdogan

    Più che un summit è sembrato un consesso di bottegai dove non sono mancati i pettegolezzi. Spenderemo di più in armi – e ne venderemo anche di più – questo ha deciso il vertice Nato del 70° compleanno. Ma già lo sapevamo: essere membri dell’Alleanza, ormai più simile alla...
  • Putin regala a Erdogan 100 km di Siria, cacciati i curdi

    A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum turco alle unità di difesa curde e alle Forze democratiche siriane, mentre il presidente Erdogan incontrava Putin nel palazzo presidenziale di Sochi, nel Rojava proseguiva la conta delle vittime. «Oltre 500mila persone sono da più di una settimana senza acqua – scrive in...
  • Artiste ed artisti a fianco dei curdi, per il Rojava

    Alle ore 15:00 del 9 ottobre la Turchia ha iniziato una guerra contro la Siria del Nord, mettendo a serio rischio e pericolo il progetto di Amministrazione Autonoma del Rojava. Le Forze Democratiche Siriane hanno combattuto e vinto ISIS sul campo e ora vengono abbandonate davanti all’aggressione del governo...
  • Le curde e i curdi combattono anche per noi

    Il cessate il fuoco concordato da Erdogan con il vicepresidente americano Pence per 120 ore (5 giorni, ne restano 4) non ha impedito all’esercito turco di continuare a colpire obbiettivi curdi. Del resto l’accordo non serviva a dare una tregua ai curdi ma a permettere a Erdogan di evitare...
  • “On n’échappe pas de la machine”

    Ho aperto la “mia” (le virgolette sono necessarie; lo capirete continuando a leggere, se ne avrete la pazienza) pagina Facebook nel 2008: sono dunque undici anni che divido la mia vera vita con quella virtuale del social forse più famoso, insieme a Twitter, ma che – mi raccontano i...
  • La censura di Facebook sostiene la guerra di Erdoğan

    Dopo le pagine di reti e organizzazioni solidali con il popolo curdo, la censura di Facebook si è abbattuta su testate indipendenti e legate ai movimenti sociali italiani. Oscurate ieri le pagine di Global Project, Milano in Movimento e Contropiano. Stessa sorte rischia di toccare a DinamoPress, Infoaut e...
  • Al livello delle palle

    Crea molta tristezza vedere undici giocatori di calcio fare il saluto militare. Solidarietà ad Erdogan? Per cosa? Per una aggressione ad un popolo che ha tutto il diritto di vivere nei luoghi dove sempre ha vissuto? Fa molta tristezza vedere come il presunto patriottismo scenda ai livelli delle palle....
  • Rojava, 200mila sfollati: «Acqua, cibo e medicine non bastano»

    A piedi, su carretti stracarichi di quello che si spera possa servire ad affrontare una nuova fuga dalla guerra. Chiamarla emergenza sfollati non basta: negli ultimi otto anni la Siria ha perso cinque milioni di persone, rifugiate all’estero, altri sette milioni gli sfollati interni. A Rojava stavano tornando dopo...
  • La guerra contro i curdi finisce in decima pagina

    Non produce ancora abbastanza morti e genocidi la guerra scatenata dalla Turchia di Erdogan contro i curdi del Rojava per guadagnarsi ogni giorno la prima pagina dei giornali italiani. Si va su altro: dai cento anni di carcere inflitti ai leaders catalani fino alla mancata copertura per la finanziaria...
  • Il Rojava reagisce: i giovani prendono le armi e presidiano il confine

    Una colonna di fumo nero si alza tra i negozi e le case di Qamishlo. Un kamikaze, probabilmente dell’Isis, è saltato in aria ieri a bordo di un’auto davanti a un ristorante pieno di civili: tre morti e nove feriti. Il video che ci arriva da Rojava è la...
  • Da dove viene l’arroganza di Erdogan

    Ma da dove vengono i ricatti di Erdogan? Vale la pena chiederselo, vista la faccia tosta con cui rivendica il buon diritto di invadere il nord della Siria e fare terra bruciata dell’esperienza dei curdi del Rojava. Ieri è stato più esplicito del solito, rivolto ad una Turchia che,...
  • Tutti in piazza contro la guerra di Erdogan

    La reazione all’inziativa militare di Erdogan nel Rojava, denominata Peace Spring, ha già travalicato i confini territoriali, grazie al lavoro delle associazioni della diaspora curda e dei tanti comitati di solidarietà in tutto il mondo. Il Rojava Solidarity Committee Europe in una nota indice una giornata mondiale di protesta,...