La manovra domani arriva al voto di fiducia alla Camera. Le misure per la Sanità, grosso modo, sono rimaste come da impianto iniziale, le promesse del ministro Schillaci non hanno avuto ricadute reali non essendosi tradotte in emendamenti. A cominciare dall’anticipazione al 2023 dell’indennità per il personale di pronto soccorso: l’aumento di 200 milioni del fondo scatterà dal 2024 (60 milioni per la dirigenza e 140 per il personale), come da testo su cui è partito il confronto. Altra promessa solenne erano stati i 10 milioni per il 2023 e 2024 da appostare sul Fondo per l’implementazione del Piano oncologico nazionale 2022-2027, neppure questi si sono materializzati.

Nessun reale investimento sul Servizio sanitario nazionale, quindi, fondi soprattutto sul caro bollette e farmaci. Le principali misure restano quelle annunciate: il fabbisogno sanitario nazionale standard è incrementato di 2.150 milioni per l’anno 2023 ma 1.400 milioni sono vincolati alla copertura dell’aumento dei prezzi delle fonti energetiche; 2.300 milioni per il 2024; 2.500 milioni dal 2025. Si proroga al 31 dicembre 2024 la stabilizzazione del personale sanitario e socio-sanitario assunto durante l’emergenza pandemica.

E poi le farmacie, un tema caro a FdI e al suo responsabile Sanità Maurizio Gemmato: «Al fine di salvaguardare la rete di prossimità rappresentata dalle farmacie italiane, è riconosciuta a decorrere dal primo marzo 2023 una remunerazione aggiuntiva per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Servizio sanitario nazionale nel limite di 150 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023». Col segno più anche il fondo per l’acquisto di farmaci e vaccini anti Covid, che sale di 650 milioni.

Per mettere una pezza ai buchi delle sanità regionali, dove pesano i mancati rimborsi per la pandemia e il caro energia, il governo ricorre a misure creative: «Le entrate del payback 2020 e 2021 potranno essere utilizzate dalle regioni per l’equilibrio del settore sanitario dell’anno 2022». Salgono di 5 milioni le borse di studio per le specializzazioni in medicina generale.

Fabio De Iaco, presidente nazionale della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza: «Il fatto che il presidente di una società scientifica debba intervenire su questioni economiche e sindacali rende l’idea di come la situazione del Ssn sia di smantellamento, se non di demolizione. L’aumento dell’indennità per gli operatori del pronto soccorso già dal prossimo anno era un segno di attenzione del governo e rimaniamo in attesa che venga confermato».

Duro il commento della Cgil con la segretaria generale Daniela Barbaresi: «Si disinveste nella Sanità pubblica: precipita il rapporto tra spesa sanitaria e Pil al 6,1% nel 2025, ben inferiore ai livelli pre Covid, sotto la soglia d’investimento minimo che secondo l’Oms metterebbe a rischio la Sanità pubblica. Il governo accelera la privatizzazione del settore velocizzando il passaggio dall’universalità del Ssn e della salute come diritto alla cura come bene di consumo per chi può permetterselo. Al calo delle risorse si accompagna la carenza di personale che assume i contorni di un’emergenza nazionale».

Il Pd con Sandra Zampa: «Promesse da marinaio: sono quelle del ministro Schillaci che in più occasioni e più sedi, Parlamento compreso, ha ribadito l’impegno di anticipare al 2023 l’aumento delle indennità degli operatori dei pronto soccorso.

Ferisce che l’emendamento che doveva contenere la misura promessa dal ministro non sia mai stato depositato e ancora di più colpisce che mercoledì, mentre la finanziaria arrivava ai titoli di coda, il sottosegretario Gemmato abbia ribadito in Parlamento l’impegno del governo a rispettare le promesse fatte». E Marco Furfaro: «Salta anche il finanziamento al Fondo per l’implementazione del Piano Oncologico. Anche di questo nessuna traccia e anche questo annunciato al Parlamento da Schillaci».

Dai 5S è intervenuta la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone: «Il governo continua ad accanirsi contro la sanità pubblica, smentendo se stesso e le promesse del suo ministro. Addirittura il sottosegretario Gemmato, qualche ora fa, rilasciava dichiarazioni sulla base di un emendamento mai presentato, per un incremento delle indennità che quindi non è mai esistito se non nelle dichiarazioni di una maggioranza dilettantesca e in totale confusione.

Lo stesso ministro Schillaci si era impegnato davanti al Parlamento rispetto a un Fondo per l’implementazione del Piano Oncologico nazionale. Di questo passo il governo presenterà una manovra di cui esso stesso ignora i contenuti, che ha comunque un unico filo conduttore: l’accanimento contro i più deboli».

ADRIANA POLLICE

da il manifesto.it

Foto di Jonathan Borba