Mai un’arma in mano

“…e comunque “militare” è sempre il contrario di “civile”.” “Vuoi dire che un militare è un incivile?”. Voglio dire che ad un “governo militare” preferisco un “governo civile”. Voglio...

“…e comunque “militare” è sempre il contrario di “civile”.”

“Vuoi dire che un militare è un incivile?”.

Voglio dire che ad un “governo militare” preferisco un “governo civile”.

Voglio dire che ad una “manu militari” preferisco la mano della solidarietà di tanti laici e credenti che fanno volontariato.

Voglio dire che invece di investire miliardi nella difesa, comperando gli F35 o vendendo fregate all’Egitto (ad un altro militare-generale-presidente), sarebbe meglio investire in stato-sociale: sanità, pensioni, sicurezza sul lavoro, scuole e istruzione.

Voglio dire che, solitamente, i colpi di Stato non li fanno i civili, ma i militari: vedasi un lungo excursus storico, anche e soprattutto moderno, da Francisco Franco ai colonnelli greci, dal generale De Lorenzo fino a Woiciech Jaruzelski, da Batista a Pinochet…

Voglio dire che le guerre le fanno i militari per conto degli interessi economici protetti dagli Stati, che così tradiscono la vita tranquilla dei popoli e li trasformano in carne da macello.

Voglio dire che alla milizia preferisco la militanza, che è una declinazione anomala del militarismo, perché lo nega in virtù della voglia di sovvertire questo sistema.

Voglio dire che essere militare è essere anti-civile, letteralmente: chi è civile non è militare e viceversa. “Da borghese che lavoro facevi?“, si sente spesso dire nei film di guerra, laddove per una volta quella parola assume la connotazione più laica possibile e si spoglia del suo connotato di classe.

Voglio dire che non ho mai preso in mano un’arma, non ho mai ucciso o ferito nessuno in nome della Patria, dello Stato o della Nazione che dir si voglia.

Ne vado orgoglioso e spero di morire, di finire il tempo della mia vita senza doverlo fare, senza esserne costretto come fecero i partigiani in Spagna nel ’36 e in Italia nel ’43. Senza che nessuno me lo imponga mai, così sarò sicuro che non lo farò.

Questo volevo dire. Forse ho sintetizzato troppo. Ma la prolissa spiegazione che ho dato, credo renda evidente ciò che penso e che ho ridotto a pochissime parole.

(m.s.)

Foto di Amber Clay da Pixabay

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