recovery fund

  • Dal blocco dei licenziamenti all’offensiva neoliberista europea

    Vista del falco, un po’ in tutti i sensi, per l’Unione Europea che dichiara il blocco dei licenziamenti un enorme sbaglio, limitandosi ad usare un eufemismo di marca strettamente istituzionale: “superfluo“. Un errore, un inciampo della politica troppo sociale e troppo poco piegata al dettame liberista, accondiscendente al tema...
  • Su Zaki rivolta contro Draghi: «Il governo non si tiri indietro»

    Il governo Draghi soffre sul fianco sinistro. Non solo sul dossier Recovery che fa infuriare un vasto fronte di associazioni (da Legambiente a Greenpeace, Wwf, Arci, Acli e Libera) per l’assenza di una adeguata partecipazione e dibattito pubblico sulle opere da realizzare. Ma anche sul delicato dossier dei diritti...
  • Cingolani l’ambiguo, tra idrogeno verde e fusione nucleare

    L’esordio di un nuovo ministero e di un nuovo ministro riporta in auge la chimera della «fusione nucleare» e allontana l’Italia dall’Europa e dal resto del mondo in fatto di energia e inquinamento. Roberto Cingolani è il primo ministro delle Transizione ecologica ma il suo debutto – in remoto...
  • Il parlamento deve chiedere le carte di McKinsey

    L’incarico dato dal ministero dell’economia e finanze alla società di «consulenza strategica» McKinsey sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è un serio incidente di percorso. Alle polemiche il Mef risponde, con una nota, che si chiede «un supporto tecnico-operativo di project-management per il monitoraggio dei diversi filoni...
  • Il governo Draghi tra consulenze private e pubbliche virtù

    Che cos’è di preciso il Governo Draghi? Come intende procedere nella allocazione delle risorse che proverranno dal Recovery Fund? Oggi, se si vuole conoscere la natura dell’esecutivo, più che osservare l’eteromogenea maggioranza che lo sostiene, va puntato lo sguardo su coloro ai quali l’ex governatore della BCE chiede consiglio...
  • McKinsey e piano Draghi, il conformismo che esclude

    I contenuti del «Piano Draghi» non sono noti al pubblico, così come la maggiore o minore discontinuità dalla versione del precedente governo. Sappiamo però che entrambi i programmi sono stati elaborati nel chiuso delle stanze ministeriali dai rispettivi referenti politici, attingendo a comitati di esperti, ascoltando le burocrazie centrali...
  • Scuole chiuse in zona rossa, si torna in Dad

    Il Dpcm che entrerà in vigore da sabato sei marzo e durerà fino al 6 aprile prevede la sospensione dell’attività didattica in presenza in tutte le scuole a partire da quelle dell’infanzia e le elementari nelle zone rosse. Solo gli alunni portatori di disabilità e con bisogni educativi potranno...
  • Draghi, l’opera economica dell’ingegnere costruttore

    I new entry nella maggioranza, la qualità e il modo della scelta delle ministre (poche) e dei ministri, quindi la composizione del nuovo esecutivo e il come ci si è arrivati, faceva capire che eravamo di fronte ad una sterzata a destra. Era giusto tuttavia attendere il discorso programmatico...
  • Una (quasi) unanime riverenza politica alla corte di Draghi

    Le disgrazie non vengono mai da sole. Del resto era prevedibile, ma non era affatto scontato che si formasse una santa alleanza nazionale per la spartizione dei meriti politici nella divisione delle quote del Recorey Fund da destinare a questo o a quel comparto privato che, a sua volta,...
  • O con i lavoratori o con Draghi: non esiste un via di mezzo

    «Per il bene del Paese», «Nell’interesse esclusivo del Paese», «Noi non guardiamo al nostro partito ma solamente al bene e all’interesse esclusivo del Paese». Somiglierebbe ad un sillogismo aristotelico, con tante scuse al grande filosofo ellenico, ed invece è una serie di tre frasi che vorrebbero non essere di...
  • Crisi di governo: cambio d’abito o di indossatore?

    La crisi del governo prende la strada del Colle in mezzo ad un contorto scenario di discussioni quasi interpersonali, singole, francamente molto noiose e prive di un vero valore politico. Un valore che possa, non si sa bene in quale modo, dare un nuovo slancio all’esecutivo tanto in una...
  • Governo-sindacati, confronto «serrato» sul Recovery plan

    Il dialogo sociale riprende e si punta a farlo continuare, crisi di governo permettendo. Nel primo incontro dopo mesi con Cgil, Cisl e Uil Giuseppe Conte motiva il ritardo nel confronto proprio con la crisi politica. L’esecutivo però prende impegni per il futuro assecondando le richieste dei sindacati. Ieri...
  • La crisi del “Conte 2” nella storia repubblicana

    La novità è che ci sono poche novità. Non tanto nella disposizione dei voti che sostengono il governo alla Camera dei Deputati e che gli consegnano una fiducia data, giustamente, per certa, quanto nel discorso del Presidente del Consiglio: le autocritiche e i rimproveri a sé stesso e all’esecutivo,...
  • Le tappe verso la fiducia, per prassi e Costituzione

    Mercoledì 13 gennaio è stato uno di quei giorni in cui il diritto costituzionale si legge nella cronaca. Mattarella opera una moral suasion su Conte, sollecitando soluzioni rapide. Conte la raccoglie, aprendo a Renzi, e chiudendo ai “responsabili”. Renzi in conferenza stampa respinge la sollecitazione di Mattarella e attacca...
  • Tra regolamento e tabellini, la conta dei responsabili

    A conti fatti – e rifatti e rifatti ancora per tutta la giornata di ieri – la maggioranza assoluta è ancora fuori portata. Al senato mancano almeno cinque o sei «responsabili», o «costruttori» come preferiscono farsi chiamare. Sulla carta non siamo ancora a 161 voti. Ma i responsabili, o...
  • La scuola-impresa, stella polare del Recovery Fund

    Una necessaria premessa: la filosofia del New Public Management (Npm) innerva tutte le proposte del Piano sull’uso del «Recovery Fund». La scomparsa della sfera pubblica senza che scompaia del tutto la proprietà pubblica, immergendola nelle leggi del mercato, è la logica di fondo del Npm: il trionfo dell’individualismo anche...
  • Governo, il bivio di Conte

    Il Colle suggerisce al premier di tentare in tutti i modi di stringere subito un patto di maggioranza che permetta una crisi pilotata, anche scontando il rischio, inevitabile, che Matteo Renzi finga di sottoscrivere il patto per poi tradire la promessa a crisi aperta. Il Pd martella per un...
  • La crisi del “Conte 2”: solo tattica e nessun progetto sociale

    La crisi politica (se così davvero la si può correttamente chiamare) che vive il nostro Paese in questi giorni, distratto dalle gravi notizie che giungono dagli Stati Uniti d’America, totalmente immerso nella secondo anno pandemico, pretenderebbe di essere almeno formalmente legata a ragioni di carattere sociale, di tutela degli...
  • L'”anomalia Conte” nello stagnante panorama della politica italiana

    Il tema della popolarità nel mondo istituzional-politico è un po’ da sempre il termometro con cui si misura il consenso, perché proprio dal grado di adesione alle azioni di questo o quell’esponente di partito o semplice professore di diritto prestato alla Presidenza del Consiglio dei ministri si misura, di...
  • Le misure per il Sud spia dello sguardo miope della manovra

    Habemus legem. Quella di Bilancio verrà approvata entro la fine dell’anno, malgrado fosse stata presentata in parlamento con inconsueto ritardo, evitando così il temutissimo esercizio provvisorio. Non sarebbe stato un buon biglietto da visita per Bruxelles in attesa dei fondi del Recovery. Gli esponenti della maggioranza hanno voluto sottolineare...
  • È tregua disarmata di Natale. La vera partita sul rimpasto

    Per oggi niente crisi, domani vediamo. Il senso della giornata chiave delle consultazioni di Conte sul Recovery, quella dell’incontro con i dinamitardi di Iv, è questo. La delegazione renziana resta oltre due ore a palazzo Chigi. Teresa Bellanova entra assicurando che «finalmente si parla di contenuti e questo è...
  • Nel futuro con la bussola delle disuguaglianze

    Non è facile ammettere che il Recovery Fund ci obbliga a occuparci del nostro futuro e, soprattutto, ci chiede di fare conti con le implicazioni che questo, come fatto sociale e culturale, comporta per il nostro vivere in comune. Il Recovery Fund ci pone di fronte alla scomoda domanda:...
  • La “task force” di Conte: un inaccettabile governo parallelo

    La prima osservazione critica che si può rivolgere all’istituzione di una “cabina di regia” sulla gestione dei fondi europei, così come proposta da Conte, sta nell’istituzione stessa: perché costituire un organismo terzo rispetto al governo, ai ministeri e alle loro costituzionali funzioni, per gestire i 200 miliardi del Recovery...
  • Rischiamo una governance da oligarchi

    Miti e realtà del diritto costituzionale. Così potremmo definire la lezione che viene dalla lettura di alcune norme della legge di bilancio presentata alla Camera in data 18 novembre (AC 2790), e da altre notizie di contorno. L’art. 150 del ddl prevede la istituzione di un fondo di perequazione...
  • Siamo fuori fase, il lavoro è fuori mercato

    Mentre la pandemia rincrudisce, c’è una sola certezza. Per il capitale, per le istituzioni finanziarie d’affari che lo rappresentano anche internazionalmente e per la Confindustria la sospensione del lavoro produttivo subalterno (e del consumo individuale) è un atto intollerabile. Tutto si può limitare, quello giammai. Mentre da più parti...
  • «Sui progetti del Recovery fund il governo ci consulti»

    Niente cortei ma assemblee pubbliche in 23 piazze, ieri mattina, con rigoroso rispetto del distanziamento sociale. I tre sindacati confederali, dopo l’iniziativa di luglio, sono tornati in piazza con la manifestazione «Ripartire dal lavoro», un messaggio diretto a governo e confindustria. La leader Cisl Annamaria Furlan era a Milano,...
  • L’avversione sovranista per i diritti

    Già la settimana scorsa il governo ungherese guidato da Viktor Orbán aveva precisato in patria la sua posizione sulle condizioni alle quali accettare il bilancio Ue del periodo 2021-2027 e il Recovery Fund. La prima è che i paesi più ricchi dell’Ue non ottengano sovvenzioni maggiori di quelle destinate...
  • 209 miliardi. Ma l’Europa non ha cambiato il suo volto antisociale

    Quattro giorni pieni, notti comprese. I Paesi ricchi e quelli meno ricchi, i paesi “frugali” e quelli di Visegrad, la sponda mediterranea e i mitteleuropei sembrano aver trovato l’intesa: il celeberrimo “Recovery Fund” dovrebbe conservare la cifra originariamente annunciata di 750 miliardi di euro ed essere composto da 390...
  • Rilancio europeo, la guida tedesca inizierà con il botto

    C’è il piano di rilancio Next Generation Eu: l’entità (750 miliardi di euro), la ripartizione tra prestiti e trasferimenti (310 miliardi di sovvenzioni per gli stati, più quelle alle imprese e ai programmi Ue), i tempi per metterlo in opera e l’eventuale ricorso a nuove risorse proprie per la...
  • La debolezza del ruolo pubblico nell’economia

    Il Pnr (Piano Nazionale di Riforma), presentato il 6 luglio come allegato tecnico al Def (Documento Economico e Finanza), sarebbe la cornice della politica economica del governo. Sebbene sottovalutato dai più, in qualche caso con ottime ragioni, quest’anno il Pnr è molto importante. Perché mette nero su bianco «le...
  • Un sacco di soldi e tutti i clientelismi in attesa…

    L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha presentato alla Camera la sua Relazione Annuale partendo proprio dalle iniziative messe in campo nei tempi più recenti per fronteggiare la crisi. La lettura del documento risulta per certi versi illuminante e conferma il quadro di forte preoccupazione che deve essere agitato verso l’opinione pubblica...
  • Soldi dall’Europa senza un progetto sociale di lungo corso

    In avvio due punti di assoluta precisazione, perché non è possibile lasciar far tutto soltanto in nome della propaganda: 1) come era già avvenuto con i vari decreti emanati dal governo nel corso del lockdown Il gran concerto dell’informazione si è precipitato sulla vicenda del “Recovery Fund” dando per...