Ogni fase della guerra necessita armamenti diversi. Quando bisognava contrattaccare a Kharkiv e a Kherson gli ucraini chiedevano lanciamissili; dopo l’arrivo del generale russo Surovikin e i bombardamenti sistematici alle città lontane dal fronte reclamavano l’artiglieria antiaerea; e ora che gli scontri sembrano destinati a diventare più dinamici, e l’obiettivo sarà riconquistare territorio, chiedono i carri armati Leopard di produzione tedesca.

Finora la Germania si è mostrata reticente ma a breve potrebbe cedere. Certo, non si tratta dei suoi panzer ma di quelli che negli anni ha venduto a mezza Europa.

Domenica sera la ministra degli esteri tedesca, Annalena Baerbock, ha finalmente rotto gli indugi e dichiarato: «Ci siamo posti la questione e non ci opporremo alla richiesta». Ciò vorrebbe dire che i Paesi che vorranno fornire i tank a Kiev ora potranno chiedere l’autorizzazione a Berlino e procedere.

Tuttavia, ieri il neo-ministro della difesa Boris Pistorius ha dichiarato che «la decisione sarà presa a breve», oltre ad annunciare una visita a Kiev entro il prossimo mese.

Dunque, al momento, i Leopard restano nei depositi. Ma cos’hanno di tanto speciale questi mezzi e perché il governo ucraino li ha trasformati nella «prova di fedeltà» necessaria da parte dell’Occidente? Oltre alla potenza e alle caratteristiche tecniche, i panzer servono allo stato maggiore ucraino per uscire dal pericoloso stallo in cui rischia di essere cacciato dalla nuova strategia russa.

È evidente che Zelensky e il suo entourage pensano al futuro prossimo e alle possibili offensive e controffensive che si svolgeranno non appena il clima lo permetterà.

Se in una prima fase Kiev chiedeva batterie lanciamissili a medio o lungo raggio per colpire le postazioni russe dalla distanza, ora le esigenze sono cambiate.

E ci vogliono «almeno 300 Leopard, non 10 o 20» come hanno detto fonti interne alle forze armate. In altri termini, i difensori vorrebbero riorganizzare interi reparti di fanteria (magari proprio quelli che si stanno addestrando in Occidente) per essere più efficaci possibili nelle future manovre.

Finora, bisogna riconoscerlo, la risposta degli alleati alla lunga lista di desiderata ucraini è stata estremamente generosa e ha progressivamente infranto i tabù che la Nato stessa aveva posto.

Non tutti, ovviamente: di aerei e missili a lunga gittata ancora non si parla. Ma questi due armamenti rischiano seriamente di portare a quell’«allargamento del conflitto» più volte evocato da Mosca e da alcuni leader occidentali.

Per gli Himars, gli M777, i Patriots, i vari mezzi corazzati e una lunga serie di altri sistemi, invece, nessuno si oppone più. Forse anche per questo ieri il ministro degli esteri russo Lavrov ha detto: «La guerra della Russia con l’Occidente non è più ibrida, ma quasi reale».

Intanto l’Unione europea ha raggiunto l’accordo politico per un altro pacchetto di aiuti militari (il settimo) all’Ucraina per un valore di 500 milioni di euro, insieme ad altri 45 milioni di euro destinati ad attrezzature non letali per la missione di addestramento comunitaria nel Paese.

Tuttavia, molti Stati credono che non sia abbastanza. Ieri l’Estonia ha annunciato che fornirà all’Ucraina tutti i suoi obici da 155 mm. «Vogliamo creare un precedente in modo che altri paesi non abbiano scuse per non fornire all’Ucraina le armi necessarie per vincere la guerra», ha dichiarato l’ambasciatore estone in Ucraina Kaimo Kuusk.

Il pacchetto, che vale 113 milioni di euro, comprenderà decine di obici da 155 e 122 mm, migliaia di proiettili e camion per il trasporto, oltre 100 armi anticarro Carl Gustaf e più di mille unità di munizioni, secondo quanto riportato da EER.

La Svezia ha annunciato una fornitura di aiuti militari dal valore 419 milioni di dollari che comprende il sistema di artiglieria Archer. Il pacchetto sarà diviso in tre parti e comprende veicoli da combattimento per la fanteria Stridsfordon 90, armi anticarro Nlaw, attrezzature per lo sminamento e fucili d’assalto.

Gli Usa, invece starebbero per ultimare un ulteriore fornitura da 2,5 miliardi di dollari che potrebbe includere anche i veicoli blindati da combattimento Stryker. «Uno dei più grandi» pacchetti di aiuti militari a Kiev dall’inizio della guerra, riferisce la Cnn.

La Francia ha fatto sapere che probabilmente invierà i veicoli corazzati Amx 10 e il presidente Macron ieri non ha escluso che anche i carri armati Leclerc possano essere inclusi a breve nelle forniture belliche.

Mentre dall’altra parte della manica Londra ha già destinato 12 tank Challenger 2 oltre agli elicotteri per la marina Sea king arrivati sabato in Ucraina, come rivelato dal ministro della difesa ucraino Oleksii Reznikov.

SABATO ANGIERI

da il manifesto.it

Foto di Mikhail Volkov