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Lo stiletto

Care Anna e Kitty…

Anna Frank

Anna, ti vorrei dire che il tuo diario lo leggono presidi, genitori, docenti e studenti. Molti lo leggono. Alcuni lo rileggono. Come tutti i grandi libri pochi li capiscono, tanti se li lasciano scivolare addosso e adempiono solo ad un dovere mentre ne sfogliano le pagine e scorrono le parole.

Ti vorrei dire, cara Anna, e vorrei dirlo a Kitty, che il diario lo citano in tante e tanti, se ne fregiano ma, come la Costituzione italiana, come tanti altri testi importanti, sono sempre meno quelli che vi ritrovano una morale che deriva da una coscienza civile.

Vorrei dirvi, Anna e Kitty, che il diario dei due anni di quella prigionia nel rifugio segreto, dove si doveva stare in silenzio per tutto il giorno, dove si sentivano comunque i passi della polizia verde per le vie di Amsterdam in mezzo a sirene e a retate di oppositori politici, ebrei, rom…, vorrei dirvi che è apprezzato se letto nelle scuole.

Potrei dirvelo ma non è del tutto vero. O meglio, non lo è in assoluto come dovrebbe essere.

Qualcuno lo ritiene “propaganda politica”, indottrinamento. Una insegnante che lo propone alla classe viene accusata di fare ciò invece di insegnare la memoria e la storia di un periodo di terrore per il mondo e per l’Europa.

Forse ci sarebbe bisogno della tua viva voce per raccontare quella storia: la storia di un’Olanda che molti hanno conservato e tramandato su richiesta stessa di Radio Orange.

Ci sarebbe bisogno della tua voce, ma sinceramente vogliamo augurarci che per fare ciò non sia necessario che nuove Anna Frank debbano subire ciò che tu e la tua famiglia avete vissuto. Ma guardando bene il mondo, ogni giorno dalla Palestina allo Yemen, dall’Africa all’America Latina, sono tante le bambine che vivono le tragedie delle guerre e delle deportazioni, dei lager a cielo aperto e di prigioni dove anche le idee sfuggono perché sopraggiunge la follia dell’alienazione completa.

Ed allora, chi si permette di affermare che leggere il tuo diario, Anna, è fare opera di propaganda politica, mette in tutta evidenza davanti ai nostri occhi il fatto che quel diario non l’ha mai letto. Se lo ha fatto ne conserva solo un retaggio pregiudiziale e sembra curioso che possa insegnare ad altri la morale, la storia, il civismo.

(m.s.)

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