L’Anpi torna alla carica: “Il governo sciolga Forza nuova”

Silenzi governativi. Il Forum delle associazioni antifasciste e della Resistenza chiede all'esecutivo Draghi di dar seguito a quanto votato da deputati e senatori, sull'onda dell'attacco squadristico dei fascisti di Fn alla sede della Cgil. Gianfranco Pagliarulo (Anpi): "Lo chiedono la legge e la Costituzione". Il costituzionalista Massimo Villlone puntualizza: "Anche l'inerzia è un'assunzione di responsabilità politica"

E’ passato un mese dall’approvazione in Parlamento delle due mozioni che chiedono lo scioglimento di Forza nuova, ma poco o nulla si muove.

Così il Forum delle associazioni antifasciste e della Resistenza torna a chiedere all’esecutivo di Mario Draghi di dar seguito a quanto votato da deputati e senatori, sull’onda dell’attacco squadristico dei militanti fascisti di Fn alla sede centrale della Cgil in Corso d’Italia. “Rilanciamo la richiesta di scioglimento delle organizzazioni fasciste, e chiediamo formalmente al governo lo scioglimento di Forza nuova – ribadisce Gianfranco Pagliarulo, che guida l’Associazione nazionale dei partigiani italiani – così come chiedono la legge e la Costituzione”.

Pagliarulo interviene a nome di un corposo gruppo composto, oltre che dall’Anpi, da Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna, Associazione ex deportati nei campi nazisti, Associazione ex internati, Associazione famiglie italiane martiri, Associazione partigiani cristiani, Associazione perseguitati politici italiani antifascisti, Associazione reduci dalla prigionia, Federazione italiana associazioni partigiane, e Federazione italiana volontari della libertà.

Nel merito, il presidente dell’Anpi spiega chiaramente i termini della questione: “La legge Scelba, in applicazione della 12esima disposizione finale della Costituzione che prevede l’impossibilità di dar vita al partito fascista, stabilisce due possibilità di scioglimento. La prima con sentenza accertata della magistratura; la seconda in casi di necessità e urgenza tramite decreto legge, con cui governo `adotta´ il provvedimento di scioglimento. Adotta, non può adottare, è una legge prescrittiva”.

Quanto alla notizia di un gruppo di “esperti”, costituito dal governo dopo l’approvazione delle mozioni – di centrosinistra e centrodestra – con il compito di studiare il caso, Pagliarulo è scettico: “Abbiamo appreso solo dalla stampa dalla presenza di questo gruppo di ‘esperti’. Finora non abbiamo avuto alcun contatto con loro, non sappiamo chi siano, né se si sono mai riuniti. Questo non è buono per la trasparenza del procedimento”.

A corroborare la richiesta di scioglimento di Fn c’è, tra gli altri, il costituzionalista Massimo Villone. “Non si parla solo dell’assalto alla Cgil, che è l’elemento più esecrabile – osserva l’editorialista de ‘il manifesto’ – ma quello stesso giorno era in programma un assalto alle istituzioni. Parliamo allora di una `necessità e urgenza´ che viene da questo quadro complessivo”.

“Il governo – evidenzia quindi Villone – non può fare finta di nulla, c’è la necessità che prenda posizione, perché tacere non può. C’è solo un’opzione: l’adozione di un decreto, come previsto dalla legge Scelba, non ci sono altre possibilità, a meno che non si pensi che il governo possa nascondersi dietro gli esperti e dimenticare che tutto questo non sia accaduto. Ma questo non è possibile, perché anche l’inerzia è un’assunzione di responsabilità politica”.

RICCARDO CHIARI

da il manifesto.it

foto: screenshot tv

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Politica e società

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