La scomparsa della borghesia

Una interessante lettura quella de Il Venerdì di Repubblica di oggi: una ampia intervista mette a fuoco un tema ancora non analizzato. Si tratterebbe della “scomparsa della borghesia”. Ebbene...

Una interessante lettura quella de Il Venerdì di Repubblica di oggi: una ampia intervista mette a fuoco un tema ancora non analizzato. Si tratterebbe della “scomparsa della borghesia”. Ebbene sì, non solo il proletariato viene dichiarato morto (eppure è più vivo e vegeto che mai, anche se non lo sa nella maggior parte dei casi…) ma anche la classe dominante del trionfante capitalismo sarebbe scomparsa o, quanto meno, in estinzione.
Ma non vi preoccupate: qui si parla della “figura classica” del borghese, quello col cilindro, il bastone e l’occhiale a caramella posto nel taschino.
Quel borghese, ed anche quei proletari di un tempo, ovviamente sono scomparsi: al loro posto ci sono speculatori di alta finanza, borse, mercati globali.
Al posto dello stereotipo del proletariato, del “quarto stato”, almeno qui da noi ci sono eserciti di giovani e meno giovani che non hanno la giacchetta logora sulle spalle e che non marciano uniti: hanno un Iphone tra le mani, guardano magari la tv a pagamento e guidano una utilitaria. Quindi non sono morti di fame.
Eppure non vedono il futuro: vengono pagati in voucher e solo grazie alle vecchie generazioni possono vivere in qualche modo dignitosamente.
Tranquilli, però, da oggi sappiamo che anche la borghesia è scomparsa. O per lo meno è quello che vogliono farci credere… dopo averci fatto credere che il proletariato, che gli sfruttati non esistevano più con il crollo del muro di Berlino, con l’avvento del capitalismo in ogni angolo del mondo.

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

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