La Germania cancellerà la «razza» dalla costituzione

Diritto. Accordo tra la cancelliera Merkel e gli alleati per un «aggiustamento linguistico». Quello della razza è un concetto unanimemente riconosciuto senza fondamento scientifico. La Francia lo ha già tolto dalla sua Carta. Anche in Italia se ne parla, ma prevale la paura che la rimozione appaia come un allentamento della lotta al razzismo
Berlino, la Porta di Brandeburgo

La cancelliera Angela Merkel ha deciso. Il governo federale tedesco proporrà la cancellazione della parola «razza» dalla legge fondamentale, dove compare dal 1949 allo stesso posto – articolo tre – e quasi con le stesse parole della Costituzione italiana: «Nessuno può essere svantaggiato o preferito a causa del proprio genere, della propria origine, della propria razza, della propria lingua…».

La notizia l’ha data ieri la Süeddeutsche Zeitung, riferendo che l’iniziativa è stata dei Verdi – «la parola razza è avvelenata», ha detto ieri la portavoce Göring-Eckardt – e che la cancelliera, dopo aver inizialmente frenato, si è convinta a conclusione di un vertice di coalizione con il ministro dell’interno Seehofer e il ministro delle finanze Scholz. Seehofer (Cdu) metterà a punto la proposta di revisione costituzionale assieme alla ministra della giustizia Lambrecht (Spd).

Si tratterà, scrive la Sz, di un «aggiustamento linguistico» per cancellare dalla legge fondamentale un concetto come quello di razza ormai universalmente considerato privo di basi scientifiche. Ma senza che «venga percepito come diminuito il concetto della difesa che lo stato offre alle vittime di atti di razzismo». Resterà dunque la protezione contro il «razzismo». «Proponiamo – ha detto ancora la portavoce dei Verdi – di includere il divieto di discriminazioni razziali».

Sono almeno sei anni che in Italia, per iniziativa di un gruppo di antropologi, si propone di fare lo stesso. Nel 2014 un appello al presidente della Repubblica dei professori Bondi e Rickards aveva ricordato come da molti anni ormai sia stata scientificamente dimostrata l’inesistenza della razza. Perché le differenze nei caratteri morfologici tra gli umani non hanno base genetica ma semplicemente derivano dall’ambiente nel quale si vive.

Malgrado appoggi autorevoli a questa campagna, come quello della senatrice a vita e testimone dell’Olocausto Liliana Segre, questa campagna si è scontrata contro la preoccupazione che togliere il divieto di «distinzioni di razza» dalla Costituzione sia visto come un cedimento al razzismo. Argomenti del genere erano utilizzati fino a ieri anche in Germania. E anche in Francia, dove la «razza» è uscita dalla Costituzione nel 2018.

Lo stesso anno in cui un aspirante presidente di regione in campagna elettorale promise di difendere dagli immigrati la «razza bianca». E poi si giustificò, dicendo che quel termine è presente nella Costituzione. Era Attilio Fontana.

ANDREA FABOZZI

da il manifesto.it

Foto di Nikolaus Bader da Pixabay

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