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Lo stiletto

Foibe. L’antidoto al revisionismo

Foibe. Meglio studiare a fondo. Il metodo storico sconfiggerà qualunque sovranismo, nazionalismo, qualunque tentativo di strumentalizzate le coscienze.

Claudia Cernigoi ha scritto numerosi libri sul tema, smontando cifre, detto per detto, detto per sentito dire. I suoi testi sono corredati da ampia bibliografia e documenti degli archivi di Stato. Ve ne consiglio la lettura. Soprattutto di “Operazione foibe, tra storia e mito” (Kappa Vu edizioni).

Il suo approccio è privo di politicismo e di eticità. Fatti, numeri precisi che spazzano via tutta la retorica della destra sulla più grande speculazione antistorica nella storia contemporanea del nostro Paese.

Ricordiamo, certo. Ricordiamo che le foibe furono un prodotto della repressione nazifascista in Slovenia e in Croazia.

Ricordiamo che Ante Pavelic, sanguinario dittatore fascista a Zagabria, con la compiacenza sabauda, fece migliaia di morti tra civili e militari che si opponevano al suo terrore.

Ricordiamo la derubricazione delle terre tridentine a zona di operazioni militari del Terzo Reich, sottratta alla fantoccio Repubblica sociale Italiana di Mussolini e praticamente annesse, nell’ultimo anno di guerra, al Grande Reich Tedesco fondato nel 1942.

Ricordiamo tutte le violenze fasciste contro la popolazione civile italiana friulana, istriana e dalmata.

Ricordiamo che anche lì, per oltre venti anni, il regime omicida di Mussolini perpetrò qualunque tipo di violenta repressione di qualunque opposizione, resa ancora più atroce dalla belva fascista ferita dal 24 luglio 1943, dall’armistizio e dall’avvicinarsi della disfatta.

Ricordiamo che i partigiani italiani e quelli jugoslavi sono morti a centinaia per liberare quella parte di Italia e di Jugoslavia occupate e forzatamente italianizzate, in spregio ad ogni diritto dei popoli che vi vivevano di poter parlare le loro lingue e vivere secondo le loro tradizioni.

Ricordiamo, sì. Anzi, ricordate. Ma ricordate tutto. Non solo quello che serve alle destre neofasciste per lanciarsi poi nel tentativo di fare della Resistenza un insieme di massacri e di criminali.

Criminali e massacratori erano i fascisti che hanno ridotto l’Italia ad un immenso cimitero.

Studiare è l’unica difesa utile per arginare qualunque revisionismo storico.

(m.s.)

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