Due passi indietro e nessuno avanti

Parigi e Caracas sono lontane, ma le ultime tornate elettorali sembrano accomunare in qualche modo la Francia laica e repubblicana con il Venezuela socialisteggiante. Le regionali francesi e le...

Parigi e Caracas sono lontane, ma le ultime tornate elettorali sembrano accomunare in qualche modo la Francia laica e repubblicana con il Venezuela socialisteggiante. Le regionali francesi e le politiche venezuelane assegnano la maggioranza dei consensi a forze di destra, reazionarie: e questo è l’unico elemento in comune che i due paesi hanno.
Perché in Francia non c’è in atto nessun processo di rivolgimento sociale e perché proprio questo elemento di stabile instabilità economica, la condivisione da parte del Partito Socialista di Hollande delle politiche economiche europee ha prodotto una disaffezione profonda della popolazione dal recarsi al voto (il 50% dei francesi ha disertato le urne in questo primo turno regionale) e una torsione dei consensi a favore del partito più populista e xenofobo dell’Europa occidentale: quel Front National di Marine Le Pen che ora sconvolge tutta la politica francese e rischia di destabilizzare un quadro già incerto piuttosto che unire.
Le parole di Pierre Laurent (che pubblichiamo negli “Esteri), segretario del Partito Comunista Francese, sono, a questo proposito, una dichiarazione di intenti che vuole evitare due pericoli: l’avanzata dei neofascisti lepenisti e il consumarsi della sinistra d’oltralpe nel logorio governista di Hollande.
Ovunque si fa strada la crisi economica, affiancata dai “rimedi” della Troika, i popoli rispondono con la vuota rabbia che gli propinano i monatti della peste nera, col loro carroccio di idee morte, di vecchi arnesi razzisti e antisociali spacciati per rinnovamento e progresso.
E’ una politica facilissima da fare: basta ascoltare gli umori diffusi che si fondano sui pregiudizi e sulle paure. E si sa, la paura e il pregiudizio sono due caratteri distintivi esclusivamente umani che nascono e crescono in mezzo ad una estesa ignoranza, ad una velocità di giudizio che prescinde da approfondimenti e studi.
Il mondo della grande comunicazione si scontra con quello della immensa velocità: non c’è tempo per studiare quando si tira avanti per sopravvivere. La povertà crescente è la prima musa di quella disperazione che non consente di sapere, conoscere e capire.
Differente il discorso per il Venezuela di una rivoluzione bolivariana che subisce una battuta d’arresto non certo leggera, ma anche in questo caso le forze antisocialiste hanno lavorato per costruire anche lì delle condizioni antisociali che costringessero la popolazione ad allontanarsi da un sogno di rinnovamento che s’è frenato anche a causa di errori interni alla dirigenza di Maduro.
Il potere, il capitale come ispirazione economica di lunghe mani politiche, ha saputo aprire delle contraddizioni anche tra gli stessi socialisti e ha creato fenomeni di corruzione e di destabilizzazione che hanno pesato nel faticoso, lento e lungo processo rivoluzionario.
Due passi indietro, dunque, a Parigi e Caracas, due sconfitte che possono ancora essere evitate fino in fondo. Difficile poter dire in poche righe come questo possa avvenire, ma gli antifascisti e i comunisti hanno affrontato tante sconfitte e sanno che si muovono in un mondo che è loro ostile. Per questo, parafrasando Lenin, in tutto il mondo dobbiamo lavorare perché ci siano tre, e non uno solo, di passi avanti per poterne fare anche due indietro.

MARCO SFERINI

8 dicembre 2015

foto tratta da Pixabay

categorie
AmericheEditorialiEsteriMarco Sferini

altri articoli