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Editoriali

La Francia all’ombra della fiamma?

All’ombra della fiamma del Front National? E’ questo il dilemma che tra poche ore sarà svelato dopo il voto per il rinnovo dei consigli regionali francesi.
Marine Le Pen è stata abile nel dare al partito che fu di suo padre, il negazionista Jean Marie (espulso per le continue esternazioni sull’inesistenza dei campi di sterminio e di concentramento nazisti), un volto “rispettabile” pur mantenendo un legame stretto con la tradizione nera e con le più radicali ali dello squadrismo neofascista di mezza Europa.
In Italia, infatti, guarda alla Lega Nord di Salvini e questi, se la Le Pen dovesse diventare l’espressione del nuovo primo partito di Francia, potrà fregiarsi del titolo di coadiuvante delle politiche lepeniste al di qua delle Alpi.
Patria, tradizione, onore, sono parole, frasi, linguaggi che vengono creati attorno alla rabbia cieca dei francesi per gli attacchi terroristici del Bataclàn e che vengono utilizzati per la costruzione di una “narrazione” (ormai si usa dire così…) che metta fintamente al centro delle politiche della Republique il disagio dei più deboli fra i francesi.
Come Bossi un tempo urlava: “Prima i padani!”, successivamente Maroni fece scrivere: “Prima il Nord!”. Poi le scope per pulire il marcio che non c’era in Danimarca ma proprio nelle valli padane non bastarono più e Salvini si inventò la Lega nazionalista.
Marine Le Pen in Francia proclamava: “Prima i francesi” e Salvini in Italia: “Prima gli italiani”. Una perfetta consonanza di stili oltre che di vuoti contenuti populistici. La banalità di una destra che si riempie di volta in volta nutrendosi delle rabbie e delle paure che nascono e crescono sull’onda degli eventi nazionali ma anche internazionali.
Televisioni e Internet fanno il resto del gioco mostrando, a volte correttamente, gli effetti di una crisi economica europea e mondiale che si fa sentire proprio nel termometro politico che misura i voti di queste destre neofasciste, sempre razziste e sempre xenofobe.
L’impoverimento di larga parte dei ceti popolari e del “ceto medio” ha portato anche la borghesia più liberale e meno liberista a spostare i consensi per chi garantisce un certo protezionismo commerciale, una protezione del “made in…” contro le minacce che vengono dai mercati asiatici e anche americani.
Il risultato che avrà il Front National sarà indicativo per comprendere come l’Europa si stia spostando a destra e come le istituzioni europee provino a contenere queste derive becere mettendo in campo vecchi arnesi come Nicolas Sarkozy senza dimenticare di mantenere un sostegno per quella sinistra socialista che somiglia sempre più al centro gollista. Tutto fa brodo e, in tempi di incertezza globale, una grande alleanza di salvezza nazionale si trova sempre.
Al Front de Gauche auguriamo di intercettare il disagio proprio che regna a sinistra, anche in Francia: i commentatori politici che si ascoltano su France 24 e che si leggono sui quotidiani online affermano tutti che l’astensionismo giocherà un ruolo importantissimo in queste elezioni regionali.
I drammi d’Italia cominciano, altrettanto drammaticamente, a diventare “mal comuni”. Ma il gaudio non arriva nemmeno a metà…

MARCO SFERINI

6 dicembre 2015

foto By Blandine Le Cain (Incontro 1er mai 2012 Fronte Nazionale) [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

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