Connect with us

Hi, what are you looking for?

Lo stiletto

Da sera a mattina la notizia si rivolta

Alla sera guardi la televisione e scopri che in Turchia c’è un colpo di stato in atto.
Al mattino alle 7.45 comperi il giornale e scopri che il golpe c’è e resiste.
Poi prendi in mano il telefonino, apri una applicazione di informazione e scopri che il colpo di stato è fallito e che i militari sono tutti arrestati e Erdogan, dato per disperso nei cieli di due continenti, è al suo posto.
Delle due l’una: o non ci sono più i colpi di stato d’una volta che duravano almeno un giorno intero, e dopo tre giorni avevi più o meno capito cos’era accaduto nel frattempo, oppure l’informazione immediata di Internet e tv ha ormai definitivamente relegato i giornali a strumenti di approfondimento e non più di cronaca.
Qualche incidente stradale, un po’ di cronaca nera: sono questi ancora i fatti che puoi raccontare ai lettori senza il timore che pochissime ore dopo arrivi un’agenzia e ti dia il contrordine per lo scolonnamento dei pezzi.
Eh no, non ci sono più le vecchie, calme notizie d’un tempo…

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

Written By

Click to comment

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

REFERENDUM

CHI SCRIVE








SOTTO LA LENTE

Facebook

TELEGRAM

NAVIGA CON

ARCHIVIO

i più recenti

Marco Sferini

Visite: 508 C’è un popolo che è una nazione, ma è senza Stato. Anzi ce n’è più di uno. In Medio Oriente. Ma anche...

Marco Sferini

Visite: 458 La Spezia. Una mattina di inverno come tante. Una scuola: l’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Enaudi – Chiodo“. Due ragazzi: uno di...

Il novecento

Visite: 354 Oggi 12 dicembre ricorrenza della strage di Piazza della Fontana, momento di snodo fondamentale nella storia della democrazia italiana. Un evento drammatico...

Marco Sferini

Visite: 585 «Giornalista ti ammazziamo. Giornalista terrorista» e ancora: «Ti uccido, giornalista! Ma tirate una pietra a quel giornalista!». Un grido che si sente...

Advertisement