Il «Safari» contro Lgbt e antifascisti dei Nazkorp

Ucraina. Tornano le scorribande volte a terrorizzare chiunque condivida i valori della democrazia, dei diritti civili e dell'uguaglianza
Formazioni paramilitari neonaziste in Ucraina

Tornano le scorribande neofasciste in Ucraina. Nazkorp, il braccio politico del battaglione Azov tristemente famoso per le sue attività criminali durante la guerra nel Donbass, ha lanciato due settimane fa, l’iniziativa «Safari-Ukraine» intesa a terrorizzare chiunque condivida i valori della democrazia, dei diritti civili e dell’uguaglianza. In un lugubre video di presentazione della «campagna d’estate» di Nazkorp, un gruppo di neofascisti con in braccio fucili a canna lunga per il bracconaggio, in testa cappelli a falda larga tipo Chamylo e sullo sfondo di una bandiera nera con la celtica invocano alla mobilitazione «contro la feccia di sinistra, i malati, i pervertiti antifascisti Lgbt e il separatismo».

Il 25 giugno un gruppo di fascisti come prima azione dimostrativa aggrediva il giovane Nikita Rozhenko, riducendolo in fin di vita e deturpandogli il viso con profonde ferite da taglio. Rozhenko è attivista del partito di Anatoly Sharya, un’organizzazione radicaldemocratica di recente formazione che ha fatto della pacificazione nel Donbass e della lotta alla corruzione le sue bandiere e per questo i reduci dell’Azov l’accusano dii essere al soldo dalla Russia. Tesi singolare visto che tale partito propaganda pacifismo e cosmopolitismo.

Da quel momento le azioni criminali dei fascisti sono aumentate grazie alla connivenza della polizia. Oxana Chelysheva, attivista dei diritti umani di stanza a Helsinki, ha raccolto un vasto dossier sulle loro bravate: negli ultimi 15 giorni ha contato 37 azioni di violenza in tutte le grandi città del paese da Kiev a Zitomir, da Odessa fino a Poltava. Aggressioni a persone ritenute di sinistra o gay, assalti a locali e sedi di gruppi democratici, pestaggi sono tornate a essere realtà in tutto il Tridente. Anatoly Sharya si è appellato direttamente al presidente Volodomyr Zelensky perché le violenze cessino, ma dalla capitale non è arrivata alcuna risposta. Il silenzio di Zelensky è il frutto di un armistizio sottotraccia firmato dall’ex comico con i gruppi dell’estrema destra: non è un segreto che molti dirigenti neofascisti rappresentano da anni la spina dorsale della guardia nazionale. Grazie a ciò il «capo militare» del nazkorp Roman Borovik, detto Satana, circola ancora impunito. Ex capo degli ultras della Dinamo Kiev, legionario dell’Azov nella guerra del Donbass, con la sua banda nelle due ultime settimane ha condotto varie incursioni nella capitale tutte all’insegna dello squadrismo.

Solo di domenica l’ultimo grave episodio di violenza. Un gruppo di cinquanta neofascisti armati di armi improprie e di pistole si è presentato a volto scoperto presso la sede del partito di Sharya scontrandosi con gli attivisti accorsi a difenderne gli uffici. A seguito degli incidenti tre giovani democratici sono stati ricoverati in ospedale per ferite da armi da fuoco alle gambe. E con l’impudenza che possono avere solo coloro che sanno di agire impuniti, i nazkorp ieri hanno postato sui social il video della loro incursione.

YURII COLOMBO

da il manifesto.it

foto: screenshot

categorie
Est Europa

altri articoli