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Editoriali

Il mare d’odio che sommerge i migranti

Questa volta non ce la faccio nemmeno io a pubblicare le foto dei migranti adulti e bambini soffocati nei camion o annegati in mare.
Non so se sia per rabbia, per sconforto o per amore di quei disperati che restano senza un nome e che saranno presto dimenticati tra le beghe di una legge elettorale piuttosto che un’altra.
Non so se sia perché sono già stato troppo male nel vederle una volta.
Non so se sia per altro ancora.
Forse è un po’ per tutto questo…
Forse è perché gli esseri umani ce la mettono proprio tutta per odiarsi e autodistruggersi in nome di privilegi che andranno aboliti un giorno.
Per questo occorre ricominciare a terrorizzare veramente chi produce queste miserie umane, chi le alimenta con i soldi e con le parole di una politica neonazista.
Bisogna terrorizzarli con una rinascita delle coscienze e del sapere, con una nuova consapevolezza del ruolo che ognuno può avere se solo davvero lo vuole.
Uscire dalla prigione dell’egoismo quotidiano, dalle logiche del profitto e delle merci, della proprietà privata.
Uscire da un medioevo di nuovo modello che è il preludio della fine prossima di una indecente umanità.
Socialismo o barbarie.

Bisogna forse attrezzarsi con un nuovo reato: quello di cattiveria molesta, di istigazione all’odio mediante i social network di qualunque tipo.
La libertà di parola viene mortificata, vilipesa e resa vuota del suo significato quando individui, che non riesco a chiamare “cittadini”, inneggiano alla morte per i migranti, quando esaltano le pratiche naziste di sterminio, quando si esprimono con così brutale, quando l’odio li ispira a tal punto da godere della fine misera di bambini, donne e uomini annegati in mare o soffocati nei camion…
Preferirei che tutto questo potesse essere combattuto e sconfitto con una nuova rinascita culturale, civica e sociale. Mi rendo conto che il razzismo ha fatto breccia nelle tante piccole, mediocri paure del “diverso”, dell’ “incomprensibile” (nel senso che non può proprio essere compreso, assunto come tale).
Sono un libertario e quindi non amo la generazione di nuovi reati. Ma in questo caso è necessario, per rispetto verso i disperati che crepano nel migliore dei casi circondati dall’indifferenza, nel peggiore dei casi sommersi oltre che dal mare anche dagli insulti e dal disprezzo.
Mi viene in mente Vittorio Arrigoni… “Restiamo umani”.

MARCO SFERINI

29 agosto 2015

foto tratta da Wikipedia

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