Come a Sobibor, come a Treblinka, come ad Auschwitz

Separare donne e bambini che entrano “illegalmente” (le virgolette perché ci permettiamo di obiettare che nessun essere umano è illegale e che non è illegale muoversi per il mondo...

Separare donne e bambini che entrano “illegalmente” (le virgolette perché ci permettiamo di obiettare che nessun essere umano è illegale e che non è illegale muoversi per il mondo da esseri umani) dal Messico negli Stati Uniti d’America.
E’ l’ultima proposta dell’amministrazione governativa a stelle e strisce per, si dice, “scoraggiare gli ingressi” dei migranti.
A me vengono in mente solo periodi veramente bui della storia in cui si organizzavano queste divisioni, quando si separavano donne e figlie da una parte e uomini e figli dall’altra, maschi da femmine, abili da non abili, utili allo “sforzo bellico” da “inutili” al medesimo.
Allora le immagini erano in bianco e nero, dietro a fili spinati elettrificati. A volte questo accadeva con l’arrivo dei convogli giornalieri nei campi di sterminio dell’Est Europeo, altre volte questo avveniva dentro ai campi, per stabilire chi sarebbe andato alle camere a gas e poi nei forni crematori e chi, chissà per quanti mesi o giorni, ne sarebbe stato risparmiato.
La “divisione” tra donne e bambini a me ha riportato alla mente quel periodo storico. Storico? Vedendo ciò che accade nel mondo, segnatamente negli Usa, la storicità è tutt’altro che definibile come tale: si tratta di stretta, tremenda, pura attualità.

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

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