Renzi sceglie Gentiloni e vuole l’election day entro giugno

Crisi. Il Quirinale non esclude l’ipotesi Padoan, ma il segretario del Pd vuole provare a tenersi tutte le carte con un governo fotocopia. Per tutto il giorno a Palazzo Chigi si fanno «consultazioni parallele» a quelle di Mattarella. Si pensa già ai ministri. Ma la strada è meno facile di quanto sembri

A metà pomeriggio Paolo Gentiloni è già con un piede a palazzo Chigi. Poi spunta un ostacolo. Il Colle insiste perché il successore di Renzi sia il ministro dell’Economia Padoan.

Le considerazioni che motivano il capo dello Stato sono chiare: si tratta dello stesso vento europeo che ha caratterizzato tutta la giornata di ieri e impresso una brusca accelerazione alla risoluzione della crisi, cioè la minaccia che grava sull’intero sistema bancario, tanto più impellente dopo che la Bce ha rifiutato il rinvio della ricapitalizzazione Mps.

Impossibile però dire con quanta determinazione Mattarella intenda sostenere la sua opzione. Renzi di certo fa muro. L’idea di un premier senza partito come Padoan e con alle spalle l’incarico di consigliere economico della Fondazione Italianieuropei sia con Amato che con D’Alema lo spaventa troppo.

Gentiloni resta così il superfavorito e, salvo molto improbabili irrigidimenti del Colle, sarà il nuovo premier.

Al risveglio, ieri, Renzi accarezzava ancora il miraggio di un reincarico che però non poteva chiedere. L’unica via sarebbe stata un ingarbugliarsi della crisi tale da farlo «richiamare in servizio» e da permettergli di accettare solo «in nome del pubblico interesse».

Era un sentiero strettissimo: nelle consultazioni il presidente ha infatti trovato modo di definire del tutto infondate le notizie che lo volevano deciso a insistere per il ritorno di Renzi e anche di spiegare che un Renzi-bis sarebbe stato «divisivo» e avrebbe complicata invece di semplificarla la ricerca di una legge elettorale. Poi è arrivata la bomba Mps e anche le ultime speranze di Renzi sono scomparse.

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ANDREA COLOMBO

da il manifesto.info

foto tratta da Wikimedia Commons

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