Polonia, la partita resta aperta e i populisti tremano

Presidenziali. Il sindaco di Varsavia Trzaskowski spera nell’exploit, il presidente uscente Duda a caccia di voti a destra della destra
Rafał Trzaskowski (a sinistra) candidato della destra "moderata" e il presidente uscente Andrzej Duda della destra estrema di "Diritto e giustizia" (PIS)

I polacchi torneranno alle urne tra due settimane per eleggere il proprio presidente. È questo il verdetto del primo turno delle elezioni presidenziali di domenica in cui il presidente uscente Andrzej Duda, espressione della maggioranza della destra populista di Diritto e giustizia (Pis) ha ottenuto circa il 43% delle preferenze. Reduce da una visita ufficiale alla Casa Bianca la settimana scorsa Duda dovrà vedersela al secondo turno con l’attuale sindaco di Varsavia Rafał Trzaskowski scelto dal 30,3% dei polacchi che hanno votato per l’alleanza liberale di centro-destra Coalizione civica (Ko). E stato forse l’effetto Trump a permettere a Duda di non perdere ulteriore terreno in attesa del ballottaggio che potrebbe aprirgli le porte di un secondo mandato da presidente. Esce comunque sconfittonettamente nella circoscrizione della sua città natale, Cracovia.

Classe 1972, lo sfidante Trzaskowski invece si appresta a giocarsi il tutto per tutto per conquistare il Palazzo del Belweder: «Spero in un dibattito, in cui le domande saranno fatte da giornalisti di destra e sinistra con diritto di replica e la possibilità che i candidati si possano interrogare a vicenda». L’impressione è che il Pis abbia sfruttato al massimo le risorse del proprio bacino elettorale accaparrandosi quasi tutti i voti a disposizione nelle circoscrizioni dei centri urbani di piccole dimensioni, soprattutto tra gli elettori con un titolo di studio della scuola dell’obbligo. D’altronde in piena campagna elettorale il governo ha promesso di dare in regalo 16 autopompe dei vigili del fuoco a quelle amministrazioni locali di meno di 20mila abitanti che abbiano fatto registrare la maggiore affluenza alle urne. Difficile per il Pis spremere più di così le proprie potenzialità.

E per questo che Trzaskowski e il fronte anti-Pis possono sperare nell’exploit tra due domeniche. Tutto dipenderà comunque dai sostenitori del candidato liberale indipendente Szymon Hołownia che si è piazzato al terzo posto con il 14% dei voti. Secondo alcuni sondaggi Hołownia reso popolare dalla versione polacca dello show televisivo Got Talent sarebbe addirittura potuto finire al ballottaggio con Duda se si fosse andato al voto a maggio. Hołownia è consapevole del «ricatto morale» che dovrà subire nei prossimi giorni da parte del partito di Trzaskowski ma questo non si significa che sbatterà a priori la porta in faccia al candidato di Ko. Dopotutto le idee del primo cittadino della capitale polacca e di Hołownia non sono agli antipodi, anzi. Entrambi si dichiarano pronti a fermare l’orbanizacja della magistratura e vogliono che la Polonia rientri nel Green Deal europeo dal quale si è chiamata fuori a dicembre scorso. Tra due settimane a Trzaskowski farebbero comodo anche i voti andati adesso a due candidati che hanno reso al di sotto delle aspettative: Marcin Kosiniak-Kamysz (2,5%) del Partito popolare polacco (Psl) di matrice rurale e Robert Biedron (2,3%) leader della sinistra con Wiosna (Primavera).

Duda invece dovrà augurarsi che una parte delle preferenze andate «a destra della destra» confluiscano verso il Pis al secondo turno: gli euroscettici sovranisti di Confederazione Libertà e Indipendenza hanno ottenuto quasi il 7% dei voti con Krzysztof Bosak, dieci anni più giovane di Trzaskowski. Eppure, almeno in parte, gli elettori di Bosak potrebbero fare come lo Jobbik in Ungheria nei confronti di Viktor Orbán finendo per snobbare il candidato di Kaczynski. Insomma in questo momento la partita sembra più incerta che mai. Il ballottaggio si terrà il prossimo 12 luglio.

GIUSEPPE SEDIA

da il manifesto.it

foto tratte da Wikimedia Commons

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