Le ripartenze della sinistra

Non si riparte da un progetto “socialdemocratico” chiamato in mille modi: “Campo progressista”, “Rivoluzione socialista”, “ConSenso”. Si riparte con una sinistra di alternativa che sia anticapitalista e antiliberista. Anticapitalista...

Non si riparte da un progetto “socialdemocratico” chiamato in mille modi: “Campo progressista”, “Rivoluzione socialista”, “ConSenso”.
Si riparte con una sinistra di alternativa che sia anticapitalista e antiliberista. Anticapitalista e comunista insieme a tutti coloro che si riconoscono nell’antiliberismo come pratica di opposizione radicale, senza se e senza ma alla logica del mercato e del capitale.
Non c’è “modernità” nel capitalismo, nella concorrenza, nella difesa del profitto unita alla difesa, impossibile nella contemporaneità, del lavoro!
O con il capitale, sotto diverse forme, o con il lavoro.
Dal 1921 al 1991, dal 1991 al 2017 noi continuiamo a scegliere di stare dalla parte del lavoro, degli sfruttati. Che se ne rendano conto o meno d’esserlo.
Noi continuiamo ad essere, e provare a dimostrarlo nel nostro piccolo quotidiano, comuniste e comunisti.
Anche e soprattutto ora, in un momento in cui molti che hanno sostenuto le peggiori politiche liberiste nei vari esecutivi che si sono susseguiti, in cui la parola “socialismo” sembra tornare di moda.
E’ solo una vestigia nuova su corpi vecchi e consunti dalla mentalità del mercato.
Sosterranno Gentiloni e sosterranno maggioranze che “ostacolino” le destre e i populismi, continuando a stare con imprenditori prestati alla politica e inseriti nelle liste elettorali.
Tutto è pateticamente già visto.
Il nostro progetto non è il centrosinistra. E’ un altro. Non facciamoci distrarre e continuiamo a costruire Rifondazione Comunista e il polo della sinistra di alternativa antiliberista.

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

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Lo stiletto

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