L’ambasciatore del SI’

Gli Stati Uniti avevano un Senato nominato e lo hanno reso elettivo perché la nomina lo aveva ridotto a un organo corrottissimo – e vorrebbero, secondo quanto fa capire...

Gli Stati Uniti avevano un Senato nominato e lo hanno reso elettivo perché la nomina lo aveva ridotto a un organo corrottissimo – e vorrebbero, secondo quanto fa capire il loro Ambasciatore a Roma, John Phillips, che noi passassimo dal Senato eletto a quello nominato

Gli Stati Uniti votano per ogni carica pubblica, dal quartiere allo stato federale (oggi 13 settembre 2016 votiamo a New York per coprire alcune cariche pubbliche statali), mentre la proposta di revisione costituzionale Renzi-Boschi che l’Ambasciatore statunitense a Roma apprezza e ci invita a votare cancellerebbe l’elezione di alcuni organi pubblici (il Senato e i consigli provinciali).

Quando l’Ambasciatore statunitense a Roma entra direttamente nella nostra campagna referendaria fa due cose che non possono non destare sospetto: ci augura il peggio (rispetto a quello che ha il suo Paese) e interferisce pesantemente su un Paese sovrano. L’ingerenza dell’Ambasciatore statunitense nella nostra campagna referendaria è semplicemente scandalosa.

NADIA URBINATI
presidente di Libertà e Giustizia, professoressa di scienze politiche alla Columbia University di New York

da rifondazione.it

foto tratta da Pixabay

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Politica e società

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