Di Maio (per fortuna) non è Lenin

Giudizio positivo sulle dimissioni del ministro Fioramonti. Sono il segno del fallimento del governo in materia di interventi sociali sul drammatico stato della scuola della Repubblica. I mancati investimenti...

Giudizio positivo sulle dimissioni del ministro Fioramonti. Sono il segno del fallimento del governo in materia di interventi sociali sul drammatico stato della scuola della Repubblica.

I mancati investimenti richiesti dal ministro, come clausola minimale di ripartenza per una timida riforma del sistema scolastico e universitario, sono sufficienti per dare le dimissioni e dimostrare tutta l’inadeguatezza dell’esecutivo nell’affrontare tematiche dirimenti per il Paese?

L’istruzione non va sottovalutata; semmai va messa accanto a lavoro, pensioni e sanità in quanto a colonna portante del Paese. Quindi le dimissioni del ministro potrebbero anche avere questa valenza.

C’è chi le interpreta come una forma più o meno esplicita di dissenso ulteriore: verso i Cinquestelle. E davanti ad una probabile scissione, Di Maio fa spallucce: “Meglio che se ne vadano, avranno meno visibilità“.

Nulla a che vedere con Lenin, ben si intende, quando disse: “Epurandosi, il Partito si rafforza!“.

Qui epurandosi, il movimento scompare.

(m.s.)

Foto di PicLily da Pixabay

categorie
Lo stiletto

altri articoli

  • Donne su donne

    Il giustificazionismo ha delle striature di ambiguità che lo rendono, molto spesso, molto pericoloso. Tra le pieghe sue pieghe si nascondono detti e non detti, campi aperti lasciati all’immaginazione...
  • Light and heavy

    Draghi e Salvini si accordano sull’approvazione del Green pass alla Camera dei Deputati. Non si sa bene chi abbia convinto chi. Ma poco importa: l’estensione “light” del Certificato verde...
  • A Khasa Zeman

    Khasa Zeman è l’uomo a sinistra nella foto. Accanto a lui c’è un suo aguzzino, un miliziano talebano che lo irride. Era un comico, Khasa, che ha sempre satireggiato...
  • Disperato, povero Afghanistan

    Vent’anni di guerra in Afghanistan, di missioni militari, di occupazioni e di depredazioni di risorse energetiche. Vent’anni (e più) di risiko asiatico, tra i confini dell’ex Urss, l’Iran islamico...