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Migranti

Dal No alla legge Bossi-Fini al Sì alle espulsioni

La formula è nota: «Il buonismo è servito solo ad alimentare le ruberie Mafia Capitale». Per salvataggi in mare Di Maio, Grillo e Di Battista adoperano la stessa retorica, col grimaldello della corruzione sfondano le porte già aperte del razzismo diffuso. Gli Ok Corral televisivi e le campagne securitarie aizzano la gente contro i migranti? I grillini questa volta non si indignano. Qualche volta hanno anche lo stomaco di accodarsi esplicitamente. Così, a Gorrino, nel ferrarese, compaiono barricate contro l’accoglienza ai richiedenti asilo e il meet up locale dice laconicamente di essere «dalla parte dei cittadini». E a Roma, la città che Grillo in un tweet descriveva come invasa da «topi e clandestini», da mesi il Baobab viene considerato un problema di ordine pubblico e sul tema accoglienza diversi presidenti di municipio si fanno dettare la linea dalla destra.

Attenzione: nel Movimento 5 Stelle le posizioni retrive si presentano sotto traccia, perché c’è sempre una spinta dal basso da irreggimentare. Prima, ad esempio, circolavano posizioni più progressiste sullo ius soli e sul reato di clandestinità. Poi Grillo e Casaleggio hanno detto che sull’immigrazione e sulle paure che essa solleva c’è soltanto da alzare le mani. Altrimenti addio presa del potere, altro che primo partito: sarebbero scattate percentuali da prefisso telefonico. La questione è rimasta a galleggiare, irrisolta, per lungo tempo. «Non ne parliamo, perché è un tema divisivo», spiega un parlamentare. Un compromesso temporaneo è venuto dalla proposta di alcuni parlamentari europei: consentire ai migranti sbarcati in Italia di presentare richiesta d’asilo in qualsiasi altro paese Ue.

Per mesi, la linea ufficiale è stata questa. Un colpo al cerchio progressista accompagnato da quello alla botte reazionaria: accogliere soltanto chi ne ha diritto e dunque «Facilitare le espulsioni» (come se la legge in vigore non si chiamasse ancora «Bossi-Fini»). La narrazione è liquida, varia a seconda delle occasioni e delle platee. Viene declinata a volte in chiave antiliberista, altre in forma più sciovinista: si descrive l’Italia come un paese che deve riconquistare la sua «sovranità», vittima di oscure forze internazionali, alcune delle quali manipolerebbero i movimenti migratori. È una tesi che ricorda lo scenario descritto nel teorema senza prove dal pm di Catania Zuccaro. La nazione perseguitata dei grillini non sarà la «grande proletaria» di Giovanni Pascoli ma alla fine della storia appare come una comunità assediata, da perimetrare e da difendere nella sua integrità. Da preservare di fronte alla speculazione finanziaria e da proteggere al cospetto di orde di invasori che, seppure descritti come incolpevoli e a loro volta vittime, sono dipinte come masse impazzite, informi, prive di soggettività. I cui movimenti finiscono per turbare un equilibrio pre-esistente, minare l’ordine pubblico, intaccare la tranquillità economica.

GIULIANO SANTORO

da il manifesto.it

foto tratta da Pixabay

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