Corsi e ricorsi

“Quali caratteri avrebbe assunto questo nuovo fascismo? Va respinta ogni facile analogia con il passato. Non si deve pensare a un ritorno dello squadrismo, ma piuttosto temere la disaffezione...

“Quali caratteri avrebbe assunto questo nuovo fascismo? Va respinta ogni facile analogia con il passato. Non si deve pensare a un ritorno dello squadrismo, ma piuttosto temere la disaffezione dei cittadini verso una politica che si avvita in crisi lunghe e incomprensibili, mentre i problemi pressanti della popolazione restano irrisolti. Un altro pericolo è lo svilimento dell’istituto parlamentare per la tendenza governativa a procedere attraverso decreti legge, mortificando il ruolo delle Camere. A ciò va collegato l’allarme per la scelta di usare molto il mezzo televisivo per pubblicizzare l’azione di governo. L’appellarsi dell’esecutivo direttamente ai telespettatori si risolve in un aggiramento pericoloso della normale dialettica democratica”.

Queste osservazioni critiche potrebbero efficacemente riassumere l’andamento della degenerazione avvenuta in Italia nell’esercizio dell’agire politico nel corso degli ultimi vent’anni e altrettanto efficacemente fotografare tratti portanti dell’attualità di governo.

Se non che si tratta di una frase, liberamente adattata, che testimonia dell’impostazione fornita dal PCI, e più specificatamente, dal suo segretario Palmiro Togliatti, al tipo di opposizione da condurre, in Parlamento e nel Paese, al governo DC- PSDI presieduto da Fanfani e formatosi dopo le elezioni del 1958.

Si apriva la fase poi culminata nel 1960 con i fatti del luglio e il governo Tambroni, appoggiato dal MSI, fatto cadere in piazza con la successiva apertura di una diversa fase politica che avrebbe poi condotto al centro – sinistra.

L’affermazione togliattiana è tratta dalla biografia recentemente uscita per Carocci e curata da Gianluca Fiocco.

Nel corso dello stesso passaggio si evince anche una forte critica sviluppata da parte del segretario del PCI a quello che in quel momento era il crescente intervento pubblico in economia, emblematizzato dall’interventismo dell’ENI di Mattei.

Noi non siamo favorevoli all’intervento dello Stato nell’economia in qualsiasi caso in qualsiasi condizione; anzi, riteniamo che in determinate condizioni l’intervento dello Stato nella vita economica può essere cosa cattiva.  E lo è quasi certamente nel modo in cui sta avvenendo in Italia, senza la possibilità di un controllo democratico da parte del Parlamento e di altri organismi. L’ENI ha i suoi giornali, tiene sotto il suo patronato questo o quell’uomo politico, questo o quel partito, questa o quella corrente all’interno del singolo partito. Questa è una degenerazione del costume democratico e della vita economica, con la tendenza a “occupare” lo Stato, consolidando la propria inamovibilità al centro del sistema politico”.

Attualizzando è facile individuare le analogie con la storia dell’ultimo ventennio e il ruolo del “partito – azienda” sull’insieme della struttura economica e soprattutto sul peso esercitato, anche e soprattutto sotto l’aspetto dell’accentuazione del meccanismo di personalizzazione della politica, sulla modificazione intervenuta nel tempo nel rapporto tra struttura e sovrastruttura.

Così com’è altrettanto semplice individuare nell’affermazione togliattiana, i tratti salienti della più stretta attualità: con l’evidente ritorno a una concezione aziendalistica dell’intervento pubblico in economia (almeno a parole) e il ritorno in scena di un altro partito – azienda, il Movimento 5 stelle, che ha fatto sentire (proprio nella veste del legame con l’azienda di riferimento) in maniera squilibrata il proprio peso nel tentativo di occupare e asservire rami fondamentali dello Stato attraverso la blindatura delle nomine, anche eseguendo sotto quest’aspetto delle vere e proprie forzature (vedi ASI, Consiglio Superiore di Sanità, Agenzia del Farmaco soltanto per fare degli esempi).

Si torna all’interrogativo iniziale: “Forme di un nuovo fascismo ?” Corsi e ricorsi.

FRANCO ASTENGO

11 dicembre 2018

foto tratta da Pixabay

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