Contro l’odio razziale, risponde la Ferrara solidale

Oggi “barricata antirazzista” a Ferrara. Intanto Conad ritira le vongole veraci di Goro: «Contengono un batterio pericoloso». Sarà stato quello a scatenare il razzismo degli indigeni?

Conad ritira le vongole veraci di Goro: «Contengono un batterio pericoloso», si legge oggi sul web. Una delle aziende del paese avrebbe messo sul mercato vongole con una concetrazione di Escherichia Coli superiore al consentito. Mangiarle fa venire nausea, forti crampi addominali, diarrea acquosa o con forte presenza di sangue, affaticamento, febbre, vomito e può provocare l’insufficienza renale ed il decesso. l’8% circa dei pazienti affetti dalla sindrome emolitico-uremica soffrirà per tutta la vita anche di altre complicazioni, ad esempio di ipertensione,convulsioni, cecità, paralisi e delle conseguenze dell’asportazione di parte dell’intestino. Ma forse quel batterio potrebbe essere la causa del razzismo diffuso che ha fatto balzare la frazione di Gorino agli onori della cronaca per le barricate erette per respingere l’”invasione” di 12 donne e 8 bambini. Potrebbero essere le troppe vongole tossiche a far sparare solenni cazzate alla signora Elena, intervistata dalla trasmissione Piazza pulita, o ai due indigeni talmente allarmati da credere che le bambine non potrebbero giocare in piazza o che i migranti siano avvezzi a tagliare le dita per rubare gli anelli. La signora Elena è la più agghiacciante quando rimpiange il Sudafrica dell’apartheid e afferma che gli africani sarebbero molto meno intelligente dei bianchi:

“Abbiamo un paese come l’Italia che non è più il nostro paese. Loro pensano che qui la vita sia facile ma non può esser così. Il Sudafrica era un bellissimo paese quando era in mano ai bianchi, e c’era il sistema inglese. Quando hanno dato il potere a Mandela no, diciamolo, prima era un terrorista che ammazzava i bianchi. (…)

Ma lei crede che qui ci sia una seconda Sudafrica?
Il pericolo è che non sappiamo se loro si girano contro noi e vogliono governare con il loro Qi.

Cioè con il loro quoziente di intelligenza? Cioè lei crede che siano meno intelligenti dei bianchi?
Sì, molto meno. Ha visto le loro facce quando atterrano? Il menefreghismo sulle loro facce?”.

Maledetto batterio!!! Maledetto razzismo! Eppure questa è stata terra di gazzarra fascista, di resistenza e di eccidi.

La “Gazzetta Ferrarese” dell’11 aprile 1921, con stile telegrafico, informava: “ Spedizione punitiva fascista a Pontelagoscuro. Assalto, devastazione e falò delle sedi della Lega, spaccio Cooperativo, circolo socialista e sezione comunista,nonché della locale C.d.L. [Camera del Lavoro]; decine di contusi, molti feriti e sangue, medicazioni e ricorsi all’ospedale. Guerriglia fascista, con feriti e medicati, nelle località di: Contrapò, Mesola, Goro, Riva di Ariano, Viconovo di Denore, Baura, Boara e Gualdo di Portomaggiore: bastonature, ferimenti, medicazioni a decine e falò con tutto quanto può ardere, divelto e trasportato nella strada o piazza di ogni paese, ivi comprese le derrate alimentari e le attrezzature degli spacci cooperativi. Riducendo alla disperazione e alla esasperazione i lavoratori, che vedono distrutto da una banda di vandali quanto essi avevano costruito in più di trent’anni di assiduo e continuo sacrificio e di duro lavoro”.

“A Goro. La notte del 25 settembre 1921, alle ore 22 circa, giungevano in paese due camions di fascisti in assetto di guerra e senza nulla dire si dettero a bastonare in massa i cittadini, ferendo molti vecchi e bambini; si recarono poi in teatro e alla casa del Popolo dalla quale asportarono tutte le sedie e il mobilio, sulla strada, dove vi appiccarono il fuoco.” (dalle memorie di Luigi Bagnolati)

Il 26 marzo 1944, due guardie repubblichine GNR di Portomaggiore (FE) vennero uccisi a Longastrino (FE). La rappresaglia fu organizzata velocemente con arresti in un quartiere operaio e ad alta densità antifascista. Cinque persone vennero uccise proprio a Goro, sulla sponda del Po: operai comunisti della centrale elettrica di Ferrara, dipendenti dello zuccherificio di Jolanda di Savoia e il parroco di Jolanda.

Ha ragione Marco Zavagli, direttore di Estense.com:

Ferrara un tempo era conosciuta come patrimonio Unesco, città d’arte e di cultura, patria d’adozione dell’Ariosto e del Tasso. E negli ultimi anni? Le cronache nazionali la ricordano per il caso Aldrovandi. Per l’assurda fine di Said Belamel, il 29enne morto di freddo dopo una notte in discoteca mentre chiedeva invano aiuto agli automobilisti di passaggio. Per la madre che ritira la figlia dall’asilo dove lavora un’assistente con la sindrome di Down. Per il medico vicepresidente dell’ordine che le dà ragione, perché «i Down devono stare in cucina e non a scuola». Per i commenti sui social di chi brinda al suicidio sotto un treno di un giovane nigeriano. Per l’esponente di FdI che promette di far fuori tanti profughi quanti ne sbarcano. Per un vescovo che augura a Bergoglio di fare la fine di Giovanni Paolo I.

E ora per la gazzarra indegna di Gorino e la maldestra azione del prefetto.

«L’episodio ci riguarda tutte e tutti, ed è un dovere etico e non soltanto politico quello di condannare questi comportamenti razzisti e discriminatori. Pensiamo che l’unica via possibile sia una condivisione solidale degli spazi e la libertà di movimento per tutti, senza barriere né confini – dicono gli attivisti del centro sociale La Resistenza che lanciano per domani, 29 ottobre, a mezzogiorno, un presidio davanti alla Prefettura, una sorta di “barricata antirazzista” – ma una volta riconosciuta la responsabilità personale di ciascuno dei razzisti di Gorino, è fondamentale per noi denunciare anche le responsabilità politiche dell’Europa, del Ministro degli Interni e delle istituzioni locali, che con il loro piano volutamente emergenziale non fanno altro che trattare i migranti come dei pericolosi pacchi da smistare. Mentre i media principali fanno a gara per diffondere pregiudizi e paura nei confronti dei migranti, il governo parla di penalizzazione dei comuni che non sono disponibili ad accogliere, senza di fatto creare una comunicazione reale tra istituzioni e cittadini. Come nei peggiori anni del fascismo ci troviamo nuovamente di fronte a politiche scellerate calate dall’alto, che sempre più vengono accompagnate da parole come sequestri e deportazioni. In questo modo si lascia libertà totale a risposte razziste e a movimenti populisti di destra che fabbricano voti sulla rabbia e la disinformazione.

barricata-antirazzista

Vogliamo che chi specula sulle vite dei migranti si assuma la responsabilità delle proprie azioni.

Diciamo NO all’attuale gestione dei flussi migratori che paragona esseri umani a oggetti.

Diciamo NO alla speculazione sulla vita delle persone e alle guerre economiche che generano i flussi migratori. Diciamo NO all’autoritarismo nel nome dell’emergenza.

Diciamo NO all’odio xenofobo. NO all’innalzamento di barriere e linee di confine, ai nuovi lager come Calais, Idomeni, Ventimiglia.

Diciamo NO a chi pratica quotidianamente l’assurda ideologia del razzismo: nelle strade, nelle piazze, con i propri vicini di casa.

Rivendichiamo il diritto di tutte e tutti all’autodeterminazione, a una casa e a un reddito, alla libertà di movimento. Solo attraverso principi e pratiche di eguaglianza sostanziale si può pensare di uscire dalla spirale di violenza tra oppressi per realizzare una società migliore».

GIULIO AF BERRUTI

da Popoffquotidiano

foto tratta da Pixabay

categorie
MigrantiPregiudizi e razzismo

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