Questi fantasmi

Ora capisco cosa provano quei personaggi di film e telefilm che si sentono circondati da un “nemico invisibile“. Alcuni di loro mantengono il sangue freddo ed affrontano la situazione...
Patrick Swayze, Sam in "Ghost"

Ora capisco cosa provano quei personaggi di film e telefilm che si sentono circondati da un “nemico invisibile“. Alcuni di loro mantengono il sangue freddo ed affrontano la situazione il più razionalmente possibile, anche se si trovano davanti ad un fenomeno alla “poltergeist“.

Altri, invece, si lasciano andare all’ossessione, alla sindrome da accerchiamento. A questo proposito, in questi giorni di isolamento per via del Coronavirus, avendo più tempo per leggere, pensare e anche per scrivere, forse la mia mente mi ha condotto proprio per mano attraverso alcuni film che mi hanno fatto ricordare eventi simili a quelli in cui stiamo vivendo.

Tra gli altri, il ricordo che mi ha divertito di più, è quello di “Ghost” con Patrick Swayze, Demi Moore e una straordinaria Whoopi Goldberg. Sam ama Molly, muore a causa di un incidente con un balordo e, d’un tratto il sogno di una vita d’amore e di felicità viene stroncato da questo evento infausto. Molly si rifugia nel suo lavoro, modella vasi e viene suo malgrado coinvolta in una esperienza metafisica, paranormale.

L’anima di Sam infatti è lì sulla terra che le sta intorno, che tenta di proteggerla e di provare a comunicare con lei e per farlo si serve di una medium strampalata, una truffatrice: Oda Mae Brown (la Goldberg). Molly vive in un isolamento tutto suo mentre Sam si sente come imprigionato in una aurea di luce che è libertà e al tempo stesso impossibilità di toccare Molly, di poterle parlare.

L’invisibile fa sempre paura, così come il differente. Sam è entrambe le cose: invisibile e differente da tutto il resto dell’umanità concreta, tangibile, visibile. Farà paura ad Oda Mae quando, capendo che la donna può “percepirlo“, le parlerà scatenando in lei il terrore iniziale e poi una lenta confidenza reciproca crescente.

Ma soprattutto manderà nel panico al suo amico Carl Bruner, collega di ufficio, che si era impossessato di una ingente somma di denaro a scapito dei clienti della banca in cui lavorava e che tenterà di uccidere Molly. Carl tenterà di scansare l’invisibile, il fantasma di Sam che lo circonda, lo fa sentire insicuro in ogni angolo della casa, persino in ufficio, manifestandosi sotto forma di tasto del computer che scrive “Sei morto…” senza soluzione di continuità sullo schermo…

L’invisibile è impalpabile, inconoscibile, fa paura. Come il Coronavirus che è invisibile. Una minaccia invisibile che possiamo prevenire, contrastare e vincere con il grande aiuto della comunità scientifica, medica e sanitaria.

(m.s.)

foto: screenshot

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