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Politica e società

«Prossimo obiettivo l’Italia»

Non è la prima ne è più verificabile delle altre, a dare notizia dell’ultima minaccia dell’Isis all’Italia è ancora Site, il sito americano di Rita Katz specializzato nel monitoraggio degli estremisti islamici. Che su un canale Telegram di sostenitori dello stato islamico ha rintracciato l’annuncio di un imminente attacco al nostro paese, dopo la Spagna. E proprio ieri il Viminale ha fatto sapere di aver portato a termine l’espulsione di tre cittadini stranieri, due dei quali marocchini come i componenti della cellula catalana.
Il terzo espulso è un siriano, tutti e tre avevano precedenti di detenzione o fermo e secondo il Viminale avevano manifestato solidarietà con i terroristi ed esultato in occasione di precedenti attentati in Europa. «Con questi rimpatri, 70 nel solo 2017, – comunica il ministero dell’interno – salgono a 202 i soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso espulsi con accompagnamento nel proprio paese dal gennaio 2015 a oggi». Resta da verificare l’efficacia di una misura del genere nel contrasto all’azione dei terroristi.

Intanto ieri è stato il giorno in cui nelle città italiane si sono tenute le riunioni dei comitati per la sicurezza, così come richiesto a livello centrale venerdì dal Comitato di analisi strategia antiterrorismo (Casa). A Milano immediatamente erano ricomparsi gli ostacoli di cemento noti come «barriere jersey» (perché inventate in New Jersey) all’ingresso della Galleria e nell’area del Duomo e di corso Vittorio Emanuele; nei prossimi giorni saranno installati anche a protezione delle zone pedonali della Darsena e dei Navigli. Protezioni del genere erano giù state collocate dopo l’attentato del dicembre scorso al mercatino di Berlino. A Milano, ha detto la vicesindaca Scavuzzo, «non è stato deciso un aumento degli uomini e dei presidi nei luoghi sensibili».
Discorso simile a Roma, dove ieri si è tenuta la riunione straordinaria del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Occhi puntati sulle strade ad alta densità di pedoni, innanzitutto via del Corso e via dei Fori Imperiali, dove però è consentito l’accesso ad alcune categorie di veicoli. Anche qui si prevede di collocare all’ingresso barriere in cemento o fioriere che possano risultare da ostacolo ai mezzi. Sono stati confermati tutti i dispositivi di sicurezza già in atto – «quello che era stato deciso per il Giubileo non è mai stato revocato», ha spiegato il vice sindaco Bergamo – e nessuna nuova misura è stata ancora decisa, se non il rafforzamento dei turni del personale. A Roma del resto sono già in strada duemila militari nell’ambito dell’operazione «strade sicure».
Naturalmente tutto questo non basta a chi collega in maniera automatica il terrorismo e l’immigrazione, come il leghista Salvini secondo il quale, «a Milano hanno messo dei lastroni di cemento in galleria, non possiamo vivere con il cemento, circondati, incappucciati, velati. Ci sono da fare controlli, espellere alcune centinaia di migliaia non di migranti ma clandestini».
Intanto oggi il ministro degli esteri Alfano sarà a Barcellona per deporre una corona di fiori sulle Ramblas e incontrare in consolato le famiglie delle vittime e dei feriti italiani.

DOMENICO CIRILLO

da il manifesto.it

foto tratta da Pixabay

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