Nessuno è al sicuro. Dal razzismo

Il razzismo è sempre un angolo buio. Un angolo che vive dentro ciascuno di noi, magari latente, magari dormiente, ma qualcosa può sempre scatenare dell’odio ingiustificato, fondato su pregiudizi...

Il razzismo è sempre un angolo buio. Un angolo che vive dentro ciascuno di noi, magari latente, magari dormiente, ma qualcosa può sempre scatenare dell’odio ingiustificato, fondato su pregiudizi e banalità che, purtroppo, sovente ci sembrano la normalità che stiamo vivendo.
Il razzismo non sempre è cattiveria, a volte è un’onda che ti attraversa e che ti mette in contraddizione con tè stesso. E finché questo succede c’è sempre una via d’uscita perché esiste la critica, il dubbio.
Porsi il dubbio: “Ma sto pensando razzisticamente?” è un anticorpo essenziale per non cadere nella cattiveria anche molesta.
Più giorni vivo, più mi rendo conto che nessuno di noi può dirsi al sicuro da questo angolo buio.
Siamo umani finché riconosciamo l’orrore di ciò che possiamo pensare e, parimenti, la meraviglia che possiamo creare.
Diventiamo disumani quando pensiamo di essere umani e scegliamo soltanto l’orrore, l’odio a priori, senza nemmeno un dubbio, senza un tentennamento, senza una remora…
Rifletteteci, ricordatevi di pensarci ogni tanto: è una buona medicina per vergognarsi e quindi riconoscersi ancora umani.

(m.s.)

foto tratta da Pixabay

categorie
Lo stiletto

altri articoli

  • Contro e pro

    C’è ancora la Covid-19. C’è la guerra tra due imperialismi che si fronteggiano sulla pelle degli ucraini. La benzina è arrivata a 2.08 al litro. Gas ed elettricità vanno...
  • Dal Donbass alla Luna

    Nel 2026, al massimo nel 207, pare che un modulo italiano sia pronto a fare la sua discesa sulla Luna. Noi c’arriviamo sempre un po’ in ritardo agli appuntamenti...
  • Tradimenti

    La crisi economica e la guerra per Draghi non debbono essere delle scuse per tradire gli obiettivi sul grande sogno europeo sul contenimento delle emissioni di Co2. Ha ragione,...
  • Schwa

    Anche la lingua italiana merita rispetto. Lo (o la) “schwa” è un non senso grammaticale, è un vezzo modernista che non risolve il problema del presunto maschilismo fonetico, grafico...