Metalmeccanici, rottura sul salario: sindacati pronti allo sciopero

La Battaglia sui Contratti. Le imprese propongono il solo recupero dell’inflazione. Fim, Fiom e Uilm: inaccettabile. Re David: la crisi Covid è solo una scusa, già a novembre scorso la linea era quella

È sempre stato il contratto più importante, quello che indirizzava il resto dei rinnovi. E, come da previsioni, dalla trattativa dei metalmeccanici esce aria di tempesta che si riverbererà su tutti gli altri settori alle prese con i tavoli di rinnovo.

L’incontro di ieri mattina era il primo in cui si affrontava il tema del salario, dell’aumento contrattuale. E prontamente – sebbene con il suo stile pacato – Federmeccanica ha seguito la linea Bonomi: «Aumenti sì, ma solo in linea con l’inflazione». In pratica: pochi spicci.

Una posizione opposta alla piattaforma unitaria di Fim, Fiom e Uilm che chiede un aumento dell’8% sui minimi tra recupero del mancato aumento al rinnovo precedente, performance del settore e rilancio dei salari.

La rottura è quindi nei fatti sebbene i sindacati non abbiano proclamato lo sciopero, limitandosi allo stato di agitazione, attivi nei luoghi di lavoro e blocco degli straordinari. Già nel pomeriggio le proteste spontanee hanno riguardato molte fabbriche lungo la penisola. In Piemonte scioperi spontanei alla Dana Graziano, U-Shin, Valeo Service, Valeo Isc, Tubiflex, Avio Cost, Sogefi mentre ulteriori scioperi sono annunciati per oggi domani alla Comec, Ma Chivasso, Baomarc, Idrosapiens, Valeo Pianezza, Perardi Gresino, Cellino di Grugliasco e di Bruino.

A Bologna sciopero alla Bonfiglioli e altri previsti oggi. In Toscana oggi un’ora di sciopero a Leonardo, Betamotor, Ciesse, Emmecci, Metalcoop, Scotti.

All’annuncio dello stato di agitazione, Federmeccanica ha deciso di Sono annullare gli appuntamenti che erano stati previsti per oggi e per il 14 e 15 ottobre.

Da parte del direttore generale di Federmeccanica Stefano Franchi traspare rammarico: «Il negoziato si è interrotto inaspettatamente. La parte economica e parte di un mosaico composto di vari tasselli, io speravo che il mosaico si componesse».

Federmeccanica propone aumenti contrattuali sui minimi salariali legati all’inflazione, ma anche di ragionare sulla «strategia più efficace per estendere i premi di risultato». «Al momento – spiega Franchi – hanno premi di risultato il 70% dei lavoratori del settore. Prima bisogna produrre ricchezza e poi redistribuirla», ha ribadito.

Insomma, linea Bonomi, addolcita da toni pacati. Nel 2015 il punto di mediazione per il rinnovo fu usare il welfare aziendale al posto degli aumenti salariali concedendo molto su formazione e salute integrativa. Questa volta però Fim, Fiom e Uilm avevano già premesso che non avrebbero accettato una soluzione di questo tipo.
«Federmeccanica da novembre scorso a oggi non ha mai cambiato idea sul salario: non c’entra la crisi legata alla pandemia Covid-19 – attacca la segretaria generale della Fiom Francesca Re David – . Se Federmeccanica dice che l’adeguamento dei minimi salariali su basa sull’inflazione non c’è trattativa. Saranno i lavoratori a riprenderla in mano».
«L’interruzione delle trattative da parte di Federmeccanica dimostra tutta la debolezza e incertezza della parte datoriale rispetto al rinnovo stesso – sottolinea il segretario della Fim Roberto Benaglia – . È grave che abbia chiuso a ipotesi di vera trattativa in tema di aumenti salariali ma soprattutto, abbia pretestuosamente vanificato il negoziato in corso».
«La posizione suicida e irricevibile comunicataci da Federmeccanica e Assistal: rinnovare il contratto prevedendo l’aumento dei minimi salariali legati solo all’inflazione, ovvero 40 euro complessivo nei prossimi tre anni. Inoltre Federmeccanica e Assistal hanno preso una grave posizione: interrompere il negoziato dopo la proclamazione di questo stato di agitazione», commenta Rocco Palombella, leader della Uilm.

Questa mattina si terrà la segreteria unitaria di Fim, Fiom e Uilm che con tutta probabilità proclamerà un primo sciopero di tutta la categoria. La Fiom terrà poi subito dopo il suo comitato centrale.

MASSIMO FRANCHI

da il manifesto.it

foto: screenshot

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