Le liste unitarie e il ruolo di Rifondazione Comunista

In questi ultimi giorni che precedono l’appuntamento elettorale amministrativo del 5 giugno sta emergendo anche nel dibattito sui media nazionali, pur fra tanta confusione, il dato politico nuovo della...

In questi ultimi giorni che precedono l’appuntamento elettorale amministrativo del 5 giugno sta emergendo anche nel dibattito sui media nazionali, pur fra tanta confusione, il dato politico nuovo della presenza di tante liste unitarie della sinistra alternativa al PD in quasi tutti i Comuni che vanno al voto.

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Il presidente del consiglio e segretario del PD Renzi, che finora si era affannato a dire che le amministrative non avrebbero avuto ripercussioni sulla situazione politica generale, concentrando la sua battaglia sul referendum di ottobre che tenta di cambiare in maniera antidemocratica la Costituzione, negli ultimi giorni è sceso in campo con aggressività a sostenere i suoi candidati a Torino, Milano, a Roma e a Napoli – candidati espressione di una linea liberista ed antipopolare in coalizioni sostenute da pezzi della destra – attaccando frontalmente le nostre liste di sinistra alternativa.

E’ il segno, seppur indiretto, dell’ importanza e del successo del lavoro di costruzione delle liste unitarie della sinistra alternativa al PD in ben 17 capoluoghi di provincia su 22 che vanno al voto ed in 74 comuni superiori ai 15000 abitanti su 156. Un processo politico ed organizzativo cui il PRC ha dato un grande contributo.

Il Prc è, infatti,  presente  nei capoluoghi, con il proprio contributo organizzato nelle liste di: Torino, Savona, Milano, Varese, Pordenone, Trieste, Ravenna,  Rimini, Grosseto, Roma, Isernia, Napoli, Caserta, Salerno, Brindisi, Cosenza e Cagliari.

Altrettanto importante è la presenza diffusa sul territorio nazionale, dal nord al sud, di tante liste  unitarie della sinistra antiliberista – in alcuni casi anche con il simbolo del PRC – sia nei comuni superiori ai  15000 abitanti sia in tanti piccoli comuni.

 Si tratta di liste o coalizioni della sinistra alternativa al PD, nella gran parte dei Comuni costruite unitariamente fra PRC, Altra Europa con Tsipras, Sinistra Italiana, Sel, Possibile, Pcdi, associazioni politiche locali e comitati espressione di movimenti di lotta che hanno definito localmente questi percorsi unitari. In alcuni casi Sel non è presente in queste liste (pensiamo in particolare a Milano, Trieste) scegliendo ancora l’ alleanza col centro sinistra.

 In questo quadro assai positivo, che è frutto dell’ottimo lavoro fatto dalla stragrande maggioranza dei gruppi dirigenti territoriali del partito, continuo a ritenere sbagliata la scelta del CPF del PRC di Bologna che ha determinato la completa assenza di Rifondazione Comunista dalle elezioni bolognesi sia a livello comunale che circoscrizionale. Ricordiamo che il gruppo dirigente bolognese, nel marzo scorso, decise di uscire dalla Coalizione Civica che si presenta in alternativa al PD dopo aver partecipato alle primarie per la scelta del candidato sindaco, non condividendone il risultato, che ha determinato la candidatura di Federico Martelloni.

Pur comprendendo alcune preoccupazioni espresse nel documento a suo tempo approvato  sul rischio di snaturamento dello spirito iniziale della coalizione civica (e fatta salva l’autonomia statutaria delle federazioni sulle scelte inerenti le elezioni amministrative), continuo a ritenere  sbagliato e dannoso per l’immagine del Prc che, dopo aver deciso comunque di partecipare alle primarie, si sia deciso di ritirarsi unilateralmente dalla coalizione civica in relazione all’esito delle primarie stesse. Inoltre, che la successiva decisione del gruppo dirigente della federazione bolognese di presentare proprie liste in alcune circoscrizioni non abbia avuto seguito a causa del mancato raggiungimento del numero di firme necessarie per la presentazione, ci parla di una profonda crisi politica della federazione di Bologna.

Ritengo, infatti, che  il voto alla lista Coalizione Civica a Bologna sia, pur fra limiti e contraddizioni, il voto più utile per contrastare il sindaco uscente Merola ed il sistema di potere del PD a Bologna e trovo importante l’appello al voto di un gruppo di compagne e compagni del CPF di Bologna i quali sostengono “due compagni candidati nella lista di Coalizione Civica che si sono caratterizzati  battendosi su temi come i servizi, l’abitare, l’antifascismo e l’antileghismo, i diritti dei lavoratori, la difesa della Costituzione con posizioni a noi molto vicine …  al fine di costruire una alternativa a Merola e alle politiche del Pd a Bologna come in Italia e bloccare la deriva delle destre”.

Mi sono già soffermato in precedenti articoli sulla nostra importante presenza a Torino (con la lista “Torino in Comune  La Sinistracon Giorgio Airaudo candidato sindaco) a Milano (“Milano in Comune “ con Basilio Rizzo), a Roma (“Sinistra per Roma“ con Stefano Fassina) e a Napoli (“Napoli in Comune A Sinistra “ con Luigi de Magistris).

Voglio qui, inoltre, ricordare i capoluoghi dove abbiamo nostre compagne e compagni candidati a Sindaco.

A Trieste, pur in presenza di una rottura con Sel, si è dato  vita ad una lista unitaria  della “Sinistra Unita– Združena levica” che ha individuato in  assemblea la candidatura a sindaco del nostro compagno Iztok Furlanič .

A Savona la lista “Rete a Sinistra – Savona che vorrei “ è caratterizzata dalla forte attenzione verso l’aspetto civico e  dalla presenza di candidate e candidati di Rifondazione Comunista e Possibile, SEL e PCdI. Le forze  che hanno dato vita a questa lista hanno scelto unitariamente come candidato a Sindaco il compagno Marco Ravera, segretario regionale ligure di Rifondazione Comunista.

A Rimini la lista “Rimini in Comune- Diritti a Sinistra “ha scelto in assemblea come candidata a Sindaco la compagna Sara Visintin, della segreteria regionale del PRC; si tratta di una lista promossa da Rifondazione, da associazioni,  da varie esperienze  di sinistra diffusa e civiche.

Riteniamo, perciò, assai positivo, in una consultazione che coinvolge oltre 11 milioni di elettrici ed elettori, il risultato raggiunto  di essere riusciti a dar vita a tante liste unitarie della sinistra antiliberista, alternative al PD, con un ruolo attivo e propositivo del PRC. Liste che nell’ipotesi non arrivassero al ballottaggio non daranno in nessun caso indicazione di voto per il PD.

Ci sono ragioni politiche generali che rendono importante questo lavoro di costruzione delle liste unitarie antiliberiste oltre a significativi punti programmatici assunti localmente dalle varie liste.

Si tratta di un primo positivo passo che apre la strada alla possibilità di dar vita in modo partecipato ad un percorso costituente di un soggetto della sinistra antiliberista, unitario e plurale, non solo autonomo ma alternativo al PD. In queste liste, infatti, Rifondazione Comunista  partecipa a pieno titolo con la sua ispirazione autonoma ed unitaria senza dover subire nessuna richiesta di “superamento “ della propria esistenza o della propria identità strategica.

E’ importante, scorrendo i documenti programmatici assunti localmente dalle varie liste, il fatto che emerga una sostanziale omogeneità, ancor più significativa essendo frutto di percorsi locali dal basso: garantire servizi e diritti universali di welfare a tutte/i le/i cittadine/i a partire dai piu’ deboli, contrastare le privatizzazioni e difendere i servizi pubblici , tutelare l’ ambiente e la vivibilità delle città scegliendo l’ opzione cemento 0, favorire momenti partecipativi a partire dal rilancio dell’  esperienza del bilancio partecipativo, valorizzare i dipendenti pubblici conto l’attacco ai diritti dei lavoratori.

 Il terreno amministrativo locale può e deve essere, quindi, un pezzo della nostra iniziativa di massa generale  contro la crisi, l’austerità e per la salvaguardia dei diritti dei soggetti più deboli.

A livello politico generale queste liste esprimono una scelta chiara  di contrasto alla controriforma liberista degli Enti Locali portata avanti negli ultimi anni da tutti i governi di centro destra e di cento sinistra, sia sul terreno dell’autonomia economica che sul terreno dell’ordinamento istituzionale e democratico. Questa controriforma liberista punta  a minare il ruolo degli Enti Locali come possibili “enti di prossimità” più vicini ai bisogni dei cittadini, capaci di garantire diritti costituzionali universali (dalla casa, al welfare, alla mobilità, alla vivibilità) e di creare le condizioni ambientali e territoriali utili allo sviluppo di un economia solidale ed ecocompatibile.

In questo quadro di controriforma liberista vorrei concludere con alcune riflessioni sulla situazione generale che mi sembra delinearsi, soprattutto nel dibattito dei talk show sulle amministrative, affermando  culture di destra e populiste – di cui il PD è parte integrante – tese a minare il concetto stesso di partecipazione democratica e del ruolo dei soggetti politici e sociali di massa organizzati, culture e banalizzazioni che con le nostre liste contrastiamo fortemente.

La campagna per le elezioni amministrative del 2016 ha offerto uno dei  peggiori spettacoli della politica  italiana degli ultimi decenni: assolutamente fondate sulla scelta dell’uomo, focalizzate sul candidato salvifico che deve essere scelto per il futuro della città, sulle squadre che accompagneranno l’eletto, sui nomi di assessori e consulenti. E tutto questo ha una ragione: la mancanza assoluta di programmi politici, di ideologie, di linee di pensiero, l’indifferenza al tema destra/sinistra e dei bisogni sociali, le cosiddette coalizioni, gli accordi, i nazareni di varia natura e specie, le alleanze e le presunte divisioni,  i comitati di garanzia, le guerre fratricide all’interno del medesimo presunto partito ((vedi Valente /Bassolino a Napoli ): il tutto con forme e modi scandalosi.

E’ stato importante e lo sarà ancor di più nel futuro dibattito sulle prospettive nazionali, riuscire a tenersi completamente fuori da queste logiche e da questo tipo di prospettive.

 Va tenuto presente che le cittadine ed i cittadini vogliono conoscere le proprie sorti, il proprio destino, i servizi pubblici che gli verranno offerti, il grado di partecipazione che verrà loro garantito. Altrimenti si allarga il distacco fra cittadini ed istituzioni ed aumenta l’ astensionismo. L’esperienza  brasiliana del bilancio partecipativo che ha avuto, dopo i social forum, importanti ripercussioni anche in Europa ed in Italia, dovrebbe tornare ad essere il faro guida del nostro intervento politico sul territorio.

Lungi dall’invocare nel Sindaco l’uomo della Provvidenza, dobbiamo comprendere che i cittadini vogliono conoscere le risorse pubbliche che sono a disposizione e scegliere come utilizzarle, vogliono decidere, quartiere per quartiere come soddisfare i loro bisogni, vogliono scegliere i servizi  di cui disporre e le modalità di organizzazione e controllo dei loro territori. Il successo di alcuni populismi di destra del “partito della nazione” e dei grillini è garantito da alcuni cenni in questo senso, confusi, falsi, presunti ed ideologici, ma che, comunque, hanno presa. Il compito della Sinistra antiliberista contro la deriva autoritaria che si preannuncia, è quello di  fare chiarezza sulle risorse disponibili, rimettere al popolo le decisioni TUTTE sulla utilizzazione delle risorse stesse – vedi la battaglia sul debito a partire da Roma – far comprendere i meccanismi della utilizzazione e della gestione della città, dei servizi e delle scelte territoriali: è questo l’obiettivo che  dovremo assegnarci per disaggregare  l’attuale situazione politica ed è questo il metodo da cui dovranno farsi guidare gli eletti appartenenti alle nostre liste per caratterizzare la loro presenza anche in situazioni lontanissime dalla realtà del social forum.

Adesso al lavoro ed alla lotta per costruire il miglior successo possibile delle liste da noi promosse e delle nostre candidate e dei nostri candidati.

RAFFAELE TECCE
responsabile Enti Locali della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista

da rifondazione.it

foto tratta da Pixabay

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