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Dal sindacato

I sindacati contro il «sentiero stretto» di Padoan

Una trattativa sempre più strana. Sulle pensioni il confronto governo-sindacati continua al ministero del Lavoro, ma tutti sono consapevoli che le risposte arriveranno da quello dell’Economia e – tutt’al più da un intervento di palazzo Chigi. E così ieri l’ennesimo incontro tra Poletti e Cgil, Cisl e Uil si è risolto in poco più di un’ora di ascolto. Inorriditi dalle proposte iniziali del governo – per aiutare le donne sconto di sei mesi a figlio fino a due anni ma solo per le categorie svantaggiate che rientrano nell’Ape social – i sindacati avevano già ottenuto la possibilità di fare controproposte più potabili per chi è incastrato al lavoro dalla riforma Fornero.
Il nodo di fondo è proprio quello dello strumento: Cgil, Cisl e Uil chiedono che lo «sconto» si applichi a tutte le donne e non solo alle lavoratrici (maestre d’asilo, infermiere, addette alle pulizie) che possono fare domanda per l’anticipo pensionistico gratuito. Per rendere più incisivo lo sconto i sindacati propongono di alzarlo ad un anno per figlio – fino a tre – più il riconoscimento del lavoro di cura per parenti disabili o non autosufficienti.
La differenza con la proposta del governo è forte. Ancor di più sul piano delle risorse se si tiene conto della richiesta «dirimente» (Camusso dixit) della trattativa: il congelamento dell’adeguamento all’aspettativa di vita. Per questo le speranze che sia accolta dal governo sono basse.
Poletti infatti ha già messo le mani avanti citando perfino il ministro dell’Economia: «C’è spirito di confronto che ci invita a guardare al merito sapendo che, come dice Padoan, abbiamo un sentiero stretto».
Per aggirare l’ostacolo, i sindacati lanciano la richiesta di un incontro direttamente col premier Gentiloni, come annuncia il segretario Uil Carmelo Barbagallo. «Il sentiero stretto non può essere una via che non risponde alle nostre richieste e agli impegni presi dal governo», attacca Susanna Camusso. Che annuncia mobilitazioni unitarie: «Il tempo stringe, nei prossimi giorni cominceremo a informare i lavoratori perché siamo preoccupati: con nettezza diciamo che l’eta’ non può scattare».
Il prossimo incontro è già fissato: sarà ad ottobre «a valle dell’approvazione del Def». Quando i giochi saranno quasi fatti.

MASSIMO FRANCHI

da il manifesto.it

foto tratta da Pixabay

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