«Fermare i fascisti con la cultura. E quando serve con la polizia»

La presidente dell'Anpi. Carla Nespolo e la manifestazione di sabato 24 a Roma. «Preservare l'unità antifascista, anche dopo le elezioni. Aver dovuto ritirare l’adesione al corteo di Macerata è stata una ferita, quel giorno è venuto fuori il cuore antifascista di questo paese»
Carla Nespolo, Presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI)

Corteo ecumenico? «Niente affatto», risponde Carla Nespolo, presidente (la prima donna e la prima non partigiana) dell’Anpi. «Sabato a Roma in testa ci saranno i partigiani, i deportati e i perseguitati politici. E poi le 23 organizzazioni che hanno sottoscritto il documento Mai più fascismo che chiede una cosa precisa: lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste. Per la verità avevamo chiesto anche che CasaPound e Forza Nuova non fossero ammesse alle elezioni, l’ho riferito proprio io a Minniti. Invano».

Pensa che la risposta repressiva sia la più efficace?
Non è la più efficace, contro il fascismo serve innanzitutto la conoscenza. Ci vuole un ruolo più incisivo della scuola, dove molto spesso la storia della seconda metà del Novecento, della Resistenza e dell’antifascismo è negletta. Anche per questo l’Anpi è impegnata a portare nelle classi la storia e la memoria. Detto questo, quando hai i fascisti che accoltellano per le strade serve innanzitutto che la polizia li arresti.

Fanno paura?
Vorrei essere molto chiara, io non ho paura che il fascismo possa tornare a opera di questi piccoli gruppi di sconsiderati che rappresentano un’esigua minoranza. Temo molto di più l’indifferenza generale.

Il ministro dell’interno ha spiegato di aver fermato gli sbarchi di immigrati per impedire gli episodi di violenza razzista.
Tesi assolutamente non condivisibile. Bisogna fermare le guerre invece, altrimenti la gente non ha alternative a scappare dalle bombe e dalla fame. E bisogna accogliere e integrare. Si potrebbe fare a livello europeo, se l’Europa mettesse al centro la dignità delle persone e non l’economia.

La manifestazione di domani è una riparazione per la mancata adesione ufficiale di Anpi, Arci, Cgil e Libera a quella di Macerata del 10 febbraio?
Non è una riparazione, è una manifestazione di ben altra portata nazionale. Comunque non mi nascondo, aver dovuto ritirare la nostra adesione è stata una ferita.

La manifestazione c’è stata e non è stata piccola.
Sì, ma la città è rimasta sostanzialmente estranea. Si può capire, dal momento che la paura era ancora forte, paura che il sindaco ha molto mal governato. In ogni caso quella manifestazione ha dimostrato, ancora una volta, che in questo paese c’è un cuore antifascista spontaneo con il quale noi dell’Anpi vogliamo metterci in connessione. Spero che molti di quelli che sono stati a Macerata il 10 febbraio siano anche domani a Roma.

Chi non ci sarà magari teme un antifascismo da campagna elettorale.
Mi rendo conto che siamo a una settimana dal voto, ma non potevamo spostare ancora la data. In ogni caso il nostro è un antifascismo di lunga lena e saremo fermi e incalzanti con tutti. Dopo il 4 marzo c’è il 5 e i rischi di involuzione democratica nel nostro paese non spariranno. Così come temo non spariranno i distributori a piene mani di odio razzista.

Il Pd che metteva dubbio la rappresentatività dell’Anpi, quando eravate per il No al referendum costituzionale, adesso però vi esalta.
Non so se il Pd esalti l’Anpi e questa polemica mi interessa zero.

Mettiamola così: le fa piacere che abbiano cambiato idea?
Non mi fa piacere e non mi dispiace. Siamo in un’altra fase. Sono stata ben contenta che abbia vinto il No, anzi sono stata parte attiva perché l’Anpi prendesse quella posizione. E oggi sono contenta di conservare il baluardo sicuro della nostra Costituzione nata dalla Resistenza. Con quel voto il popolo italiano ha dimostrato di tenere alla sua Carta, pur nella disillusione politica di questi tempi. Oggi però il tema non è questo. Il tema è battere il fascismo rimontante.

Con tutti?
Con tutte le forze onestamente antifasciste, l’esigenza di unità è più alta di qualsiasi polemica tra partiti e organizzazioni. Le dirò che se venisse anche qualcuno di Forza Italia convintamente antifascista io sarei contenta. Noi porteremo le nostre richieste e la voce del popolo antifascista sul tavolo di chiunque governerà. Continuiamo a raccogliere le firme al nostro appello e intendiamo celebrare degnamente il 70esimo della Costituzione con un’altra grande manifestazione, il 2 giugno.

ANDREA FABOZZI

da il manifesto.it

foto tratta dalla pagina Facebook di Carla Nespolo

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Politica e società

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