Europee, Libera sprona i candidati

25 maggio. Presentata ieri a Roma la campagna Miseria Ladra con le richieste sui diritti sociali e la lotta alle mafie Con­fi­sca dei beni seque­strati alla mafia e riuso civile...

25 maggio. Presentata ieri a Roma la campagna Miseria Ladra con le richieste sui diritti sociali e la lotta alle mafie

miseria71Con­fi­sca dei beni seque­strati alla mafia e riuso civile di quelli abban­do­nati dallo Stato, red­dito minimo per con­durre una vita digni­tosa rico­no­sciuto al 60% del red­dito mediano in cia­scun paese, poli­ti­che eco­no­mi­che di sti­molo alla domanda e riforma della Banca Cen­trale Euro­pea. Sono que­sti i punti fon­da­men­tali della cam­pa­gna «Mise­ria Ladra» pre­sen­tata ieri a Roma dal Gruppo Abele e da Libera, insieme a più di 900 asso­cia­zioni e orga­niz­za­zioni di volon­ta­riato tra cui Arci e Cnca, ai can­di­dati ita­liani al par­la­mento euro­peo (L’Altra Europa con Tsi­pras, Verdi, Pd).

Par­tita da zero nell’agosto 2013, la cam­pa­gna è riu­scita a creare un campo vasto di par­te­ci­pa­zione e di inter­vento con­tro la povertà che in Ita­lia col­pi­sce una per­sona su tre. Secondo l’Istat, nel nostro paese ci sono più di nove milioni e mezzo di poveri rela­tivi che vivono con 506 euro al mese. In più ci sono 4,8 milioni in totale indi­genza. Senza con­tare la disoc­cu­pa­zione che col­pi­sce più di 3 milioni di per­sone e la disoc­cu­pa­zione gio­va­nile giunta ormai al 42,7%. Una cata­strofe sociale esplosa negli anni dell’austerità eco­no­mica (2010–2013) che ha spinto cen­ti­naia di asso­cia­zioni di diversa aspi­ra­zione e mis­sione sociale a com­pren­dere l’importanza dell’Europa dove secondo la Croce Rossa i poveri sono 126 milioni, 43 milioni gli indi­genti. Per Don Luigi Ciotti, il fon­da­tore di Libera, biso­gna abban­do­nare le poli­ti­che fiscali restrit­tive e le regole del pareg­gio di bilan­cio che stran­go­lano gli enti locali come gli stati nazio­nali cam­biate a favore di una stra­te­gia incen­trata sul wel­fare. Ser­vono poli­ti­che indu­striali soste­ni­bili, poli­ti­che del lavoro che can­cel­lino la pre­ca­rietà e un radi­cale ridi­men­sio­na­mento del capi­ta­li­smo finan­zia­rio. Alle forze poli­ti­che euro­pee Don Ciotti ha chie­sto che «la desti­na­zione sociale dei beni con­fi­scati sia dav­vero resa pos­si­bile» e che «que­sti per­corsi tro­vino sem­pre più spa­zio attra­verso linee di finan­zia­mento». «Biso­gna fare in modo che que­sti beni siano resti­tuiti alla col­let­ti­vità — ha aggiunto — in Ita­lia sta arri­vando un numero impres­sio­nante di beni seque­strati e con­fi­scati. Sono circa 50 mila tra mobili e immobili».

Sull’immigrazione la richie­sta è radi­cale: abo­lire i cen­tri di deten­zione e parità di accesso ai sistemi di wel­fare e al lavoro. Per Roberto Spe­ranza del Pd, «la sfida a cui siamo chia­mati è un’inversione di mar­cia. La strada finora intra­presa in Europa sul piano eco­no­mico è sba­gliata». «Per com­bat­tere la povertà, biso­gna anche fare poli­ti­che indu­striali che scel­gano set­tori su cui inve­stire, come la green eco­nomy» ha detto Fran­ce­sco Fer­rante di Green Ita­lia Verdi euro­pei. Il pre­si­dente di Syriza Ale­xis Tsi­pras ha sot­to­scritto «con gioia» le pro­po­ste di Libera e del Gruppo Abele e si è impe­gnato a por­tarle anche in Gre­cia, pro­met­tendo di orga­niz­zare un tavolo di con­fronto tra il Gue e le asso­cia­zioni che si bat­tono per con­tra­stare la povertà e le mafie. “Que­ste asso­cia­zioni – ha aggiunto Tsi­pras – hanno com­preso la rela­zione tra cause ed effetto tra le poli­ti­che di auste­rità e l’aumento della povertà, quindi della mafia e della corruzione».

ROBERTO CICCARELLI

da il manifesto

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Elezioni europee 2014



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