Essere e apparire

Il confine temporale può essere collocato, all’incirca, a trent’anni or sono: il momento in cui Chernobyl ci disse che il grande Impero del Male non solo poteva essere vulnerabile...

Il confine temporale può essere collocato, all’incirca, a trent’anni or sono: il momento in cui Chernobyl ci disse che il grande Impero del Male non solo poteva essere vulnerabile ma che non riusciva più a tenersi nascosto, impenetrabile, irraggiungibile.

Da allora una corsa lunghissima nel considerare “tutto” come merce, la politica, la cultura, la stessa vita umana.

E la merce deve essere venduta e per vendere occorrono, ovviamente, i venditori.

Così la politica si è trasformata in un enorme suk, sotto tutte le latitudini.

I governanti trasformati in imbonitori da fiera il cui scopo era quello di allontanare il “popolo” la “ggente” dalla realtà, far credere esistesse il regno del Bengodi, trasformare l’insieme in un’illusione permanente trasformando le nuove tecnologie della comunicazione nella sede ideale di questo parallelismo dell’inconsistenza umana.

Tutto virtuale, insomma: l’esportazione della democrazia sui cingoli dei carri armati, le disuguaglianze insopportabili spacciate come “premio al merito”, l’idea della ricchezza facile con le banche trasformate nella cornucopia del nuovo benessere, la democrazia diventata “governante” in favore della costruzione di poche e inattaccabili élite fondate soprattutto sul denaro.

Oggi la storia, in una rivincita imperiosa del materialismo dialettico, presenta il conto.

Nell’eco neppure lontana degli spari di Dallas, nella consapevolezza che l’America, presunto solo gendarme del mondo, non ha risolto la sua contraddizione fondativa, quello dello schiavismo che ancora percorre il mondo e segna l’idea della globalità, si è fatta insopportabile nella coscienza dei semplici la distanza tra il “racconto” e la “realtà”.

E’ terribile la materialità di una condizione umana, vieppiù degradata nel soggiacere al dominio.

Cresce la consapevolezza dei drammi sociali e civili, manca la possibilità concreta di raccoglierli, farne la bandiera della rivolta, organizzarla e ricostruire pietra su pietra una società diversa.

L’essere ritorna sull’apparire: si aprirà un nuovo ciclo nella storia? Sarà il ciclo della delegittimazione del potere e del ritorno del conflitto, aspro, duro, senza sconti per privilegi e ingiustizie?

E’ questo l’interrogativo vero dell’oggi, al quale forse non possono più dare risposta le teorie e le pratiche che pure animarono stagioni gloriose nella ricerca del riscatto umano.

Sembra finita la fiera delle illusioni e della vanità.

FRANCO ASTENGO

redazionale

10 luglio 2016

foto tratta da Pixabay

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