Catastrofe sanitaria in Spagna

Emergenza. Triste primato: ieri 738 vittime, più che in Italia. Strage di anziani negli ospizi, privatizzati e colpiti dai tagli alla sanità del passato. Assistenza al collasso. Il governo corre ai ripari e domani vara nuove misure
Pedro Sánchez

La Spagna ormai ha superato l’Italia nel triste primato del numero di vittime quotidiane del Covid-19. Pur non avendo ancora raggiunto il Belpaese nel numero totale di vittime (sono 3.475, la metà che in Italia), per la prima volta ieri ne sono state contabilizzate 55 più che in Italia: ben 738, più 224 rispetto al giorno prima.

La situazione è drammatica in molti nosocomi e residenze geriatriche del paese. A Madrid, che continua a essere la comunità più colpita dalla pandemia, gli ospedali si stanno attrezzando come possono a gestire l’enorme afflusso di pazienti in pronto soccorso.

Nella stessa comunità, nei giorni scorsi sono stati registrati svariati casi di residenze geriatriche divenute fuoco del contagio, con varie decine di morti. In qualche caso è dovuto intervenire l’esercito per rimuovere i cadaveri (El País parla di 72 ospizi dove sarebbe entrato il virus).

Gli anni di gestione del partito popolare, oltre ad aver lasciato in eredità un sistema sanitario in ginocchio e privatizzato, hanno disegnato una mappa di posti per residenze geriatriche per il 60% in mano a privati, spesso con personale mal pagato e poco preparato.

In una situazione di emergenza come questa, i nodi del sistema sono venuti al pettine: il personale di queste strutture, come i medici, è sottoposto a uno stress elevatissimo, molti sono stati colpiti dal virus e qui come negli ospedali manca il materiale sanitario di protezione adeguato. Ai morti in queste circostanze non vengono effettuati test, e nessuna residenza privata ha l’interesse a rendere noto che i propri ospiti sono a rischio di essere colpiti dal virus, per cui si sospetta che i dati non siano completi. Per la prima volta, il governo catalano ieri ha preso il controllo di una residenza privata per tutelare la salute dei suoi 35 ospiti.

Il ministro della sanità Salvador Illa sempre ieri ha annunciato l’acquisto dalla Cina di 550 milioni di mascherine, 11 milioni di guanti, 5 milioni e mezzo di test rapidi e 950 respiratori per un valore di 430 milioni di euro. Il materiale verrà consegnato nelle prossime settimane.

La ministra dell’educazione ha concordato con le comunità autonome di posticipare di 20 giorni l’esame di maturità e la conseguente iscrizione all’università.

Il Congresso a ranghi ridottismi ha approvato la proroga dello stato di emergenza fino al 12 aprile. A parte il Psoe e Podemos, hanno votato (telematicamente) a favore anche partiti dell’opposizione come Pp, Ciudadanos, persino Vox (tutti con critiche al governo).

Domani ci sarà un Consiglio dei ministri straordinario (quello ordinario è il martedì) dove si attendono nuove misure. Vari esponenti del governo hanno anticipato che sul tavolo ci sono diverse proposte sociali, come un sussidio per le colf, una sospensione del pagamento degli affitti e l’istituzione di un «reddito minimo vitale» per chi è rimasto senza entrate a causa della crisi, ma non è chiaro quali supereranno gli ostacoli interposti dal nucleo dei «duri» del governo, timoroso per l’esplosione dei costi. Intanto è già previsto un sussidio di 660 euro più l’esenzione delle imposte per gli autonomi, tra i più colpiti dalla crisi.

La Catalogna sta per lanciare una misura per accogliere i minori rimasti temporaneamente senza progenitori, ricoverati per il virus: i più piccoli di tre anni finiranno in famiglie in affido temporaneo, gli altri in ostelli gestiti dal governo catalano come se di attività estive si trattasse. Ieri è finito sui giornali il caso di tre adolescenti rimasti a casa da soli per 10 ore dopo che i genitori erano stati ricoverati d’urgenza.

LUCA TANCREDI BARONE

da il manifesto.it

foto: screenshot tv

categorie
EsteriEuropaSpagna e Portogallo

altri articoli