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Mondo lavoro

Saga Coffee reindustrializzata: le operaie festeggiano la vittoria

Hanno festeggiato cantando «Bella ciao» e abbracciandosi per la chiusura del presidio che andava avanti da quasi cento giorni.

Buona parte delle operaie e gli operai della Saga Coffee di Gaggio Montano (Bologna) torneranno presto al lavoro. Il 5 novembre la multinazionale italiana Evoca aveva annunciato la chiusura dello stabilimento che produce macchine da caffè per ufficio con il trasferimento della produzione a Bergamo.

Grazie alla lotta incessante e al lavoro della Regione Emilia-Romagna, ieri è stato approvato il progetto di reindustrializzazione di una nuova società partecipata dalle aziende Tecnostamp e Minifaber. La nuova società si è impegnata all’assunzione con contratto nazionale metalmeccanico di almeno 137 lavoratori entro i dodici mesi interessati dal ricorso alla Cigs per cessazione, indicativamente dall’1 marzo 2022.

«Il piano industriale sarà fondato, spiegano i sindacati, sulla prosecuzione dell’attività di impresa e la continuità operativa del sito. Il numero dei lavoratori salirà a 150 nell’ipotesi in cui Invitalia dovesse confermare il proprio ingresso nella compagine sociale della Newco. A questo si somma la definizione di un Piano Sociale da parte di Saga Coffee con il ricorso alla Cigs per cessazione della durata di 12 mesi e un’integrazione giornaliera agli importi di cassa pari a 20 euro lordi e un sistema di incentivazioni all’esodo fino a 85.000 euro lordi».

«Questa ipotesi di accordo è senza ombra di dubbio conquistata sul campo dalla determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori – scrivono in una nota Fiom Cgil Bologna, Fiom Cgil Emilia Romagna e Fim Cisl dell’area metropolitana bolognese Rsu Saga Coffee – . La loro determinazione e la serietà del sindacato e della Rsu, la solidarietà raccolta da tutto il territorio, il ruolo attivo e non formale delle Istituzioni: tutto ha contribuito a raggiungere un risultato di estremo valore. La lotta paga, sempre».

«È un ottimo accordo che dimostra che la lotta paga sempre – spiega il segretario Fiom di Bologna Michele Bulgarelli – è stata una vertenza durissima e siamo molto soddisfatti di aver ottenuto il rispetto del contratto nazionale. Le lavoratrici con la loro lotta hanno difeso la dignità di tutti i metalmeccanici e del mondo del lavoro».

MASSIMO FRANCHI

da il manifesto.it

foto: screenshot

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